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Il Dannato Caso del Signor Emme | Massimo Roscia

Il Dannato Caso del Signor Emme | Massimo Roscia

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Quando ero piccolo in casa mia c'era un libro, capitato non so come, forse per caso e credo che nessuno lo abbia letto. Forse si era infilato anche nella mia piccola libreria: nonostante la verde età pretendevo di averne una e ci mettevo tutti i libri orfani che trovavo.  Ad ogni modo questo libro vagava, passava di stanza in stanza e ora non so più dove sia finito. 

In me c'era sempre stata una leggera ritrosia nel leggerlo, un po' perché l'autore aveva il mio stesso nome, un po' perché il cognome era da monellaccio e iniziava per Emme, e infine, perché questo libro lo ritrovai citato in un'antologia scolastica e da quel momento diventò un libro dannato. 

Invece, "Il Dannato Caso del Signor Emme", è stata la prima grande sorpresa di questo 2021 perché è un libro che ne racchiude altri quattro o anche più.  È una lettura avvolgente, tonda, come quando assaggi un buon vino e dopo il primo sorso riesci a cogliere i sapori nascosti, la terra in cui è cresciuta la vigna, le mani che hanno colto i grappoli, i piedi che li hanno pigiati.

Come un buon vino, che durante la lettura trovi del tutto equilibrato e armonico, alla fine analizzi il retrogusto e quello che mi ha lasciato nelle papille sono state diverse tracce. Le elenco in questo ordine casuale: 

Il Poema dei Lunatici (Ermanno Cavazzoni), Le Avventure di Guizzardi e La Banda dei Sospiri (Gianni Celati), Il Terzo Poliziotto ( Flann O'Brien), Vacanze Matte (Richard Powell), Il Centenario che Saltò dalla Finestra e Scomparve (Jonas Jonasson). Un palato ben educato può riscontrare anche un sentore del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes.

Ma di cosa parla per essere così robusto, corposo, capace di strapparti più di una risata e allo stesso tempo, con leggerezza, farti riflettere?
La trama, semplice eppure strampalata è la seguente: 

Carla, una donna affascinante dal corpo minuto e con l'unico aspetto trascurabile che riguarda l'abbigliamento, è un'ex giornalista, una hippy irrisolta, figlia dei fiori a metà. Non legge Kerouac, Ginsberg e Burroughs ma divora Gadda, Malerba e Manganelli. Allo stesso tempo, non ascolta Bob Dylan, Janis Joplin e i Jefferson ma i Jalisse e via dicendo.

Degli ideali degli anni Sessanta condivide la ricerca della felicità terrena, l'impegno civile, la solidarietà e la militanza nei movimenti a difesa di tutti i diritti.

Vive su un vecchio pulmino scolastico trasformato in camper insieme ai due figli, gemelli monozigoti: il primo è un bambino prodigio e a lui sono affidati i riferimenti colti, le citazioni filosofiche. Il secondo è un po' strano, parla con gli alberi, colleziona stelle, pasticcia con le parole ma nonostante tutto è quello che dà sempre una svolta nei momenti di stallo. Oltre a loro, sul pulmino viaggia anche un amico di Carla, lo "zio Giordano", autore del trattato filosofico De gli eroici furori, arso vivo a Campo de’ Fiori. Infine, un’entità non ben identificata, che tutti chiamano Buf ed ha il compito di catalogare quello che trovano durante il cammino. 

Infatti, questa strana e ben assortita combriccola viaggia lungo il continente europeo alla ricerca di lettere, oggetti e foto del signor Emme da sottoporre al vaglio della Pontificia Congregazione dell’Indice delle vite cancellate e delle opere proibite. Perché questa è la missione di Carla:  restituire dignità, onorabilità, reputazione e gloria a coloro che sono stati messi all’indice o condannati all’eterno oblio.

Questo viaggio picaresco si compie in un tempo indefinito e in un Europa divisa in piccoli stati, separata da dogane, muri e filo spinato. Un tempo pasticciato nel quale si incontrano personaggi che da tempo hanno lasciato questo mondo, come la fotografa Ghitta Carell. Si ha quasi l'impressione che l'autore abbia strappato le pagine di quest'ultimo secolo da un volume di storia e geografia, le abbia frullate per bene e poi ci abbia aggiunto qualche briciolina del Medio Evo, così, come se fosse una spezia. E il risultato è sorprendente.

Ora, dopo averlo terminato, non mi resta che andare alla dannata ricerca di quel libro di cui ho detto all'inizio, che s'intitola Scarpe al Sole ed era stato scritto da Paolo Monelli. In qualche scaffale, sgabuzzino, ripostiglio, cantina, cassetto deve esserci. Perché è proprio lui il dannato signor Emme, un  giornalista scomparso a Roma nel 1984 che il New York Times ricordò così: "Per mezzo secolo uno dei giornalisti più illustri e dei romanzieri più famosi d'Italia". 

E poi, si sa: dopo aver assaggiato un buon vino, se l'oste te ne propone un altro, tu che fai? Rifiuti? Non mi resta che andare alla ricerca de La Strage dei Congiuntivi, sempre di Massimo Roscia.

Autore: Massimo Roscia
Titolo: Il Dannato Caso del Signor Emme
Editore: Èxòrma
Collana: quisiscrivemale
Anno di pubblicazione: ottobre 2020
Pagine: 322

© Paolo Perlini 

 


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