Costa | Lasciando tutto in disordine

Costa | Lasciando tutto in disordine

Un album di ripartenza, il primo da solista per il cantautore romano
di Chiara Bianchi

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Ma per andare servono le idee / E un’idea è un puntino nero su mappe scritte solo nei momenti folli 

COSTA, nato Stefano Costantini, già musicista e autore degli STAG, ci regala il suo primo disco solista, uscito agli inizi di giugno, per Fiori Rari.  

Lasciando tutto in disordine è stato prodotto, registrato e mixato da Giuliano Vozella presso il Try Try Again Studio di Milano e masterizzato da Andrea De Bernardi presso Eleven Mastering Studio. Anticipato da due singoli, il primo Antipodi, uscito alla fine del Duemilaventi e il secondo Talisker, lo scorso aprile. 

Otto tracce in cui la forma canzone classica si unisce a un lavoro di ricerca sonora che vede in primo piano la voce, chiara e affettuosa, spesso filtrata, accanto a strumenti classici, con abbondanza di fiati e di archi, miscelati con una massiccia, ma non invasiva, componente elettronica. 

Atmosfere variegate e sonorità capaci di ridare nuova linfa alla forma canzone strofa-ritornello.

In Tapis Roulant, brano di apertura, si parte con voce, chitarra, e percussioni, in un’atmosfera fresca e ritmata. 

Talisker, dai giri di basso serrati che ricordano gli anni Settanta, accompagnano con ritmo incalzante la richiesta di Costa: fornirgli un bicchiere di Talisker per «calmare questa fretta che ho». 

La terza traccia è Non, primo dei tre intermezzi strumentali. Arriva inaspettato eppure, conquista per la sua leggerezza, trasmigrando in una dimensione chill out di grande, grandissimo, spessore. 

Protezione
, con un intro di chitarre e suoni elettronici che accompagnano l’arrivo della voce, leggera, mai invadente, delicata. Un pezzo di grande impatto, per la completezza d’insieme. 

Sms
ci porta oltre Manica, una ballad dal cuore british, da singer-writer dei tempi nostri e fa un po’ eco allo stile del nostro italico Bianco per la purezza e l’allegria nei giri di chitarra.

Pensare
il secondo pezzo strumentale, da’ a Costa modo di esprimere quel gran bel trombettista che è! Un tappeto di archi e la batteria ritmata lasciano spazio al suo solo di tromba. 

Antipodi
, quello che fu il primo singolo, contiene tutte le intenzioni dell’album: canzone classica, chitarra d’accompagnamento, suoni elettronici di riempimento e bellissimi interventi di tromba.

Chiude Più, strumentale. Tornano le atmosfere chill out, la tromba ci trasporta in un viaggio verso lidi sereni. La cadenza ritmica del pianoforte a segnare il tempo, come gocce d’acqua su una superficie liscia, e per chiudere uno strano vortice di suoni campionati.   

Tutti i testi sono stati scritti da Costa e Matteo Sarlo, eccetto per Antipodi, scritto solamente da Costa.

Tutte le musiche sono scritte da Costa, eccetto per i brani strumentali Non, Pensare e Più, che sono scritti da Costa e Giuliano Vozella. Questi tre titoli sembra portino un messaggio, un monito. Costa dichiara di aver scritto l’album durante la pandemia e i vari lockdown ed è da questo lavoro che vuol ripartire. Una collaborazione preziosa, quella con Giuliano Vozella, che mi fa sperare in un prossimo lavoro, tutto strumentale, di altissima qualità.  

L’impalcatura sonora, in cui il cantato di matrice cantautorale è ben armonizzato, rende il lavoro ben riuscito. 


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