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The Good Fight

Cast di The Good Fight
The Good Fight

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Quando si sente odore di spin-off nell'aria non si sa mai bene cosa attendere. Bisogna credere fermamente nella creatività degli sceneggiatori oppure mettersi l'animo in pace e stare a guardare quel piccolo germoglio nato dalle ceneri di una serie già spenta, sfiorire definitivamente rovinando per sempre la memoria di attori, archi di storia, costumi, musiche e location? D'accordo sto esagerando solo un pochino ma quando si tiene a personaggi e storia è sempre penoso vederli tramutare in una insipida spazzatura.

Dopo aver visto i primi tre episodi di "The Good Fight" posso con sicurezza affermare che non è questo il caso. 

Interpretata da Christine Baranski — che fortunatamente per il sequel non ha mai avuto succose storie che la vedessero come protagonista su "The Good Wife" — Diane Lockhart ha raggiunto l'apice della sua carriera e ha deciso di comprare una villa in Francia per potersi godere la sua meritata pensione. Tuttavia ben presto nella premiere scopriamo che Diane è vittima di una enorme truffa finanziaria che la vede completamente al verde e dunque in disperato bisogno di tornare a lavorare. La sua storia si intreccia con quella di Maia Rendell (Leslie Rose, "Game of Thrones"), sua figlioccia, figlia del presunto responsabile dello scandalo finanziario e fresca di ammissione all'ordine degli avvocati. Entrambe, dopo essere state messe alla berlina, vengono assunte in un nuovo studio legale nel quale lavora — l'ex partner di Alicia Florrick — Lucca Quinn (Cush Jumbo).

Se da una parte "The Good Wife" aveva come fulcro la storia di Alicia Florrick, di come è riuscita a superare la pubblica umiliazione che il tradimento e presunti illeciti d'ufficio del marito le avevano procurato, rimettendosi in gioco facendosi assumere da uno dei più importanti studi legali di Chicago, in "The Good Fight" appare evidente che le ripercussioni dello scandalo finanziario riverberano su tre personaggi principali, anziché uno, in maniera differente, come in una matrioska.

Proprio come nel pieno spirito della serie madre, "The Good Fight" è ancora una storia di donne forti e di successo che a un certo punto vedono il loro mondo distrutto, si rialzano in piedi e lottano per poter riconquistare quel che è loro. Ciò che però dal mio punto di vista continua a costituire un grande punto a favore della sceneggiatura è che, a differenza di quanto accade in molte altre serie tv, questi personaggi femminili che sono estremamente indipendenti, affrancati da quel bisogno spasmodico di un uomo, di prole o più in generale dell'amore, riescono a trovare serenità e soddisfazione nella propria vita anche in una sfavillante carriera.

Gli episodi hanno fortunatamente ereditato la tipica forma delle prime stagioni: la trama verticale di ogni singolo episodio è incentrata su un caso particolare, che riesce a mantenere vivo l'interesse sino al suo epilogo ed ognuno di essi è impreziosito da una colonna sonora che riprende pezzi classici, che con il loro ritmo cadenzano perfettamente gli avvenimenti sulla scena riflettendone l'atmosfera. A questo proposito, ritengo che una menzione particolare meriti l'introduzione che mostra i titoli d'apertura di ogni episodio. Ben pensata, costruita ed eseguita, risulta essere del tutto in armonia con l'anima della serie, un dettaglio di classe che mette il fiocco a questa grande produzione.

Se in "The Good Wife" era stato costruito un intero universo con una pletora di personaggi secondari delle volte decisamente inutili ai fini della storia, in "The Good Fight" o per questione di budget o di tempistica, il cast appare decisamente ben calibrato e scelto per un racconto organico della storia senza però rinunciare a guest-star di rilievo come Matthew Perry, che riprenderà il ruolo del diabolico Mike KristevaCarrie Preston, che rivedremo calata nei panni di Elsbeth Tascioni.

Se tu sei fan delle vecchie tradizioni, lo spin-off non ti delude: proprio come nel perfetto buon vecchio stile di Alicia Florrick, durante il terzo episodio è decisamente apprezzabile la chimica tra Lucca Quinn e l'avvocato per lo Stato Colin Morello (Justin Bartha, "The New Normal", "Una notte da leoni") che sfocia nella consueta cena liquida bevuta post-dibattito in aula.

"The Good Wife" e "The Good Fight" hanno altresì elementi divergenti. In primis il numero degli episodi per stagione è significativamente ridotto nello spin-off. Dieci saranno gli episodi totali pubblicati sulla piattaforma di streaming della CBS. Se da un lato ciò chiaramente consente agli autori di mantenere piccole e succose le storie, senza complicarle con colpi di scena o allungarle con episodi scialbi che si renderebbero necessari, invece, con archi narrativi da ventidue episodi, dall'altro si ha la sensazione che la trama sia concentrata fin troppo, che non dia il giusto respiro per la metabolizzazione degli eventi.

Diane, Lucca e Maia si trovano a contatto con colleghi diversi. Il nuovo studio legale in cui le tre si trovano a lavorare introduce lo spettatore a nuovi personaggi e quindi a nuove dinamiche che si creano e si delineano man mano.

In definitiva questa serie risulta essere un must per tutti i veri fan della brava moglie: il peso della bravura di Christine Baranski è sbattuta in faccia al pubblico già nei primi due episodi. La performance che la vincitrice di Emmy Award dà una volta appreso dello scandalo ha del portentoso facendoci toccare con mano la delusione, la paura per l'avvenire, il sogno infranto di una vita in una villa francese di questa donna che voleva solamente godere dei frutti del proprio duro lavoro. La giovane Leslie Rose non è da meno sull'altro versante della storia: avvertiamo palpabilmente la pena del personaggio per sé stessa, colpevolizzata ingiustamente per lo scandalo finanziario pur essendo completamente estranea ai fatti, la preoccupazione per le sorti della sua famiglia ed è altrettanto chiara la resilienza che dimostra nel voler cercare di cambiare le carte in tavola e scagionare suo padre.

"The Good Fight" è attualmente disponibile in streaming unicamente negli Stati Uniti sulla piattaforma CBS All Access ed è ad oggi inedita in Italia.

© Stefano Pastore

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