Una storia che utilizza il mistero, l'astronomia e una componente quasi fantascientifica per parlare in realtà di qualcosa di profondamente umano
Recensione di Lucia Roberta Zaffora
La forma dell’assenza di Simona Binni edito Tunué è la graphic novel di racconto intimo e visionario nel quale la dimensione del cosmo diventa una suggestiva metafora dell’universo interiore dei suoi protagonisti.
La vicenda prende avvio in un piccolo borgo isolato, improvvisamente privato delle comunicazioni con l’esterno. Mario, tecnico delle telecomunicazioni e appassionato di astronomia, viene mandato sul posto per cercare di risolvere il misterioso blackout. Quello che potrebbe sembrare un semplice intervento tecnico si trasforma però ben presto nell'inizio di un percorso molto più personale.
Mario è un uomo segnato dal dolore e dalla difficoltà di comunicare ciò che prova. Il suo rapporto con la figlia Matilde è infatti attraversato da un senso di colpa e da parole non dette. La sua incapacità di stabilire una vera connessione con chi ama sembra riflettersi perfettamente nel paese in cui arriva: un luogo nel quale telefoni e comunicazioni hanno smesso di funzionare.
È in questo scenario che entra in scena Olga, giovane donna eccentrica, solitaria e apparentemente imprevedibile, convinta addirittura di nascondere un alieno nel proprio armadio. Un personaggio che potrebbe sembrare appartenere a un'altra dimensione e che invece, proprio attraverso la sua apparente stranezza, rivela una fragilità profondamente umana.
Mario e Olga sono due personaggi molto diversi, ma condividono una medesima condizione: entrambi sono persone ferite, incapaci di trovare facilmente un posto nel mondo e soprattutto di stabilire un autentico contatto con gli altri. Ma, nel corso della narrazione, Mario e Olga riescono a vedere nell'altro qualcosa che fino a quel momento era rimasto nascosto. Le loro fragilità diventano così un possibile punto di contatto.
Un punto in comune dei due protagonisti è l’astronomia. Mario è appassionato di stelle e, insieme a Olga, costruisce un apparecchio amatoriale per ascoltarle.
Il cielo diventa così una sorta di controcampo dell'esistenza umana.
Di fronte all'immensità dell'universo, le inquietudini personali sembrano contemporaneamente minuscole e gigantesche. Le stelle rappresentano la distanza, l'ignoto, ciò che non possiamo comprendere fino in fondo; ma rappresentano anche la possibilità di rivolgere lo sguardo oltre il proprio dolore.
Binni affronta il tema del dolore senza trasformarlo in un semplice espediente narrativo. Le ferite dei protagonisti emergono gradualmente, attraverso i loro comportamenti, i silenzi e le difficoltà nel rapportarsi con gli altri.
Mario porta con sé il peso del rapporto con la figlia mentre Olga custodisce un'angoscia profonda che si manifesta attraverso il suo rapporto con il proprio corpo. Due forme diverse di sofferenza che finiscono per specchiarsi.
Uno degli elementi che rendono particolarmente efficace il racconto è la possibilità offerta dal linguaggio fumettistico di mettere in relazione parole e immagini.
La storia di Binni sembra muoversi costantemente tra dimensione concreta e dimensione visionaria, tra il piccolo borgo e l'immensità dello spazio, tra il quotidiano e ciò che sfugge alla spiegazione razionale.
Questo contrasto rispecchia perfettamente la natura dei protagonisti. Mario cerca di comprendere il mondo attraverso la tecnica e la razionalità; Olga, invece, sembra vivere in una dimensione più istintiva, immaginativa e imprevedibile.
Le due prospettive non finiscono però per escludersi. Al contrario, è proprio il loro incontro a rendere possibile un nuovo modo di guardare la realtà.
La forma dell’assenza è una storia che utilizza il mistero, l'astronomia e una componente quasi fantascientifica per parlare in realtà di qualcosa di profondamente umano: la necessità di sentirsi visti, ascoltati e riconosciuti. Il risultato è una graphic novel intima, malinconica e allo stesso tempo attraversata dalla speranza. Una storia sulle seconde possibilità e sulla capacità, talvolta inattesa, di tornare a vivere dopo che qualcosa dentro di noi si è spezzato.

Titolo: La forma dell'assenza
Autore: Simona Binni
Casa editrice: Tunué
Pagine: 192
Pubblicazione: 22 settembre 2026