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#crunch184 | Archina Laezza

#crunch184 | Archina Laezza

“If you're in pitch blackness, all you can do is sit tight until your eyes get used to the dark” - Haruki Murakami, Norwegian Wood

Ciao Archina e benvenuto tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
Ciao! E grazie di avermi coinvolta in questa iniziativa! Si può dire che disegni da quando ero bambina, la mia famiglia mi ha sempre incoraggiata a farlo, in particolare mio nonno, che disegnava e creava gioielli. Il nonno era convinto che della mia passione avrei fatto un lavoro e ha conservato dei soldi per me per permettermi di iscrivermi ad una scuola di disegno. Probabilmente ciò che mi ha spinto ad impugnare la matita è il fatto che con della carta ed un pezzo di grafite si possano creare e raccontare storie incredibili, infatti da piccola me ne andavo in giro a dire che era il mio superpotere.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Ho letto di recente ‘Norwegian Wood’ di Haruki Murakami e mi ha davvero colpita. Per un periodo della mia vita ho smesso di vedere il bello nelle cose ma col tempo ho capito che non c’era molto da fare se non rassegnarsi all’idea che fossi cresciuta e che le cose non sarebbero state più come prima, quindi proprio come dice Murakami ho lasciato che i miei occhi si abituassero all’oscurità (che alla fine non è poi così male come credevo).

I personaggi dei tuoi lavori variano e si alternano senza posa. Cosa ti piace di più ritrarre?
Ciò che preferisco ritrarre è la figura femminile, adoro disegnare capelli lunghi e grossi e mi piace scegliere gli outfit dei miei personaggi (per un lungo periodo non facevo altro che disegnare vestiti). Ho un debole per ciò che riguarda la magia: streghe, fantasmi, cristalli, pozioni e mi diverte molto illustrare questo mondo.

C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Ce ne sono davvero tanti! Innanzitutto i miei amici e colleghi illustratori, dal confronto con loro nascono sempre idee e si imparano cose nuove. Per quanto riguarda i miei modelli, sui miei scaffali occupano un posto speciale i libri di Rebecca Green, Amélie Fléchais, Joe Todd-Stanton e Carson Ellis. Nell’ambito dell’immaginario invece, si può dire che la mia più grande ispirazione sia il regista Hayao Miyazaki; pur avendo visto i suoi film innumerevoli volte resto sempre incollata davanti allo schermo mentre li guardo (il che è dire molto perché in genere non sto ferma un attimo).

Che rapporto hai con il tuo stile? Hai raggiunto una stabilità o sei alla costante ricerca di un modo per esprimerti visivamente?
Credo di aver trovato un mio linguaggio visivo ma non direi di aver raggiunto una stabilità, il che non è affatto una cosa negativa a mio parere. La ricerca dello stile mi ossessionava fino a qualche anno fa, credevo di dover trovare un mio modo di disegnare ed usarlo per sempre, ma ho finalmente capito che sperimentarsi ed evolversi continuamente è molto più importante. Ogni progetto ha esigenze diverse e da aspirante illustratrice sto cercando di imparare ad incontrare quelle esigenze divertendomi a trovare soluzioni nuove pur restando fedele al mio modo di fare.

Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Ascolto musica ogni giorno e non riesco ad affrontare una giornata senza. L’unico modo di farlo per me è al massimo volume, in qualsiasi momento della giornata (probabilmente i miei vicini non ne sono molto contenti). Non c’è un genere che preferisco ma spesso mentre disegno ascolto lofi, musica classica o canzoni in lingue che non conosco come coreano e giapponese per non farmi distrarre dalle parole durante il processo creativo. Quando chiudo un progetto o arrivo alla fine di una giornata stressante la prima cosa che faccio per rilassarmi è accendere la mia amatissima cassa e cantare a squarciagola le mie canzoni preferite (di nuovo, a discapito dei miei vicini).


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Oltre a perfezionare il mio portfolio, durante queste settimane ho lavorato alle tavole del mio primo libro illustrato, che verrà probabilmente pubblicato ad Ottobre (dico probabilmente perché purtroppo è difficile stabilirlo con precisione vista la situazione in cui ci troviamo). Inoltre, sto pensando di aprire uno shop online e vendere stampe, stickers, spille, quaderni… ma per ora è solo un’idea!
Vi ringrazio ancora di quest’occasione, alla prossima!

In bocca al lupo per i tuoi progetti!
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