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Grigio Arcobaleno | Ilario Vannucchi

Grigio Arcobaleno | Ilario Vannucchi

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A prima vista ci si trova davanti a un un uomo riluttante:

"Sono Alessandro Magni e sono un debole. Mi hanno appioppato questo nome sperando di rendermi grande... spesso rinuncio. Se sono in coda e mi passano davanti non dico nulla. Se mi trattano male senza motivo non mi scompongo. Se mi fanno un torto chino la testa e me ne vado. Non porgo l’altra guancia per questioni etiche o religiose. Semplicemente non me la sento di combattere. ..Sono Alessandro Magni e mi accontento. Un bell’uovo oggi mi darà una bella e concreta frittata. Vivo trascinandomi in giro per le strade osservando le altre persone e cercando di intuire le loro vite. Sono timido ma adoro comunicare”.

L’ho trovato subito simpatico questo uomo dall’età indefinità, che vive senza lavorare, abitudinario, incapace di andare oltre i propri spazi, superare l’ignoto o meglio, farlo un poco alla volta.  Soprattutto se si ha un valido motivo come può esserlo una bella ragazza dal cappotto grigio e un passo incerto.

E come non amarlo quando dice: “Sono fatto così, mi piacciono i piccoli difetti, le dissonanze e le piccole storture che definiscono la particolarità di qualcosa già di per sé bello…” e si dilunga in questi esempi di sane imperfezioni.

Ed è proprio un piccolo particolare, un’imperfezione che gli fa scorgere questa ragazza che lui chiama Roxane e grazie a lei impara ad allargare i propri confini, evadere, superare i limiti fino a seguirla e regalarle una poesia.

Ma questi non sono gli unici personaggi di "Grigio Arcobaleno". L’autore, con destrezza, crea una struttura nella quale tutti i protagonisti vanno ad interagire fra di loro. Personaggi odiosi, dediti agli affari, agli intrallazzi, a  rapporti ambigui, a cominciare da Crystal, la nipote di Flavio Beringhieri, Amministratore Delegato dell’azienda Rainbow Oil Company Italia.
I più simpatici sono i personaggi comuni, come Bruno un uomo strano, alto, un po’ trasandato non un barbone ma qualcosa che ci si avvicina. Un uomo che spiega ad Alessandro come riconoscere il carattere di una donna: 

La donna che sa di latte è come una madre, e sarà una buona madre. La donna che profuma di frutta è dolcissima e affettuosa. La donna con un sentore di birra che ricorda il lievito e il pane è una musa della casa. La donna che profuma di uva con un leggero richiamo alcolico è una donna vivace e curiosa, se sei onesto, sarà onesta. La donna con un odore pungente di whisky è un’ottima amante, ma con tutti. La donna che odora d’acqua è la tua anima gemella”.

Descrizioni che fanno il paio con quella della Nona sinfonia di Beethoven, che non riporto per lasciare un invito alla lettura. 

Mi occupo del tentativo di essere felice” dice Alessandro Magni.
Al termine della lettura vedremo se il suo tentativo è riuscito. Scopriremo che dove finisce il grigio arcobaleno qualcuno ha trovato il suo tesoro, la felicità. Agli altri non è rimasto nemmeno il colore, soltanto un grigio.


Titolo
: Grigio Arcobaleno
Autore: Ilario Vannucchi
Casa editrice: Streetlib
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© Paolo Perlini

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