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Inge Morath | la prima retrospettiva italiana a Roma

Inge Morath | la prima retrospettiva italiana a Roma

Inge Morath | la prima retrospettiva italiana a Roma

“La fotografia è un fenomeno strano...ti fidi dei tuoi occhi ma non puoi fare a meno di mettere a nudo la tua anima”.

Ed è effettivamente l’anima di Inge Morath quella che si può scoprire al Museo di Roma Trastevere dal 30 novembre al 19 gennaio 2020 grazie a un percorso espositivo di 140 scatti che attraversa 12 sezioni.
È così che potrete scoprire la crescita e la visione di Inge Morath dagli esordi come giornalista all’apprendistato a fianco di Ernst Haas e Henri Cartier-Bresson, fino alla collaborazione con Post, LIFE, Vogue, Saturday Evening Post

Reportage di viaggio della fotografa austriaca, da Venezia al Danubio, dalla Spagna alla Russia, fino in Iran e in Cina. Ma anche ritratti celebri a Giacometti, Picasso, Audrey Hepburn e a curiosi ritratti mascherati in collaborazione con il disegnatore Saul Steinberg.

“Nel 1956, finalmente arrivai a New York e Saul Steinberg accettò di incontrarmi nell’Upper East Side e posare per un ritratto...Ho suonato il campanello e Steinberg è uscito con una busta di carta in testa sulla quale aveva disegnato un autoritratto”.


Un viaggio davvero interessante attraverso il bianco e nero della prima fotografa donna entrata a far parte della famosa agenzia fotografica Magnum Photos.

“Nel mio cuore voglio restare una dilettante, nel senso di essere innamorata di quello che sto facendo, sempre stupita dalle infinite possibilità di vedere e usare la macchina fotografica come strumento di registrazione”

Questa è la sensazione che ci portiamo addosso uscendo da questo percorso, fino all’ultima fotografia, nel 2001. Foto ritrovata in una delle sue macchine fotografiche, in un rullino ancora da sviluppare. Un gesto semplice ma estremamente emozionante e delicato. La fotografa aveva appoggiato una pianta secca sopra un suo autoritratto realizzato del 1958, a Gerusalemme. Il suo viso viene nascosto dalla pianta ma i suoi occhi sono presenti e continuano ad osservare e osservarci oltre i confini del tempo.

 

C O M U N I C A T O S T A M P A

INGE MORATH al Museo di Roma Trastevere

Dal 30 novembre al 19 gennaio 2020 la prima retrospettiva italiana di Inge Morath (1923-2002), prima fotoreporter donna entrata a far parte della famosa agenzia fotografica Magnum Photos

Nella lunga e intensa carriera di Inge Morath, non poteva mancare Roma, la Città Eterna. Quando nel 1954 si reca per la prima volta nella Capitale, la fotografa americana ha da poco iniziato a lavorare per l’agenzia Magnum. Ora Roma ospita nel Museo di Roma in Trastevere la sua retrospettiva italiana: INGE MORATH. La vita. La fotografia, aperta al pubblico dal 30 novembre al 19 gennaio 2020.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Marco Minuz, Brigitte Blüml – Kaindl, Kurt Kaindl. Organizzazione: Suazes, in collaborazione con Fotohof e Magnum photos, e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Catalogo: Silvana editoriale.
L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC Card.

Il percorso espositivo si sviluppa in 12 sezioni che ripercorrono tutte le principali esperienze professionali e umane della Morath, attraverso circa 140 fotografie e decine di documenti originali. Compaiono anche immagini, realizzate da grandi maestri come Henri Cartier-Bresson e Yul Brinner, che ritraggono Inge Morath in diversi momenti della sua carriera.

Viaggiatrice instancabile, poliglotta, donna dai poliedrici interessi e di profonda cultura, Morath nasce a Graz, in Austria, nel 1923. Cresciuta in un ambiente colto e intellettuale, studia lingue romanze all’università di Berlino e ama viaggiare. Non teme barriere culturali, linguistiche o geografiche. La meta del suo primo viaggio in Italia è Venezia. Proprio nella Laguna prende corpo la passione per la fotografia, quando Inge rivolge il suo obiettivo verso i luoghi meno frequentati e i quartieri popolari della città, cogliendo le persone nella loro quotidianità. Un soggiorno più lungo, nell’autunno 1955, è dedicato agli scatti per il volume illustrato “Venice Observed” della storica dell’arte Mary McCarthy. 

A Roma, Inge ritorna invece nel 1960 per un lavoro su commissione: fotografare la bellissima attrice e modella Rosanna Schiaffino, che immortala all’interno della sua abitazione romana. Nei pochi anni che intercorrono tra i due momenti romani, Inge Morath si è ormai affermata. Il suo sviluppo è stato graduale. Dopo l’esordio come traduttrice e scrittrice in Austria, aveva iniziato a scattare nel 1952. L’anno successivo, grazie a Robert Capa, comincia a lavorare per Magnum Photos a Parigi.

Il suo primo importante reportage, datato 1953, è dedicato ai “Preti operai”. È di questi anni l’incontro con Henry Cartier-Bresson, con cui inizia un sodalizio decennale che ne segnerà l’esistenza. Proprio nel 1960, l’anno del ritratto di Rosanna Schiaffino, Inge accompagna infatti Cartier-Bresson a Reno, per lavorare sul set de Gli Spostati, pellicola con Marilyn Monroe e Clarke Gable diretta da John Huston. Qui scatta uno dei suoi più bei ritratti: una Marilyn quasi scomposta che sola, lontana dal set, prova dei passi di danza. Durante le riprese Inge conoscerà lo scrittore e drammaturgo Arthur Miller, sceneggiatore della pellicola, che diventerà suo marito nel 1962.

Che si trattasse di celebrità o di gente comune, di singole persone o di comunità, le sue sono immagini che sanno cogliere le intimità più profonde dei soggetti. Riesce a fissare l’anima di grandi artisti – da Henri Moore, a Alberto Giacometti, Jean Arp, Pablo Picasso – e di scrittori come André Malraux, Doris Lessing, Philip Roth e celebrità come Igor Stravinskij, Yul Brynner, Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Pierre Cardin, Fidel Castro. Immortala l’anima dei luoghi. Imperdibili le sue foto della casa di Boris Pasternak, della biblioteca di Puskin, della casa di Cechov, degli studi di artisti permeate dallo spirito delle persone che vi avevano vissuto.

Inge Morath è stata, soprattutto, una viaggiatrice. Nel corso della sua carriera ha realizzato reportage fotografici in Spagna, Medio Oriente, Stati Uniti, Russia e Cina, tutti preparati con cura maniacale. La sua conoscenza di diverse lingue straniere le ha permesso di analizzare in profondità ogni situazione e di entrare in contatto diretto e profondo con la gente. Preparazione, conoscenza, empatia. Così può giungere al momento magico, quello della «chiusura dell’otturatore. Un momento di gioia, paragonabile alla felicità del bambino che in equilibrio in punta di piedi, improvvisamente e con un piccolo grido di gioia, tende una mano verso un oggetto desiderato.»

Ufficio stampa Studio ESSECI 
Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura

SCHEDA INFO
Mostra INGE MORATH.
La vita. La fotografia

Dove
Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio,1/b

Apertura al pubblico
30 novembre 2019 – 19 gennaio 2020
Orari da martedì a domenica 10.00-20.00
La biglietteria chiude alle 19.00
24 e 31 dicembre 10.00 – 14.00.
Chiuso lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio

© e ph. Elisa Marchegiani 

 

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