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#crunch111 | Ilaria Treppiccioni

#crunch111 | Ilaria Treppiccioni

"What keeps my heart awake is colorful silence" Claude Monet


Ciao Ilaria e benvenuta tra i morsi quadrati!

Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
Ciao! Grazie, sarà un piacere!
Ho sempre avvertito la necessità di disegnare, quindi non direi di aver avuto una spinta, piuttosto la sento come una cosa nata insieme a me.
Il disegno mi ha accompagnata in ogni fase della vita, e io ho sempre intrapreso percorsi - scolastici, lavorativi - tali da riuscire a tenerlo vivo e farlo crescere con me.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Questa frase di Monet mi ricorda quanto sia immenso il potere dell’immaginazione. Come forza che vive in ognuno di noi, non solo nella testa di una persona che disegna. In realtà ci serviamo di lei in gran parte delle attività quotidiane e anche durante i flussi di pensiero. Tutti ne siamo dotati e la utilizziamo per mantenere mente e cuore attivi e sognanti.

Leggendo questa citazione l’ho immaginata chiaramente come un’invisibile corrente di energia che ti sorprende: puoi vederne gli effetti ma non la senti arrivare. Ti avvolge, ti attraversa e ti riempie gli occhi, proprio come un silenzio pieno di colori.


I tuoi disegni attirano l’attenzione con i loro colori densi e numerosi. In molti dei tuoi lavori i colori hanno una centralità che sembra prescindere dal disegno stesso che li accompagna. È un aspetto di cui sei consapevole o nelle tue mani i colori prendono una vita propria?

È un’analisi bellissima che mi lusinga davvero molto. Riuscire a trasmettere qualcosa attraverso il colore è fondamentale in un’illustrazione ma è un processo molto delicato ed è facile sbagliare.

Scelgo sempre un colore principale, e mi piace pensare che il disegno ne assorbirà il mood, tutti gli umori di cui è pregno. Gli altri colori arrivano spontaneamente, in successione, in accordo col primo e soprattutto con il mio gusto personale.

Sono davvero dotati di vita propria ma bisogna imparare a domarli per poter comunicare attraverso di loro. Forse il mio passato a contatto con gli strumenti del disegno e della pittura tradizionale, prima di passare anche al digitale, mi ha lasciato nelle mani un pizzico di esperienza in più. Spero comunque di riuscire a migliorarmi costantemente sotto questo aspetto, ci tengo particolarmente ad approfondire la conoscenza del colore che è un tema completamente a sé. È un mondo in cui si possono fare magie.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?

Tantissimi. Ne scopro di nuovi ogni giorno e cerco di nutrirmi di immagini e di storie. In particolare peró ho un debole per l’arte e per le vite degli artisti, non riesco a smettere di guardare ai grandi del passato. Sono attratta da tutto ciò che è atipico, e non c’è niente di più singolare degli episodi delle vite di questi incredibili personaggi. Direi che tra i miei preferiti ci sono Matisse, Monet, Modigliani, O’Keeffe, Klimt, Toulouse-Lautrec (ma poi tanti altri, troppi!), e da ognuno di loro prendo ispirazione per determinati soggetti, tecniche o palette cromatiche.

Tra gli illustratori invece ci sono sicuramente le scuole Disney e Pixar che mi hanno aiutata ad avvicinarmi ad uno stile più adatto ai bambini, mi hanno insegnato ad amare le storie e a esplorare nuovi universi immaginativi. Adoro Glenn e Claire Keane, Mary Blair, Brittney Lee e molti altri.
Irrinunciabile anche uno sguardo alla scena contemporanea italiana che è davvero piena di talenti.


A parte ciò che è ispirato ad altri mondi (come quello di Harry Potter) da cosa traggono ispirazione quei volti e figure variopinte?
Devo riconoscere che ci sono principalmente due soggetti ricorrenti all’interno delle mie illustrazioni: la figura femminile e gli elementi naturali.

La natura è una fonte di ispirazione costante, ad esempio osservo e disegno tantissime varietà di fiori. Mi piace l’influenza che hanno sulla mente, li tengo in casa o accanto a me mentre disegno, se posso.

Amo prendermi delle pause per osservare il paesaggio, rimette in ordine i pensieri e mi fornisce piccole storie da disegnare. La genesi di molti dei miei disegni consiste nel trovare uno scorcio o una figura apparentemente comuni e aggiungere un elemento improbabile, inverosimile, che suggerisca una narrazione. Precisamente il caso del disegno che ho realizzato per voi: una ragazza e la sua tigre bianca, distese su un prato fiorito in una notte di aurora boreale.


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
La musica è un’emozione di cui non mi priverei mai. Scandisce periodi e stagioni, custodisce ricordi. È un piacere di cui ho bisogno quotidianamente, ma non sempre scelgo di ascoltarla mentre disegno. Spesso sono il silenzio, o i rumori del luogo in cui mi trovo, che mi aiutano a incanalare meglio i pensieri e connettermi con ciò che voglio rappresentare.

Ad ogni modo, la musica fa parte di me, mi distende e tocca corde emotive importanti. Ascolto tanti generi differenti e tratto i testi come poesie. Li leggo ed evocano scene precise, o sensazioni che posso tradurre nei miei disegni. Soprattutto, ci sono canzoni che mi aiutano a comprendere e placare determinati stati emotivi.


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Al momento, il mio desiderio è di riuscire a raccontare le storie che mi affollano la testa, tirarle fuori semplicemente perché è ciò che mi rende felice. Mi piace scrivere, quindi vorrei concentrarmi su un progetto-libro completo che mi rappresenti. Scrivere una storia e illustrarla dall’inizio alla fine, e poi occuparmi personalmente di tutte le fasi della produzione del libro. Per ora sono solo all’inizio di questa avventura ma non sento di avere fretta.

Inoltre, per mantenere il mio stile in costante evoluzione, vorrei continuare a fare esperimenti con tecniche e materiali tradizionali da mixare con la pittura digitale. I risultati sono sempre interessanti. 

Grazie Crunched per questo momento di scoperta! A presto.


Grazie a te Ilaria, noi ti continueremo a  seguire qui:
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