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Il Cardellino – Tartt Donna

Il Cardellino – Tartt Donna

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Ho affrontato questo libro all’oscuro di tutto, incurante di quello che avrei trovato e solo alla fine, dopo averlo chiuso, sono andato a leggere le recensioni dei lettori su Anobii.
Ed è strano, mi è sembrato di assistere ad un dibattito politico fra due avversari, di quelli tosti e bravi, capaci di argomentare e di smuovere le tue convinzioni come una una pallina da ping pong. Perché le trovi tutte corrette, o quasi.

Tuttavia, nel caso di questo libro, è molto più facile trovarsi d’accordo con chi ne ha sottolineato l’eccessiva lunghezza, le inutili e profonde riflessioni conclusive, la ripetitività di certe situazioni, il romanzo che pare sempre fermo allo stesso punto, tanto da chiedersi: “ho perso il segnalibro? Sono tornato indietro?”

Ho addirittura riscontrato qualche incoerenza temporale, dei passaggi nei quali è difficile credere che un ragazzino di tredici anni possa fare certi pensieri.

Mi è venuto spontaneo fare dei confronti con altri libri dello stesso spessore. Ecco, Stieg Larsson era capace di fare la lista della spesa e renderla interessante, sapevi che terminata quella succedeva qualcosa. Magari era di nuovo una lista della spesa però diversa. Nel Cardellino invece, le liste della spesa si ripetono sempre uguali e se l’ossessione era l’obiettivo della scrittrice, è molto meglio leggersi Il Soccombente di Thomas Bernhard.
Ho pensato a “Il petalo cremisi e il bianco” di Michel Faber, e quello sì, aveva un’altra velocità.
Mi sono ricordato poi de “Le Invenzioni della Notte” di Glavinic Thomas, uno dei pochi libri che ho abbandonato, pur avendone apprezzato il titolo e la copertina.

In definitiva, di questo libro premiato con il Pulitzer nel 2014, non riesco a coglierne la grandezza, la durata che avrà nel tempo. Mi sono chiesto addirittura se il premio non sia andato piuttosto al personaggio, una scrittrice minuta, come un cardellino, appunto. Una vaga somiglianza con Juliette Binoche, la voce querula, una tomboy che ispira simpatia ma che difficilmente mi vedrà affrontare un altro suo libro di queste dimensioni.

© Paolo Pelrini

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