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#crunch136 | Serena Brattoli

#crunch136 | Serena Brattoli

"One good thing about music when it hits you, you feel no pain." Bob Marley


Ciao Serena e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a disegnare, come qualsiasi altro bambino, quando andavo a scuola materna. Ricordo che un giorno ci venne dato il compito di raffigurare una scena della Pasqua, ed io decisi di disegnare Gesù che risorgeva ed usciva dal sepolcro. Ebbi tantissimi complimenti, e da quel momento non ho più smesso. Credo che ciò che mi ha spinto a proseguire sia stato inizialmente il potere che sentivo di avere, una specie di unicità che sentivo solo mia.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
In realtà le citazioni che mi avevate proposto erano tutte molto belle, ma questa è riuscita ad andare oltre. Non riesco a resistere più di due ore senza sentire un po' di musica, spesso la preferisco addirittura alla compagnia delle persone. Non concepisco come si possa vivere senza avere dei veri gusti musicali, ma accontentandosi di ciò che viene passato in radio, per esempio. Abbiamo bisogno di sceglierci la cura ai nostri disturbi, e le canzoni ci conferiscono piena libertà ed imbarazzo della scelta. Nulla ti ferisce e ti medica meglio di una canzone sincera.


Nell’eterna lotta tra colori e bianco e nero chi vince per te? Oppure regnano pace e cooperazione?
Per me spesso vince la cooperazione. Credo che un tocco di bianco e nero su un lavoro a colori (e viceversa) abbia un grande potere visivo. Ammetto però che fino a qualche anno fa avevo una gran paura del colori, credevo che ne esistessero troppi per riuscire a scegliere quelli giusti.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Sì e sono tantissimi. Se parliamo di scrittura, un libro che mi ha davvero commosso e dato tanti spunti di riflessione, è stato "L'eleganza del Riccio". Per quanto riguarda le arti visive, mi sono sempre lasciata colpire dalle opere di Mucha, e da quelle di grandi illustratori come Marco Mazzoni, Paula Bonet e Mark Ryden, giusto per citarne alcuni. Ma devo ammettere che una figura fondamentale per la mia crescita personale, non solo artistica, è stata il mio fidanzato, lui graficamente è il mio opposto, ma proprio per questo mi ha dato un po' di lezioni che hanno colmato alcune mancanze che non riuscivo a vedere da sola.


La tua produzione è costellata di volti. Li preferisci come soggetti per le loro innegabili potenzialità espressive e ritrattistiche o c’è dell’altro che ti affascina di queste strane appendici che ci spuntano dal collo?
In realtà la mia passione è iniziata non tanto per queste strane appendici che ci spuntano dal collo, ma per quelle ancora più strane appendici che ci spuntano dalla testa. Sono sempre stata ossessionata dai capelli, per me hanno un grandissimo potenziale espressivo ed emotivo, in passato passavo ore a disegnarli. Poi un giorno ho guardato un po' più in basso, ed ho scoperto come un volto possa letteralmente incantare. Diciamo che però la mia ricerca vorrebbe andare un po' oltre la semplice bellezza, anzi, spesso preferisco disegnare volti con difetti estetici che magari per me sono belli, come nasi storti o folte sopracciglia. Ultimamente ammetto di star trascurando il tema del volto per concentrarmi su altro, ma rimarrà per sempre una mia grande passione.


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Come vi raccontavo nella domanda precedente, il mio rapporto con la musica è molto profondo. Una cosa che mi capita di dire spesso è che per un disegnatore non esistono canzoni belle e canzoni brutte, ma solo musica buona per disegnare e musica meno buona per farlo. Io personalmente preferisco il rap italiano, quello in stile Colle der Fomento, Rancore, Kaos, semplicemente perché mi fa sentire meno sola, avere queste persone che mi raccontano le proprie esperienze sottoforma di pura poesia. Ma ascolto anche tanto altro, come Placebo, Cure, White Lies, of Monster and Men, Aurora, Deftones ecc. – ahimé a volte anche la dpg e la trap, dipende da quanto male mi voglio fare.


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Attualmente tutte le mie energie sono concentrate nella realizzazione delle illustrazioni della mia tesi, che spero in ogni caso di stampare e diffondere anche aldilà del contesto universitario. Il tema è quello de "Le insoddisfazioni degli artisti" ed è una raccolta di miei tributi ad alcuni artisti che ammiro e stimo, da Schiele ad Andrea Pazienza, che hanno attraversato momenti di forte insoddisfazione e disagio.

Grazie Serena per essere stata con noi! Un grosso in bocca al lupo a te per tutti i tuoi progetti! Noi continueremo certamente a seguirti:
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