Demolition Job. Lettere all’usurpatore | Alfredo Zucchi

Demolition Job. Lettere all’usurpatore | Alfredo Zucchi
Tra sogno e incubo, nella follia del ricominciare da zero.
di Chiara Bianchi

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Nell’opera di Wittgenstein, un messaggio chiaro e, forse, a primo avviso rassicurante, è “tutti vogliamo essere ascoltati, che abbiamo torto o ragione”. Questo messaggio, sottendente, filosoficamente, una risposta lontana dal pensiero stesso del filosofo, ovvero che ci troveremmo in un mondo in cui la nostra pericolosità reciproca aumenterebbe più velocemente della nostra capacità di aiutarci l’un l’altro. 

Non lo dico io, che di filosofia ne so ben poco, ma filosofi, i quali hanno analizzato il pensiero wittgensteiniano. Ma cosa c’entra tutto questo con le pagine di Demolition job. Lettere all’usurpatore di Alfredo Zucchi (Edicola Ediciones)? Beh, non ho potuto fare a meno di pensare a queste storie, interconnesse tra loro, come a una manipolazione del pensiero del filosofo, o comunque un punto di partenza per una personale risposta a quel pensiero. 

Scoprirsi con occhi nuovi, non significa, come per i personaggi di questo libro, scoprirsi esseri migliori. L’usurpatore, al quale sono indirizzate le lettere, è l’umanità stessa, a parer mio, che ha compiuto esattamente ciò che i pensatori e gli studiosi del filosofo hanno messo in discussione: la pericolosità degli uomini e la loro incapacità a mettersi in ascolto dell’altro. 

È lampante, in queste pagine, come Zucchi tenti di rendere il gioco del linguaggio, di matrice wittgensteiniana, il nucleo su cui basare il suo demolition job, ovvero le ragioni che portano a determinate e discutibili scelte. 

Ogni lettore trarrà beneficio o meno, rispetto a quanto dichiarato dalla voce narrante a cui ci si approccia come a una dimensione di sogno, o di incubo, per tradursi nella descrizione di una società i cui valori, o forse soltanto il proprio agire, determina il giudizio, l’allontanamento e la disgregazione. 

Da dove ricominciare allora? 

Demolition job, tradotto nella pratica umana, potrebbe, a questo punto, somigliare più alla versione edilizia di smantellamento di edifici e strutture al fine di rimuovere i rifiuti pericolosi e separarli dai materiali riutilizzabili. E, nella società raccontata da Zucchi, il tentativo pare proprio questo: «ricominciare da zero» all’ultimo minuto, quando non c’è più tempo.


Titolo: Demolition Job. Lettere all’usurpatore
Autore: Alfredo Zucchi 
Editore: Edicola Ediciones
Anno: settembre 2023
Collana: Lo Stivale

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