Luca Murano | I vestiti che non metti più

Luca Murano | I vestiti che non metti più
Luca Murano – I vestiti che non metti più
Aspirazioni che si trasformano in velleità, l’autenticità dell’antieroe nella quotidianità: una raccolta di racconti

di Chiara Bianchi

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Luca Murano, classe 1980, vive in Toscana, raccontista. I suoi racconti sono presenti su diverse riviste letterarie – e anche sulle pagine di CrunchEd.
Alla sua seconda raccolta di racconti dal titolo I vestiti che non metti più, pubblicata da Edizioni Dialoghi, ci presenta storie brevi o brevissime, al cui centro sta l’universo dell’antieroe, le cui aspirazioni di trasformano in velleità, e dentro ogni racconto si scorge l’autenticità del quotidiano.
Chi siamo quando non ci vede nessuno? A questa domanda, i protagonisti dei racconti rispondono con le loro storie, condividendo con noi lettori i loro pensieri, a volte rivolgendosi proprio a noi.

Il titolo è un mistero che viene chiarito dal primo racconto Velleità – ovvero il titolo del racconto il cui testo è il titolo della raccolta, non so se è chiaro, ma sicuramente incuriosisce la dinamica estraniante che ne determina la continuazione della lettura.
E dove sono i vestiti? Beh, qualche vestito vero svolazza qui e la nelle storie, altri restano abbandonati su pavimenti in attesa dei corpi ai quali appartengono, penso a I giganti che affida la narrazione alla prima persona.

In questi ventitré racconti, infatti, si passa da un narratore quasi onnisciente – che ascolta e ci riferisce i pensieri dei personaggi, mettendo in risalto l’introspezione e l’emergere della purezza dell’essere – alla narrazione in prima persona, con la quale il flusso dei pensieri non lascia spazio a una trama, ma fluttua nel qui e ora di un ricordo, di un momento, di una riflessione.

Ma chi sono i protagonisti di queste fotografie parlanti? Sostanzialmente uomini e donne in continuo conflitto con ciò che sono e ciò che vorrebbero essere. Intessono relazioni alle quali non danno il giusto valore, tentano fughe dall’altra parte del globo in cerca di risposte, osservano il volo degli uccelli e deflagrano come terremoti nelle loro stesse esistenze, attutendo il senso di colpa attraverso l’imprevisto che la vita ha in serbo per loro: un incidente, una decisione altrui, una scelta mal pesata.
Un carico di pensieri invade le pagine di questi racconti. Tutti i personaggi finiscono per fare i conti con il proprio ego distrutto o messo a dura prova dalle circostanze della vita.
I racconti non sono tutti allo stesso livello narrativo, prova che la scrittura di Luca Murano è in continua evoluzione, conservando un particolare istinto ironico. Quelli che emergono per forza, per ritmo e per struttura narrativa sono: Stormo und Drang, L’insostenibile insensatezza dell’Estathé (alla pesca), Pico de Cantagallo, Maelström pie – scritti in prima persona, in essi si indagano i rapporti di coppia e familiari – Gatti ninja e radiazioni cosmiche, Spalle al muro. O di come si dovrebbe guardare il mondo, Il silenzio e altre forme di rumore, La quiete e il cappuccio – in terza persona, il narratore quasi onnisciente determina il racconto e la profondità dei temi quali il fallimento e l’allucinazione, la mancanza di coraggio, il ricordo e la possibilità, o la fine di qualcosa che con uno scossone favorisce l’inizio di una nuova fase.

Disseminati nei racconti troviamo riferimenti letterari e musicali, questi ultimi utilizzati come tappeto sonoro alle vicende raccontate.

La totale aderenza alla vita, nei piccoli e grandi fallimenti, le evoluzioni e le involuzioni di ogni personaggio fanno della scrittura di Murano, una prova tangibile degli effetti devastanti della realtà che viviamo.

«Non potendo alla sua famiglia e a se stesso quello che aveva sempre sognato, si era isolato, cominciando un lungo processo che lo aveva portato a lambire un’apatia dolorosa, fatta di diffidenza e pessimismo». [dal racconto Nadia]



Formato: 15x21 cm.
Pagine: 130
Prezzo di copertina: 14,00
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