Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser.

Approvo

The handmaid’s tale 2 | Hulu

The handmaid’s tale
The handmaid’s tale 2 | Hulu

+++++

Poche cose sono tanto belle quanto crudeli, “The handmaid’s tale” è una di quelle.

Se l’anno scorso l’avevamo definita serie dell’anno (qui) quest’anno mi sento di confermare l’affermazione senza indugi. Con una prima stagione così perfetta era davvero rischioso affrontare la realizzazione di una seconda.
Le aspettative erano altissime e la tensione alle stelle, eppure direi che Bruce Miller ci è riuscito alla grande a non deludere nessuno (o quasi).
Certo la seconda stagione è meno perfetta, è vero, ma chissenefrega? 

The handmaid’s tale” è la storia delle donne, delle loro lotte e delle loro sofferenze.
Ambientata in un futuro distopico, le donne rimaste fertili diventano “ancelle” delle famiglie borghesi, incapaci di procreare, destinate a stupri seriali per compiere la missione di Dio.
Questo in estrema sintesi (per evitare il più possibile lo spoiler), ma c’è molto di più.

Ci sono rapporti conflittuali che si evolvono nel bene e nel male, primo fra tutti quello tra June e Serena, ora che la bambina è quasi nata. Il personaggio di Serena è fra quelli che iniziano a mostrare qualche sfumatura di umanità, nonostante ogni personaggio sia costantemente su una altalena fatta di alti e bassi tra umanità e crudeltà. La moglie del comandante diventa uno dei perni principali di questa seconda stagione e inizia a mostrare la sua fragilità parallelamente al suo coraggio, sbocciando in tutto il suo splendore verso la fine dove, insieme a un gruppo di altre madri di Gilead, affronta gli uomini del consiglio in una scena dalla costruzione pazzesca.


C’è qualche buco nella trama e le storyline principali risultano spesso un po’ frettolose, ad esempio non viene sviluppato bene il tradimento e la condanna di Eden (la “sposa bambina” di Nick). Nonostante questo, la fotografia resta magistrale e la recitazione tocca picchi altissimi, tant’è che se Elisabeth Moss non sparecchia tutti i tavoli dei vari Emmy anche quest’anno siete dei folli.

Un altro aspetto di questa stagione è che ci vengono mostrate le famose “colonie”, soltanto nominate nella prima, in tutta la loro brutalità e spietatezza.

Insomma, qualche scelta sbagliata e qualche decisione frettolosa non bastano a scoraggiarmi: “The handmaid’s tale” per me si riconferma una serie televisiva coraggiosa e di rara bellezza. Certo va presa con il contagocce per due motivi: perché finisce subito e perché penso che guardarne tre puntate di fila sia fisicamente impossibile e stremante.

Una serie tv che va assolutamente vista, specialmente in un’epoca dove ci sono donne che hanno trovato il coraggio di denunciare il sistema (parlo del movimento che sta facendo rumore ad Hollywood con le accuse al famoso produttore Harvey Weinstein) e altre che ancora restano bloccate in una condizione di tirannia.


Una serie tv che come prima cosa insegna l’importanza della propria dignità ed indipendenza, che dà spessore al coraggio e alla necessità di lottare per i propri diritti. Una serie tv che ci mostra che uniti si può ottenere qualcosa anche a costo di sacrificare la propria vita per uno scopo più grande.

Stringete i denti e amatela com’è giusto che sia.


© Giulia Cristofori

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS