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Valerio Mattioli | Exmachina. Storia musicale della nostra estinzione. 1992 - ∞

Valerio Mattioli | Exmachina. Storia musicale della nostra estinzione. 1992 - ∞
Valerio Mattioli – Exmachina. Storia musicale della nostra estinzione. 1992 - ∞
Gli ultimi trent’anni di musica tra IDM, A.I., cybernetica e parabole artistiche

di Chiara Bianchi

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Nella sua Breve storia della musica, Massimo Mila, in chiusura a una delle versioni aggiornate, dedica all’avvenire della musica qualche personale riflessione e scrive: «[…] piangere patetiche lacrime sulla fine della musica per mano della tecnica elettronica è altrettanto fatuo quanto asserire che questa tecnica (e prima era stata la volta dell’atonalità, poi della dodecafonia, […]) scavi verso il passato un fossato invalicabile, quale non avevano mai stabilito nella musica il passaggio dalla monodia assoluta alla polifonia, […]. La musica ne ha viste tante, e ha sempre proceduto avanti nella evoluzione incessante del suo linguaggio, senza far salti. Andrà avanti così anche adesso».

La musica è una risorsa umana fondamentale, ma cosa è accaduto mentre le macchine computazionali entravano nelle nostre vite e iniziavano a fare la musica del futuro? Chi di noi ha vissuto e udito i suoni trasformarsi e commisurarsi alla realtà virtuale, della Macchina, non ha assistito solo a un fenomeno passeggero, ma a una visione di futuro possibile. L’umano che delega la macchina nella composizione della musica, casuale, astratta, fatta non di pentagrammi ma di algoritmi, ha dato vita a una nuova era in cui è sempre futuro, perché le macchine sono veloci, cambiano, accelerano i processi di trasformazione persino d’ascolto e di fruizione della musica.

Valerio Mattioli, giornalista ed editor, al suo terzo libro-saggio sulla musica ci porta trent’anni indietro nel futuro per mirare da vicino gli effetti stranianti della cybernetica sulla musica.
L’introduzione è lasciata alle parole di Simon Reynolds che di questo testo dice essere «una specie di macchina del tempo: dà la deliziosa sensazione di essere riproiettati nei primi anni Novanta, nel pieno dello stupito entusiasmo per il futuro imminente che sembrava manifestarsi nella musica elettronica, dance e non, di nuovo travolti dal febbrile clima intellettuale dell’epoca. Nel 1992 i computer erano ormai diffusi al lavoro e negli spazi domestici, ma non dominavano ancora la nostra esistenza».

Exmachina ci racconta di archeologia informatica, ma anche di come siamo arrivati al qui e ora e Mattioli, con lo spirito di chi ha vissuto sulla propria pelle gli eventi, riesce nell’impresa di mettere assieme la storia dell’informatica di quegli anni – nel primo capitolo introduce le coordinate storico-sociali degli albori del settore – per aprirci le porte di quelle sottoculture musicali che ribollivano dentro camerette illuminate solo dalla luce blu dei pc. Il 1992 segna una linea di confine con l’uscita di Artificial Intelligence, una raccolta di musica dalla Macchina pubblicata dalla Warp che per convenzione è divenuta il manifesto della cosiddetta musica da ballo intelligente, una Techno da camera con dichiarata funzione anti-ballo.

L’era dell’algoritmo apriva le porte delle camerette di tutto il Pianeta e predisponeva all’idea che il futuro fosse già lì.

Mattioli ascoltatore serio e affascinato dalla primordiale ondata di bit, nei capitoli successivi lascia spazio alla Santissima Trinità dell’elettronica inglese: Aphex Twin, Autechre e Boards of Canada. Tre entità superiori, distinte e separate per scelte algoritmiche e suoni e idee. Un capitolo per ognuno di loro rappresenta una biografia che non c’era ancora e che non vuole essere esaustiva ma rappresentativa di chi la loro musica l’ha ascoltata, inglobata e guardata. Come? Attraverso la riproduzione di video musicali di cui gli anni Novanta con Mtv e co. riempiva le case di ascoltatori spesso inconsapevoli del fenomeno extrasensoriale e antiumano al quale stavano partecipando coi loro sensi.

La musica delle Macchine diventa patrimonio di un futuro che è già passato. Mattioli ne parla nella sua narrazione paranoica, dialogando in qualche modo con la filosofia e la critica musicale dell’epoca, discorrendo sull’effetto che facevano quelle sequenze numeriche fatte suono.

E mentre il prodotto artificiale muta continuamente e senza sosta, noi cerchiamo di tirare le fila di quel che sono stati i vari scacco matto della cybernetica alla musica e l’unica consolazione possibile è quella di Mila: andrà avanti così anche adesso. Riusciremo a stare al passo?

Intanto, prima di iniziare a leggere questo saggio, vi consiglio di tenere attiva una connessione internet. Vi servirà per condurre una ricerca fatta di ascolti e video musicali. Io, nostalgica, ho recuperato dei nastri in cui compilation tanto amate negli anni Novanta-Duemila venivano rimpinzate di pezzoni di Aphex Twin e Autechre. Non mi resta che augurarvi buon ascolto e buona lettura.



Exmachina
Storia musicale della nostra estinzione 1992 → ∞
Valerio Mattioli
Minimumfax

ISBN: 978-88-3389-329-7
Pagine: 335
Pubblicazione: feb 2022

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