Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser.

Approvo

#crunch59 | Simona Anna Gentile

#crunch59 | Simona Anna Gentile

"Mellow is the man who knows what he's been missing." Led Zeppelin

Non tutte le parole sono uguali. Non è tanto una questione di funzione grammaticale, quanto di funzione emotiva.
Mi spiego meglio, ci sono parole che assumono più di altre un peso specifico nella vita di ciascuno, ne delineano gli obiettivi, incutono timore o creano immaginari da sogno. "Madre", "Arte", "relazione", "passione", "Musica", "improvvisazione", "Natura" non saranno mai uguali a "figlio", "lavoro", "solitudine", "metodo", "città". Ci sono parole fondamenta, parole muro, parole finestra, parole palazzo e parole baratro. La differenza tra loro è data da quanto siamo in grado di riconoscerle, di lasciarci andare e accogliere il senso che hanno sulla strada - diversa - di ognuno di noi.

Per il quadrato di oggi mordiamo l'arte di Simona Anna Gentile, illustratrice e grafica di giovane età ma dall'indomabile "talento consapevole", un'artista che ha già fatto sue parole come "Arte" e "Musica" e che ha già capito che per lei "linea" è sinonimo solo di "confine", "bianco" di "libertà"

Un indomabile talento così non poteva sfuggirci, abbiamo fermato Simona nelle sue corse oltre le linee e ne abbiamo approfittato per farle qualche domanda.

Ciao Simona, benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo? 
Bene, non ricordo di preciso, ma presumo sin dalla scuola materna e vi racconto che odiavo andarci non perché mi sentivo abbandonata da mia madre bensì a causa della mia maestra, la quale mi costringeva a colorare all’interno degli spazi, prendendomi la mano nella sua facendomela muovere sul foglio come diceva lei! L’inizio, insomma, di un’anarchia artistica!

Ammam (dettaglio)  Inchiostro su carta  29,7 x 42,0 cm  2017 

Ti abbiamo scoperta grazie a una copertina che hai realizzato per il libro "La mandria umana" di Vittorio Nacci edito da CSA editrice. Ci è subito piaciuto molto il tuo stile, il tuo graficare le immagini con scritte essenziali che accompagnano e si adattano perfettamente ai tratti minuti che compongono l’immagine. 
Come nasce questo tuo stile, riesce a comprendere ogni tua esigenza narrativa?
Credo di non essere consapevole riguardo la nascita del mio stile. Lo stile è qualcosa di personale\inconscio, esattamente come l’andamento di una persona. Potrei suggerire, al massimo, l’idea o il perché eleggo la china anziché le matite, ma precisamente l’evolversi del mio stile non credo… rammento solo che mi innervosivo e strappavo qualsiasi cosa nel momento in cui un volto, una mano o un piede, non mi riuscivano “leccati” come è solito realizzare in una pittura accademica. 
Sì, qualche volta i miei lavori mi soddisfano, nel senso che hanno risposto alla mia esigenza narrativa… atre volte, come detto precedentemente, vengo presa da ‘raptus’ e strappo qualsiasi cosa andando io di persona a buttarli nel cassonetto della carta!

A Basquiat (dettaglio) Inchiostro su carta 21,0 x 29,7 cm 2016

Linee sottili, china e tratto essenziale ma anche pittura a olio, esplosione di colori e linee marcate con pennellate decise e piene. I tuoi lavori segnano una netta linea di demarcazione fra bianco/nero e colori. Quando inizia il bivio? Ancora prima di iniziare il disegno o durante il percorso?
Sinceramente, anche in questo caso, non so dare una risposta netta! Ho una idea mentale, ‘butto’ giù su carte varie, anche scontrini, la bozza essenziale. Inizio a realizzare l’originale e al termine, mi accorgo la notevole differenza tra l’originale e lo schizzo iniziale! Tutto ciò per spiegare che matematicamente non sono consapevole di questo “bivio”, ma il mio modo di fare pittura e grafica, ha una biforcazione: con la pittura seguo un percorso ‘super-franoso’ mentre con la grafica un altro opposto.

C’è un autore in particolare che ha illuminato o illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita? 
Uno solo? Sono un’amante dell’Arte, della Musica, della Filosofia, della Letteratura, di tutto, insomma, anche della Fisica quantistica! Ne sono pienamente affascinata sentendomi quasi in colpa nell’erigere un personaggio rispetto ad un altro! Quindi potrei nominare sia la Grotta di Chauvet che Egon Schiele, ma anche Giordano Bruno e Federico Fellini o ancora, Charles Augustin de Coulomb e il design dei mobili Ikea…

La vostra Apatia (dettaglio) Inchiostro su carta 29,7 x 42,0 cm 2017

Alcune tue tele, come il quadro ispirato alla suite per piano Baba Yaga di Mussorgsky, sembrano vere e proprie opere di live painting musicali. Come per Kandinsky, sembra ci sia connessione tra timbro sonoro, colore e sensazioni, un’espressione diretta su tela di un’emozione attraverso il disegno. Scatta quindi la domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni? 
Questa mi piace! Insomma, la musica è sempre presente nella mia vita. Quando faccio colazione, nel momento in cui cucino con la mia coinquilina, mentre produco qualcosa, addirittura per strada durante una passeggiata in compagnia tendo mentalmente ad associare un brano ad una persona, in base alle movenze, al parlato… quindi nei miei disegni, la musica influenza energicamente il tratto, invece nella pittura segue un altro tipo di sentiero, che va tra la razionalità e il mondo interiore inspiegabile.

EXPERIMENT 1. Joy Division and David Bowie Tecnica mista su pannello di legno 80 x 120 cm 2016\2017

Un classicone: Progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Progetti futuri? Una domanda che ho paura nel rispondere anche nei miei continui flussi di autocoscienza… Concretamente, mi sto specializzando in Grafica Editoriale a Lecce mentre, aimè, ideologicamente, “astrattivamente”, sono in continua fase di sperimentazione sia pittorica che illustrativa, insomma, la mia casa-Lego (non sono una fan di Ed Sheeran ma è sua questa metafora) adesso ha una planimetria che giorno dopo giorno arriverà ad erigere la parola-palazzo Artista.

Grazie Simona, a presto!
Potete seguire i lavori di Simona qui:
Instagram

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS