Senza rabbia non vale nulla | Holdenaccio

Senza rabbia non vale nulla | Holdenaccio

Di ritorni difficili e sogni interrotti. Quando il posto che chiami casa ti lascia solo la rabbia per sopravvivere.

Recensione di Chiara Bianchi

C’è qualcosa di strano nei ritorni. Chi torna lo fa sempre con un po’ di illusione, come se il tempo si fosse fermato nell’esatto fotogramma in cui se n’è andato. Invece trova altro. Peggio ancora: trova meno. In Senza rabbia non vale nulla (Bao Publishing, 2025), Holdenaccio racconta questo: non il ritorno a casa, ma il ritorno al disincanto.

Anto torna a Taranto dopo anni a Torino. È giovane, è andato via per “costruirsi un futuro” – la formula standardizzata che copre un abbandono più che un’avventura. Ma a Taranto il futuro non si è mai fermato, semplicemente ha continuato a crollare, centimetro dopo centimetro, dentro le solite dinamiche di speculazione, cementificazione, logiche industriali cieche. Quello che Anto trova non è la sua città, ma un simulacro vuoto, una copia deformata, come quei vecchi plastici urbanistici abbandonati nei municipi. Cemento, cantieri infiniti, e soprattutto silenzio: il silenzio di chi ha smesso di protestare perché tanto non serve.
Il graphic novel non ha bisogno di inventare metafore complicate. Taranto è un cancro. Non solo per l’acciaieria, ma per il meccanismo esatto che la rende possibile e necessaria: il ricatto permanente tra il lavoro che uccide e la disoccupazione che annienta. Il vero tumore è sociale: è nella rassegnazione delle generazioni che si susseguono promettendo sempre che “ai nostri figli andrà meglio”. Non è mai andata meglio a nessuno. 

La rabbia a cui allude il titolo non è una concessione romantica al “ribelliamoci”. È la rabbia disperata di chi sa benissimo che anche protestare, spesso, non cambia le cose. Però resta l’unica cosa che puoi ancora fare per sentirti vivo. Senza quella rabbia sei solo un’altra sagoma nel panorama sfilacciato della città.
Non c’è nulla di consolatorio qui. Senza rabbia non vale nulla non celebra il Sud, non racconta il ritorno come riscoperta delle radici. Racconta il fallimento collettivo di una società incapace di dare ai suoi figli una prospettiva che non sia l’esilio o la resa. E il paradosso più amaro resta sempre lo stesso: se resti, ti corrode la frustrazione; se vai via, ti perseguita il senso di colpa. In ogni caso, la città ti resta dentro come un vizio che non guarisce.

Holdenaccio disegna questo inferno con un tratto sporco, denso di grigi che sanno di polvere industriale più che di malinconia artistica. Non ci sono colori a imbellettare l’agonia urbana. I flashback, più luminosi, sono dei falsi: non perché non siano veri, ma perché non esistono più. Anto guarda il passato come chi osserva una fotografia ingiallita: la scena c'è, la vita no.
Il dramma personale del protagonista si intreccia a quello familiare — il padre, la generazione che ha pagato il prezzo pieno della fabbrica — ma in fondo è lo stesso racconto, allargato su scala collettiva. Un ciclo che si ripete: il padre che non poteva andarsene, il figlio che se n’è andato ma non riesce a restare davvero lontano. La trappola identitaria perfetta.

In fondo, Senza rabbia non vale nulla è un libro che parla al tarantino che conosce bene il sapore amaro del “nonostante tutto”. Non è una storia sulla speranza, e nemmeno sul coraggio. È una storia sulla sopravvivenza, che in certi posti non è mai garantita. E sul vuoto che cresce quando una città non sa più prendersi cura di chi la abita.

Titolo: Senza rabbia non vale nulla 
Autore: Holdenaccio
Casa editrice: Bao Publishing

Pagine: 224
Pubblicazione: 02/05/2025

Compra sul sito della casa editrice


Ti è piaciuto questo articolo? Dacci una mano! Il tuo aiuto ci consente di mantenere le spese di questa piattaforma e continuare a diffondere l'arte.
L'associazione si sostiene senza pubblicità ma soltanto con le tessere associative e l'impegno dei soci.
I Link verso i canali di vendita sono inseriti al solo scopo di agevolare gli utenti all'acquisto.
Sottoscrivi la tessera associativa con una piccola donazione su PAYPAL
Oppure puoi offrirci un caffè.

 

Privacy Policy