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Caveleon | River

Caveleon | River

Primo singolo per questa band, che dà il via ad un interessante progetto sviluppato con l'illustratrice Sofia Paravicini.

I Caveleon sono una band milanese nata dall'incontro fra il compositore polistrumentista e cantautore Leo Einaudi, la cantautrice Giulia Vallisari, il compositore Federico Cerati e il batterista Agostino Ghetti.


Caratterizzato da un sound in equilibrio costante fra atmosfere folk e raffinate ambientazioni elettroniche, hanno pubblicato il 5 Marzo, “River”, seguito ad una settimana di distanza dal video, curato da Sofia Paravicini, che la stessa ci presenta così: 

"Il lato più affascinante e stimolante è stato il processo di ricerca delle ispirazioni e dei richiami visivi, dalla pittura rinascimentale all’arte moderna e contemporanea, dalla scultura alla cinematografia. La presenza dell’uovo di struzzo, ad esempio, oltre ad avere un significato importante all’interno del nostro racconto, è un riferimento alla “Pala di Brera” di Piero della Francesca; i contrasti tra le dimensioni tra la sfera umana e quella astratta, sono stati ispirati dai dipinti e dalla scultura di Folon; le opere di Bill Viola, come “Martyrs Composite” o “The Crossing”, sono state un grande punto di riferimento per quanto riguarda il ritmo e la staticità delle immagini." 

L'illustratrice milanese, oltre ad aver seguito il video, ha realizzato anche la copertina del singolo, dando al progetto della band una dimensione più ampia, rendendo la parte visuale un elemento importante per comprende la musica dei Caveleon.

La stessa Sofia ci parla di questa collaborazione, rispondendo alle domande che gli stessi membri della band gli hanno posto.

Da illustratrice ad Art Director. Come ti sei trovata in questo nuovo ruolo?
È sempre un grande stimolo confrontarsi con un mondo diverso da quello a cui si è abituati, soprattutto se si ha la possibilità di farlo con un team di professionisti che condivide la tua visione e il tuo immaginario. Mi sono spesso ispirata al teatro per le mie illustrazioni, ogni fermo immagine è come se fosse la doppia pagina di un albo illustrato, dove i personaggi entrano ed escono dalle pagine del libro. La tridimensionalità e il movimento, di solito, sono elementi che prendono vita nella mia testa, è stato molto bello avere la possibilità di trasformarli in realtà. Partendo, quindi, da una sorta di scenografia teatrale, l’idea è stata di cercare un filo conduttore con la vostra musica, che mantenesse un carattere evocativo, fatto di sensazioni e atmosfere rarefatte ed eteree, lasciando la narrazione in secondo piano.


Quali sono state le reference e i richiami visivi che hanno ispirato la creazione del video di “River”?
Ho ascoltato più volte “River” e il nuovo album intero per riuscire a calarmi nel vostro immaginario. Ho subito pensato alle performance di Bill Viola, specialmente “Reflections”, che ho avuto la possibilità di vedere in mostra nel 2012 a Villa Panza. L'artista utilizzava il video per esplorare il fenomeno della percezione, inteso come il cammino per giungere alla conoscenza di se stessi. Mi aveva molto colpito l’apparente minimalismo delle inquadrature, immerso in una teatralità raffinata ed elegante.
Sicuramente c’è un richiamo anche all’uovo nella “Pala di Brera” di Piero della Francesca, inteso come simbolo di vita, di purezza e di rinascita. Il modo in cui è illuminato uniformemente, dona alla scena un senso di armonia e di equilibrio, ponendolo come centro e fulcro della narrazione, in una condizione di fragile perfezione.

Matthew Barney nel suo progetto “The Cremaster Cycle” è stato un grande punto di riferimento per quanto riguarda le atmosfere oniriche e surreali, il gioco di prospettive e l’utilizzo dei colori pastello.
Le opere teatrali di Bob Wilson, in particolare “Odissey”, sono state una preziosa fonte di ispirazione rispetto alla gestione del palcoscenico, fatta dall’alternanza di spazi pieni e vuoti e l’utilizzo magistrale degli elementi scenici.



Racconta a chi non lo sa com’è nata la nostra collaborazione. Secondo te cosa accomuna il tuo lavoro e la nostra musica?
È iniziato tutto nel maggio 2018, quando Leo mi contattò con un'email proponendomi di illustrare la cover del vostro primo EP intitolato “Caveleon”. Ho percepito fin da subito una grande vicinanza tra la vostra musica e il mondo visivo che porto all’interno delle mie illustrazioni. Le atmosfere oniriche e surreali, la costante ricerca di metafore, una malinconia nascosta, che lascia spazio e respiro all’immaginazione, e la delicatezza dei timbri sonori che si sposa alla perfezione con i toni desaturati della mia palette colori. Mi ha affascinato molto l'idea di provare a rappresentare attraverso le immagini una sintesi che rappresenti il linguaggio che trasmettete con la vostra musica, dandogli un volto.


Nel video di “River" è evidente la tua presenza dal punto di vista dell'immaginario, in che modo sei riuscita a tradurlo?
Volevo rappresentare l'idea del fiume che ti attraversa. Abbiamo trovato una soluzione scenografica che consisteva nel far calare dei teli di tonalità di colore diverse dall’alto, creando una sorta di palcoscenico con cui la protagonista potesse interagire, ma che allo stesso tempo rappresentasse un fermo immagine. I tessuti modificavano la propria natura in base alla luce e i movimenti dell'aria, creando un dinamismo lento che ricordava lo scorrere di un fiume. Dal punto di vista del colore abbiamo scelto di utilizzare una palette che va dal verde salvia all'azzurro, tonalità che uso spesso come sfondo delle mie illustrazioni. Volevamo che la protagonista fosse vestita di colori neutri, di toni né caldi né freddi, in modo che potesse staccarsi dalla scena, ma allo stesso tempo, senza risaltare, fondersi con l'ambiente intorno a lei. Solitamente, per evitare di appiattire un’immagine, cerco di donarle tridimensionalità utilizzando dei colori accesi che vanno dal rosso vermiglio al rosso melograno, da qui deriva la scelta di questi elementi di spicco anche all’interno del videoclip. Per quanto riguarda il lato styling, ci siamo affidati a Labo.Art, che ci ha fornito tutto il necessario e ci ha dato un aiuto preziosissimo nella scelta dei vari capi di abbigliamento.


Noi lo sappiamo, ma te lo chiediamo lo stesso. Hai in piano nuove collaborazioni con i Caveleon?
Venerdì 5 marzo è uscita “” che ha come copertina un'illustrazione che rappresenta in modo diretto la scenografia che abbiamo realizzato per il video e la mia personale interpretazione del brano. Questa è la prima di una lunga serie di 14 illustrazioni che verranno create per ogni singola canzone del nuovo album. Saranno tutte diverse tra loro, ma saranno collegate da un filo rosso metaforico che vi accompagnerà nel vostro racconto. Presto cominceremo a lavorare per il nuovo video!

E noi non vediamo l'ora di scoprire quali sorprese ci regalerà questo progetto.



Crediti
Musica a cura di Leo Einaudi, Federico Cerati, Giulia Vallisari, Agostino Ghetti
Testi a cura di Leo Einaudi, Giulia Vallisari
Prodotto da Leo Einaudi, Federico Cerati, Giulia Vallisari, Agostino Ghetti
Registrato da Federico Cerati, Gianluca Mancini
Mixato da Patrick Phillips
Registrato presso The Cave, MaiTai Studio, Playpen Studio
Master a cura di Giovanni Versari

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© Luca Cameli 


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