Dovevo dirti una cosa | Alberto Madrigal

Dovevo dirti una cosa | Alberto Madrigal

Nel crepuscolo dell’amore, la delicatezza dei silenzi racconta ciò che le parole non osano.

Recensione di Chiara Bianchi

Ci sono storie che si muovono come ombre sfuggenti, appena percepite ma capaci di lasciare un segno profondo. Dovevo dirti una cosa, l’ultimo graphic novel di Alberto Madrigal per Bao Publishing è proprio questo: un racconto intimo e fragile, sospeso tra Milano e Roma, dove le città diventano teatro silenzioso di una crisi che si gioca tutta nel non detto.

Alberto Madrigal, che fino a ora aveva raccontato Berlino con le sue luci fredde e le sue strade nascoste, qui cambia scena, spostandosi nell’Italia che conosce e che osserva da lontano. Durante la presentazione berlinese a cui ho assistito, ha raccontato di aver impiegato nove anni per far emergere questa storia, nata dall’osservazione di un fenomeno doloroso: molte coppie di amici che si separano, e il desiderio di capire perché.

Angela e Roberto si cercano e si perdono in un dialogo interrotto, in parole che restano a metà, in silenzi così pesanti da diventare muri. È un’esplorazione senza enfasi della fine di un amore — o forse del tentativo disperato di tenerlo in vita.

Il racconto si fa allora specchio di una verità più grande, che affonda le radici nell’adolescenza di Angela, nella fragilità di un’infanzia segnata da un padre assente, e in tutte quelle ferite che non si chiudono mai davvero, influenzando ogni futuro legame. E nell’insoddisfazione di Roberto per un lavoro, quello desiderato, che non gli dà più gioia. 

Ma ciò che sorprende e incanta è il modo in cui Madrigal racconta tutto questo, attraverso un uso di colori che non è solo tecnica, ma poesia. Le tinte dell’acquerello si fondono in una palette che sembra catturare un tramonto malinconico: rosa impalpabili, aranci soffusi, azzurri sfumati, tutti a danzare insieme in una luce crepuscolare che avvolge la narrazione di un velo di nostalgia e sospensione.

Come un cielo che si spegne lentamente, così anche le parole tra Angela e Roberto si fanno rarefatte, sospese tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere. Il finale aperto è la vera forza del libro: un invito a guardare l’incomunicabilità dritto negli occhi, senza filtri né consolazioni facili, facendone un nuovo punto di inizio e non di fine. 
Dovevo dirti una cosa non è solo un graphic novel, è un atto di coraggio poetico. Perché raccontare il silenzio – quello vero, denso e pesante – è forse l’impresa più difficile e preziosa per chiunque voglia capire l’amore.

Titolo: Dovevo dirti una cosa
Autore: Alberto Madrigal
Casa editrice: Bao Publishing

Pagine: 208
Pubblicazione: 30/05/2025

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