#crunch142 | MØRØ

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Le nostre difese sfidano la follia che ormai non sa di niente”  Verdena


Ciao Francesco e benvenuto tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?

Ciao ragazzi e ragazze di Crunched, sono lieto di conoscervi. Solitamente a questa domanda rispondo sempre con un aneddoto che riguarda la mia infanzia. Ero sul tavolo, avevo davanti a me una penna e un foglio, cominciai a disegnare cerchi che si intersecavano in un vorticoso movimento concentrico quando mi vide mio padre, che appoggiatosi sulla porta in stile Richard Gere mi guardò e sorridendo mi disse "ahh! ma allora sei un artista!"...  Boom, da quel momento in poi trovai la mia vocazione. A parte l'umorismo, trovai una passione e nel mio percorso fortunatamente riuscì a trovare sempre più persone capaci di influenzarmi, sostenermi e correggermi quando necessario ma senza mai farmi allontanare dal "piacere" di disegnare, dal mio modo, dal mio mood... insomma non smetto mai di disegnare.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Quando ho letto Verdena tra le voci delle citazioni da scegliere, mi ci sono buttato a picco. Non sono stati uno dei miei gruppi preferiti, anzi forse mi stavano pure antipatici, ma ero piccolo quindi quello che non mi piaceva poteva benissimo colpirmi con la stessa intensità di un primo bacio, e più o meno la situazione da Verdena era quella. È un pezzo di vita che mi ero scordato in un cassetto, e leggere quella frase mi ha semplicemente catturato. Non ho resistito dal riaprire quel cassetto di ricordi e a farne un confronto con quello che sono oggi,  mi ha fatto realizzare quanto quella frase sia intensa.. si parla di difendersi da una spinta interiore, un fermento, una fiamma generata dalla follia che ci pone continuamente davanti a delle domande. Quanto vale la pena continuare? L'unica risposta che riesco a darmi è appunto quella che proviene dalle retrovie, le nostre difese ossia la persona che siamo. Capace o meno di rispondere, risponderà.


Gli occhi dei tuoi personaggi sono spesso bianchi e vacui. Ci vedono al di là del foglio? Ci ignorano? Cosa stanno guardando?
Gli occhi dei miei personaggi sono sempre bianchi, non perché essi non ci vedano, o non possano vedere noi al di là del foglio, ma perché gli occhi sono sempre stati associati allo specchio di quella che romanticamente chiamiamo anima, perciò lo specchio di ciò che siamo, possiamo trasmettere qualsiasi sentimento o sensazione attraverso l'intensità di uno sguardo e questo nei miei lavori lo interpreto come una debolezza. E' una caratteristica che devo ancora capire a pieno dei miei lavori, e sui miei personaggi. Renderli cosi inespressivi li conferisce una struttura statuaria, quasi marmorea, neutrale; perciò rapportabile a chiunque.. forse è questo quello che cerco nei miei personaggi, la capacità di potersi mischiare con il lettore.   


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?

Un autore importante? Sicuramente Pazienza, un po' perché terrorizzava alcuni miei amici data la crudezza dei suoi racconti e in gran parte per il contento che creava intorno alle sensazioni. Un'altro in particolare è Tony Sandoval, che ho conosciuto attraverso un amico. Mi prestò il fumetto "doomboy" di cui sono ancora innamorato proprio perché racconta la mia infanzia, il desiderio di sfondare, la musica, le vibrazioni, l'aria, l'ossigeno, il mare...sono innamorato di quel fumetto. Tra le mie fila c'è sicuramente anche Gipi ... perché? Beh, è Gipi.


Nei tuoi lavori il contrasto tra bianco e nero è imperante. I pieni e i vuoti si combattono cercando di sopraffarsi mentre delineano corpi e scenari. Quanto il tuo stile è frutto di ricerca e sperimentazione e quanto è deciso dall’affinità con ciò che vuoi esprimere? 
Disegnare per me è sempre stata una disciplina, non da monastero tibetano certamente, ma è sempre stato importante e imperante disegnare.  Ho un bisogno irrefrenabile come penso tutti i miei colleghi, chi più chi meno, di produrre immagini.  Lo stile con cui disegno è frutto di esperienze che hanno a che fare con l'intreccio di linee che creo nei fogli, quelli che i miei amici ogni tanto hanno chiamato poeticamente "percorsi".. molto romantico vero? però dietro queste parole sdolcinate c'è quella chiave di lettura capace di farvi capire come mi muovo per creare un disegno, e cioè come suggerisce la parola, sfruttando il percorso che la penna, il caffè, le immagini che vedo, la musica e le chat aperte influenzano. 


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
La musica è l'arte più elevata tra tutte, (come vi ho detto prima sono innamorato del fumetto "DoomBoy") la musica crea materia dalla vibrazione e riesce a cambiare gli stati d'animo di una o piu persone in pochi istanti, senza bisogno di parole per capirla, e fortunatamente ho incontrato anche lei nella vita.  Suono la chitarra da 12 anni, sono appassionato di musica latina, Flamenco, bossa nova, rumba, cumbia, reggae, pizzicata,e tanta altro ma faccio anche il Dj con dischi in vinile soul, jazz, funk, afro-funk e hip-hop assieme ai miei soci Fabio, Geremia e Andrea di Rhythmical Archives.  Ho avuto anche il piacere di partecipare come cantante all'interno di feat. con la RIO Crew che comprende altri nostri compagni musicisti.  Suonare è come disegnare, penso che si abbia bisogno trovare il modo, la tecnica giusta per poter praticare l'una o l'altra e qualsivoglia unirle, fino a trovare quella che mi permetto di chiamare "un'esperienza" da poter essere raccontata, disegnata, o suonata. 


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
I miei progetti futuri sono sempre legati alle fiere e alla disponibilità di farle, cerco di farne il più possibile, superando sempre il numero di quelle fatte l'anno precedente. Sto lavorando ad un fumetto dedicato proprio alla musica che si intitolerà "All'Impero", ricordando quella che per me fu l'esperienza sonora più rilevante della mia vita, ma non vi spoilerò niente, nel frattempo leggetevi gli altri 2 fumetti "Flow" e "Cibo per mosche" e i 2 libri "Geografie interiori" e "(Sel)fish- Prott edizioni" contenenti delle mie illustrazioni. 

Detto questo, sono io a ringraziarvi per l'opportunità che mi avete concesso e grazie anche delle bellissime domande che mi avete rivolto. Grazie e buon lavoro

Grazie a te Francesco, ti continueremo a seguire curiosi!
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