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#crunch180 | Cristina Cerminara

#crunch180 | Cristina Cerminara

"Life isn’t about finding yourself. Life is about creating yourself” George Bernard Shaw

Ciao Cristina e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
A dire il vero non ricordo perché mi sembra di essere letteralmente nata con la matita in mano!
I miei primi ricordi che riguardano il disegno risalgono a quando avevo 4 o 5 anni e erano connessi al grande piacere esplorativo tipico dei bambini di quell’età che imparano a conoscere la realtà attraverso la magia del segno. Certo come tutti i bambini la curiosità è sempre la spinta fondamentale ma poi da adolescente ho capito chiaramente che il disegno era diventato la forma espressiva che amavo più di ogni altra ed ho cominciato ad approfondire lo studio delle tecniche e dei materiali artistici per molti anni sperimentando vereamente di tutto dal disegno analogico al collage digitale fino alle installazioni site specific.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Mi ritrovo molto bene in questa citazione perché forse ho sempre percepito che l’esistenza è veramente un work in progress infinito e in buona parte è un lavoro creativo.
In altre parole credo la vita si un processo in cui il proprio destino viene plasmato da una moltitudine di fattori spesso imperscrutabili, ma collegati da fili invisibili che ne costituiscono appunto il disegno ultimo. Quindi ogni esistenza si plasma come propria creazione, è un “disegno” dettato da un proprio specifico Daimon come lo definirebbe James Hillmann.


Nei tuoi lavori il colore sembra aggiungersi e sovrapporsi al disegno concludendone il significato, non solo come decorazione. Come procedi nella realizzazione di immagini del genere? Hai già in mente un risultato da ottenere o ti affidi all’istinto?
Dipende molto dal tipo di progetto.
Nel caso delle illustrazioni del libro di poesie inedite di Hermann Melville "John Marr ed altri marinai" pubblicato con l’editore napoletano Polidoro lo scorso dicembre mi sono trovata ad affrontare un tema complesso e ricorrente nelle poesie dell’autore: quello della memoria.
In questo caso ho voluto procedere ricostruendo letteralmente il processo di stratificazione con cui la nostra memoria agisce creando poi il ricordo. Quindi partendo dal disegno analogico ho realizzato una serie di strati sovrapposti di immagini utilizzando sia l’analogico che il digitale.
Invece in altri progetti sono partita con dei disegni realizzati più istintivamente a getto e utilizzando le tecniche più varie dallo sketch veloce, all’intervento più materico con stratificazioni di colori anche corposi e densi.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Domanda difficilissima, perché ce ne sono migliaia!
In campo pittorico grafico sono cresciuta ispirata da artisti del calibro di Keith Haring, JM.Basquiat o il gigantesco H.R Giger autore che forse tra i tanti mi spinge ancora oggi a “mordere” il foglio di carta su cui lavoro!
Adoro poi gli artisti più visionari e folli come la nostra grandissima Carol Rama, o la mitica Louise Bourgeois.
In campo letterario sono appassionata di molti autori della letteratura angloamericana che mi hanno formato profondamente come lo stesso H.Melville, Edgar Allan Poe, o autori più recenti come Richard Matheson, Cormack Mc Carthy, ma anche Alan Bennett, Oscar Wilde ed in Italia Tommaso Landolfi o Italo Calvino, solo per citarne una minima parte.
Ho avuto la fortuna di crescere circondata da libri, e arte d’ogni tipo.
I miei genitori mi hanno insegnare l’amore per la grande letteratura e per l’arte visionaria, onirica, che sappia ispirare visivamente immagini forti, potenti, borderline.
Amo ciò che mi conduce verso l’esplorazione del mistero attraverso universi inconsci ed enigmatici.


Le tue illustrazioni ritraggono figure spesso evanescenti e accennate, indiscutibilmente oniriche. Da dove nascono, cosa ti ispira o suggerisce la loro realizzazione?
Proprio da quello di cui parlavo prima, l’esplorazione di orizzonti che sono molto legati all’evanescenza del ricordo, al modo in cui la memoria ricrea in noi le immagini del nostro vissuto.
Da sempre lavoro sul concetto di impermanenza, esploro il meccanismo di funzionamento della memoria.
Sono affascinata dal tema del processo di memorizzazione che il nostro inconscio e il nostro cervello utilizzano per “fissare” le immagini della nostra esistenza che altrimenti svanirebbero nel nulla.
M’interessa molto cercare di visualizzare e rendere artisticamente questo processo ed in genere lo creo con la tecnica della stratificazione d’immagini, ma sempre utilizzando come lavoro di partenza il disegno analogico, puro, la semplice matita sulla carta.
Da quel punto poi posso procedere sia con stratificazioni di colore come l’acquerello, sia utilizzando le tecniche digitali di sovrapposizioni di immagini come per l’ultima pubblicazione.


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
La musica è fondamentale.
Quando lavoro la mia colonna dev’essere top e spaziare dall’amata new wave inglese, (vivevo in Inghilterra quando questa era la colonna sonora portante!) al prog italiano a tutto meno il country che non amo. Quindi solo per citarne una minima parte dai Porcupine Tree ai Simple Minds, dai Depeche Mode ai Cure, dagli Stranglers ai più recenti Slowdive, dagli Air, al Trip Hop ai Black Sabbath ai Sister of Mercy ai Sakamoto, Bowie solo per citarne una minima parte altrimenti anche qui non si finirebbe più!


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?

I progetti in cantiere sono tanti.
Per prima cosa In questo momento continuo a lavorare sul progetto che già si è in parte realizzato grazie alla casa editrice Polidoro con le mie illustrazioni per il libro di poesie di H. Melville “John Marr ed altri marinai”, tradotte e pubblicate per la prima volta in Italia nel dicembre scorso in occasione del bicentenario Melvilliano.

Svilupperò quindi alcune delle immagini che ho creato per il libro, selezionando una parte delle poesie per organizzare una presentazione del libro anche Roma. Probabilmente in parallelo organizzeremo anche una una mostra dei miei lavori.
Quindi Stay Tuned!

In bocca al lupo per i tuoi progetti Cristina!
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