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Bruce Springsteen | Letter To You

Bruce Springsteen | Letter To You

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Bruce Springsteen – Letter To You
Ventesimo album per il Boss, che fa ancora centro, e nonostante gli anni che passano dimostra di avere ancora l'entusiasmo di un ragazzino.
 

Non sono mai stato uno di quei fan di Springsteen che segue il cantautore americano in maniera quasi religiosa. A dire la verità, fino a pochi anni fa, non ero un suo fan, finché non ho avuto la possibilità di vedere un concerto del Boss. Ero a San Siro, per il tour celebrativo dell'album “The River” e sono rimasto senza parole.
Sono state quattro (4!!!) ore di amore vero che potevi percepire nell'aria, nelle persone vicino a te. Lo sentivi arrivare dal palco, era qualcosa di palpabile, tanto era intenso. 

Ora voi vi starete chiedendo il senso di questa premessa, visto che dovrei parlarvi di “Letter To you”, il nuovo album di Bruce Springsteen. Il senso è che questo album ruota tutto intorno all'amore che Bruce prova per la sua gente perché, ad ascoltarlo bene, questo potrebbe non sembrare il disco che voleva, ma è sicuramente il disco di cui avevamo bisogno.
E lui lo sa.

Allora, come si faceva un tempo, ci dedica una lettera, bellissima, resa ancor più toccante da una voce che il passare degli anni rende sempre più profonda e rassicurante, tanto che si ha quasi l'impressione di vederlo mentre canta e ci sorride.

È un disco dannatamente americano, ricco di contraddizioni.

Nei testi ci sono riferimenti alla fede ma anche alla razionalità di cui necessitiamo per non farci travolgere da una vita frenetica (Rainmaker). Si affronta il dolore della perdita (I'll see you in my dreams)  ma con la consapevolezza che il domani ci regalerà nuove opportunità. C'è molta inquietudine per le sorti del mondo, e degli USA in particolar modo (The criminal clown has stolen the throne/He steals what he can never own), ma c'è l'invito a guardare avanti, ad avere speranza in un nuovo futuro (Believe me my good Linda /The aurora will shine your way).
Ma la contraddizione più grande sta nelle sonorità dell'album. 

Ad un primo ascolto sembra un lavoro molto simile agli altri; ma se si presta attenzione, si percepisce chiaramente che questo è un album protesto in avanti, che guarda a qualcosa di nuovo e lo fa sfoderando tutto il ventaglio delle sonorità del rock americano che conosciamo tutti. 
Ci porta in giro per gli USA da costa a costa, ci catapulta nel sud e ci riporta nella grande città, con una classe invidiabile, sempre con al suo fianco la E-Street Band, per rinnovare un connubio che è sempre sorprendente. 

Qui sta la splendida contraddizione, che è anche il messaggio più bello di “Letter To You”, attingere  alle proprie radici per darsi lo slancio verso nuovi progetti.
E tutto questo con la solita classe, la solita intensità, che ti scalda il cuore come solo i grandissimi riescono a fare.

Semplicemente grazie Boss

 

 

Brani migliori: Ghosts, I'll see you in my Dreams, Letter To You

© Luca Cameli

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