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Acrobazie. Storie brevi e brevissime | Alessandro Trasciatti

Acrobazie. Storie brevi e brevissime | Alessandro Trasciatti

Acrobazie. Storie brevi e brevissime di Alessandro Trasciatti
Un libro nato male, scrive Trasciatti, che nessun editore pubblicherà mai. E invece…

di Chiara Bianchi

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«Venghino, Signori e Signore, venghino!», pare invitare il titolo di questa raccolta di storie brevi e brevissime, sapientemente intitolato Acrobazie, pubblicato da Il ramo e la foglia edizioni. 

Acrobazìa s. f. [dal. fr. acrobatie] si riferisce a un esercizio compiuto da un acrobata che richiede abilità e comporti un pericolo. Salti mortali, contorsioni del corpo, evoluzioni equilibristiche, giochi icariani. E poi, c’è il significato figurato, che definisce acrobazìa quel ‘comportamento ingegnosamente abile nel superare ostacoli o situazioni difficili: fare delle a., adoperarsi con ogni mezzo per superare una difficoltà. 

In questi racconti c’è la perizia acrobatica della penna di Alessandro Trasciatti unita a quel ‘comportamento ingegnosamente abile nel superare gli ostacoli’ che ogni essere umano, sommessamente, pratica. 

L’io narrante ci presenta, sottovoce, la sua storia tenera, familiare, fatta di sussulti e arredi. Carica di pathos che sfocia nell’impossibilità. 

Immagini poetiche si susseguono pagina dopo pagina, nei ricordi di un amore, della casa dei genitori, nel feticcio per i libri. E, come in quel vecchio pastrano dalla tasca erosa dagli anni, contenente oggetti carichi di ricordi, così ogni racconto ci inghiotte in quegli attimi di vita. 

L’auto come alcova, il pisolino pomeridiano che sottraeva ore allo studio – necessario per riordinare idee e pensieri –, la paura del buio e dell’acqua, lo studio enciclopedico – fonte di conoscenza e bellezza – di un io dodicenne, gli amici che se ne vanno, il rifugio casalingo, i viaggi, Parigi, l’ossessione per il Maligno, la fine di un amore segnata dalla spartizione dei ricordi, immagini. 

Seguono squarci di un’infanzia. Sopraggiungono precisi ricordi, in un altalenarsi di malinconici teatri quotidiani, sensi di abbandono, frustrazioni, tutto in un crescendo verso il delirio. 



Nella seconda parte del libro intitolata Casi clinici e onirici, la parola caso, per definizione ‘avvenimento fortuito, accidentale e imprevisto’, è la chiave di lettura di storie semplici, quotidiane, dai finali imprevedibili, nelle quali si sovrapporranno il sogno e la realtà, lasciando il lettore in una sorta di perpetua impossibilità a distaccarsi da quanto accade, nonostante, a tratti, parodia dell’assurdo. L’autoironia salva molti dei protagonisti – è chiaro l’intento di disperdere, man mano, l’identità della voce narrante – del “caso” di turno.

Trasciatti ci dona alcuni suoi disegni, volti, dal tratto movimentato e arzigogolato, proprio come acrobatici tentativi di materializzare, oltre che con la parola, anche attraverso il disegno, l’incomprensibile e la precarietà di restare in equilibrio. 

Le “prosette”, così le chiama nelle note al testo, sono colme di poesia e d’ingegnoso uso della parola, usata con sapienza e musicalità. Parole contornate di un’ironia fugace che allontana la tragedia – che pure si sta consumando.

Trasciatti ricorda la scrittura di J.R. Wilcock ne Lo stereoscopio dei solitari, inserendosi tra quegli scrittori/poeti visionari di cui la letteratura ha bisogno.  

Consiglio di lettura: da leggere a voce alta. 

ALESSANDRO TRASCIATTI è nato a Lucca nel 1965. Francesista di formazione, ha lavorato prima come archivista e postino, poi come editore dei Libratti, collana di letteratura illustrata nata dal blog Il Trasciatti – lunario inattuale di letteratura e desueta umanità. Tra le sue pubblicazioni troviamo Prose per viaggiatori pendolari (Mobydick 2002), Il dottor Pistelli. Una vita in ritardo (Garfagnana 2013), Avevo costruito un sogno. Storie e fatiche di un postino artista (Ediesse 2014), Scampoli (Oèdipus 2017). Negli anni ha scritto per diverse riviste letterarie e non, tra cui Il Grandevetro, Sinopia, Poesia, Paragone, Gente Viaggi; suoi testi sono apparsi anche su spazi online come La Balena Bianca, Altri Animali, NiedernGasse. Attualmente collabora con Nuova Tèchne – rivista di bizzarie letterarie e non (Quodlibet).

 

Acrobazie. Storie brevi e brevissime | Alessandro Trasciatti
Il ramo e la foglia edizioni
Lingua: italiano
Formato: copertina flessibile
Dimensioni: 140x210 mm
Anno di edizione: 2021
pp. 80
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