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Ho trovato il mio posto nel mondo - Jenny Jordahl

Ho trovato il mio posto nel mondo - Jenny Jordahl

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Ho trovato il mio posto nel mondo non è facile.
A volte bisogna farsi spazio sgomitando, altre scomparendo. Jenny Jordahl, con la sua opera, ci mostra come ha trovato il suo. 

di Stefania Serena Sanna

 

Trigger warning: grassofobia, bullismo, DCA 

Scomoda, sofferente, ingombrante. Così come è stato redigere questa recensione, immagino allo stesso modo sia stato per Jenny Jordahl scrivere e illustrare Ho trovato il mio posto nel mondo.
Duecentootto pagine non sono sicuramente sufficienti per trattare un argomento così complesso (tantomeno sono sufficienti le parole di questa recensione), tuttavia l’autrice ci consegna un enorme carico emotivo difficile da maneggiare, comprensibile ma soggettivo e personale, e occorre fare uno sforzo considerevole per digerirlo e metabolizzarlo.

La protagonista è Janne, che per assonanza ricorda il nome dell’illustratrice, una bambina curiosa dai capelli biondi e con un grande sorriso; estremamente sensibile, Janne è anche grassa ma non è rilevante per lei fino a quando il mondo non inizia a farglielo pesare. 

Il volume cartonato racchiude tutta la profonda sofferenza interiore e l'esperienza di Janne alle prese con l'adolescenza e i drammi legati ad essa.


Janne è la regina indiscussa di questa graphic novel dal profumo autobiografico, edita dalla coraggiosissima Edizioni Sonda che ci dona un'altra perla da infilare nella collana degli argomenti scomodi che in pochi trattano in Italia.  

"Nella tua famiglia sono tutti così belli e magri! E tu, da dove sei uscita?" le dice una vecchia signora, presumibilmente la nonna; "lo sai che ti ha messo in mezzo a noi perché sei grassa?" replica un compagno di classe, dopo che l’insegnante ha spostato di banco la bambina; "hai bisogno di fare movimento" la incalza il padre; "non sapevo che le ciccione riuscissero a correre" le urlano dietro alcuni bulli.

Queste sono solo alcune delle micro aggressioni da parte di parenti, amici, insegnanti e sconosciuti per strada che Janne deve subire ogni giorno per il solo fatto di esistere. Vincitore del Premio Brage, il più importante riconoscimento letterario in Norvegia nella categoria ragazzi Ho trovato il mio posto nel mondo è una lettura formativa e dolorosa ma necessaria. Il tratto è fresco, a bilanciare le tematiche, e molto espressivo. Percepiamo il tempo che scorre attraverso un ottimo senso del ritmo; il tratto di Jenny Jordahl è talmente potente da non aver bisogno di testo: Janne ci parla attraverso le immagini. 


Non ci sono giri di parole, ben poco è edulcorato da Jenny Jordahl, che ci guida attraverso le pagine in un mondo verosimile che lei stessa probabilmente ha conosciuto molto bene, in passato. Ogni parola e ogni pagina è una stilettata al cuore e si insinua nel profondo, così come ogni parola si incide in Janne fino a diventare parte di lei. La sofferenza e il dolore prendono vita e si trasformano in un enorme blob nero e informe, a immagine e somiglianza della protagonista, in una visione decisamente grassofobica di sé stessa. Gli spazi bianchi fanno da contraltare alle pagine nere, oscure e profonde, come l’abisso nietzchiano. Ed è troppo tardi per ritrarsi.

"Fai proprio schifo, lo sai?" e "a nessuno piacciono le ciccione" sono il climax della graphic novel. Riuscite a immaginare la perseveranza di una goccia che scava il suo percorso tortuoso nella roccia? Allo stesso modo queste parole, ormai un mantra per Janne, si innestano e attecchiscono nel suo cervello e nella sua anima. Ogni disperato tentativo di passare inosservata fallisce miseramente di fronte all’ennesimo danese (posso quasi sentirne il profumo, sfogliando le pagine) comprato e mangiato di nascosto. Janne è sbagliata, fuori posto e fuori forma; nulla di quello che fa, e ancora peggio di quello che è, va bene. Lei è grassa e questo non va bene. Il cibo, tanto amato quanto dileggiato, diventa il suo unico rifugio da una realtà che la umilia e la fa sentire costantemente inadeguata per il solo fatto di esistere. Si rende necessaria un’azione diretta, mirata a una miglioria: che ne dici di perdere peso? Solo un pochino, e vediamo come va. 

A bilanciare la forza dirompente di quest’opera ecco che arriva la stonatura: la perdita di peso (attraverso modalità discutibili e pericolose) sembra essere l’unica risposta alla domanda: cosa posso fare per essere amata? 


La protagonista, in modo direttamente proporzionale al cambiamento della sua fisicità, viene appiattita e il focus della graphic novel si sposta altrove e volge in un lieto fine fallace che lascia al lettore, perlomeno a me, molti interrogativi. 

"Tu non fai schifo. Sei bellissima e lo sei sempre stata" è la chiave di volta, il deus ex machina che affranca la giovane eroina e accende il cartello luminoso che indica la strada per la sua rinascita e redenzione. Finalmente Janne è valida e degna di amore? 

Vi svelo un segreto: lo è sempre stata. La morale esopica e le frasi motivazionali mettiamole da parte, per un momento, e tratteniamo il fiato mentre immaginiamo le nuove sfide che Janne dovrà affrontare, da questo punto in poi. 

Purtroppo non esiste una formula magica che smantelli la propria grassofobia né una pozione miracolosa che, come la felix felicis di matrice potteriana, infonda autostima. E, se anche esistessero, si troverebbero a dover combattere contro una forza oscura che ogni momento preme per corromperci.

Janne, come ogni persona, merita rispetto a prescindere da peso, abilità e stato di salute e nessuno dovrebbe attuare cambiamenti su sé stesso spinto da pressioni esterne. Ho trovato il mio posto nel mondo è una storia di rinascita e metamorfosi personale sacrosanta e inquestionabile che merita di essere letta, con un lieto fine timido e ingenuo, a tratti insufficiente, ma pur sempre un buon punto di partenza.

 
Consiglio da ipersensibile: Se ti viene da piangere mentre leggi, piangi.
Se ti sale la rabbia, incazzati e urla. Se ti senti inadeguat*, conta fino a tre e respira: non è necessario conformarsi per affermare la propria esistenza senza rimorsi e vergogna.
Hai tutto il diritto di fare ciò che ritieni giusto per te e il tuo corpo: Non sei tu il problema.

 

 

 

 

Jenny Jordahl
Ho trovato il mio posto nel mondo
Traduzione di Alice Tonzing
Illustrazioni di Jenny Jordahl
CARTONATO 
208 pagine
Edizioni Sonda

Compra sul sito dell'editore


 

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