Recensione di Chiara Bianchi
C’è una lentezza che non è difetto, è una lente d’ingrandimento. In Lento lentissimo (Iperborea, 2025, traduzione dal norvegese di Eva Valvo), Jon Fosse – Premio Nobel per la letteratura 2023 – prende una marachella minuscola e la trasforma in una faccenda enorme, emotivamente parlando. Un bambino, per un impulso improvviso, ruba una banana dalla borsa di una vecchietta che cammina lenta, lentissima, col bastone per strada. Quel «lento lentissimo» nel testo è prima di tutto riferito alla vecchietta. Una sorta di metronomo umano della scena, un personaggio-ritmo. Ma (ed è qui che Fosse fa il suo numero da illusionista quieto) quella lentezza diviene qualcos’altro. Il modo in cui il tempo cambia consistenza dopo un errore. Da un gesto rapido nasce una durata lunga, appiccicosa come solo la colpa è. E più si prova a scappare, più ci si accorge che si sta camminando dentro il proprio personale “lentissimo”.
La storia, infatti, non si accontenta della morale “rubare non si fa”. È più sottile e più vera: mostra come una bugia o una furbata, anche piccola, possa innescare una catena di conseguenze interiori, un crescendo di paure e di silenzio, finché non emerge la domanda cruciale: che significa riparare? Qui entrano i temi intrinseci del libro: il senso di onestà, il rispetto e quel lessico emotivo che spesso manca ai grandi e ai piccoli allo stesso modo per dire “grazie” o “scusa” senza usarli come monete per comprare la pace. In questo, la traduzione di Eva Valvo fa una cosa preziosa: deve rendere tensione che stringe e soprattutto deve far passare il ritmo dove la lingua si fa anche tempo.
Le illustrazioni e la copertina di Lucio Schiavon a tratti sembrano accelerare l’occhio mentre il testo rallenta il cuore. A tratti, invece, ti inchiodano su un dettaglio e ti costringono a restare.
Frase e sguardo in una piccola orchestra che suona lo stesso tema: la responsabilità che nasce quando si capisce di aver oltrepassato una linea.
È una storia di crescita, all’interno della quale si vive la strana alchimia tra lo sbaglio che diventa occasione per imparare a stare nella verità, anche quando pesa, anche quando mette un’eternità ad arrivare.
Il libro inizia con una banana rubata e finisce con una domanda: quanto tempo serve per diventare onesti? Nel mondo di Fosse la risposta è sempre: lento, lentissimo.

Titolo: Lento lentissimo
Autore: Jon Fosse
Traduzione: Eva Valvo
Pagine: 48
Casa editrice: Iperborea
Pubblicazione: 22 ottobre 2025