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Fascination - L’insidia della Bellezza

Fascination - L’insidia della Bellezza

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"Fascination - L'Insidia della Bellezza" è il terzo volume della serie Deception di Eugene Pitch, autore prolifico e creatore degli Hyperbook.

In questo terzo capitolo (i precedenti erano Conception e Absorption) ritroviamo David Millier, alle prese con un nuova avventura, attratto da un’affascinante hostess e sempre in fuga da involontari pericoli. Per lui sembra non esserci pace e probabilmente in qualche momento rimpiange il suo lavoro di cameriere.

Ritroviamo anche l’agente dell'MI6 Edward Muffen, il quale, dopo aver vissuto un’esperienza scioccante, combatte contro la depressione.

I brevi capitoli, il ritmo serrato, l'accostamento di diverse tematiche rendono leggera ma di "peso" questa lettura. In questo romanzo facciamo la conoscenza anche di Ndulue, un ragazzo che vive con la propria famiglia in Nigeria. Quando gli uomini di Boko Haram minacciano la sua vita, è costretto a scappare. 

Come sempre nei romanzi di Eugene Pitch, le vite apparentemente slegate di personaggi comuni trovano alla fine un unico filo conduttore. Un filo ricco di misteri e colpi di scena fino all’ultima pagina.

L'autore ci porta ancora una volta in giro per il mondo con questo HyperBook che sarà apprezzato anche da chi non ha letto i romanzi precedenti. E se non l'avesse fatto è l'occasione giusta per cominciare.

Fascination, l’insidia della bellezza | Eugene Pitch
Copertina flessibile: 284 pagine
Editore: Independently published (7 giugno 2019)
Collana: The Deception Series - Hyperbooks

Con l’occasione di questa uscita, abbiamo scambiato qualche parola con l’autore.

Innanzitutto, raccontaci come sei finito in Giappone.
Dove aver lasciato l'Italia nel 2011 e aver vissuto per un paio d'anni nella grigia e umida Londra, io e mia moglie avevamo due opzioni: tornare sui nostri passi e rincasare, oppure tentare la fortuna in Giappone (il paese di mia moglie). Io ho una laurea in lingua e cultura giapponese quindi il salto non mi appariva particolarmente fuori luogo. I primi tempi nel Sol Levante non furono facili come avevo sperato, ma poi riuscii finalmente a trovare un buon impiego come insegnante di inglese e da allora questo è ciò di cui mi occupo per vivere. Stare in Giappone è un'esperienza che ti stravolge la vita, sia nel bene che nel male. Ho abbandonato tutto ciò che possedevo, tutto ciò che avevo costruito e ciò che avevo conosciuto. Ma ho trovato una vita completamente nuova. Certe scelte non sono alla portata di tutti e non devono essere prese a cuor leggero. Però non mi sono mai pentito delle mie decisioni e in fondo trovo che vivere qui mi dia più sicurezze che in Italia. 

Cosa ti ha spinto a scrivere, a preferire questa forma di narrazione rispetto ad altre? (musica, illustrazione, poesia…)
Onestamente ne ho provate diverse. Cominciai a scrivere i miei primi racconti quando ricevetti una vecchia macchina da scrivere per la mia tesi di terza media. Da lì sono passato alla poesia e, successivamente, a scrivere e comporre canzoni. Oltrepassati i trent'anni, influenzato dalla mia passione per la lettura (specialmente grazie al Kindle), cominciai a desiderare di realizzare un romanzo tutto mio. Ma mi conosco bene e so di non avere abbastanza pazienza da stare lì due o tre anni e occuparmi sempre della stessa opera, perciò pensavo che se mai ci fossi riuscito, sarebbe stato una volta raggiunta la pensione. Fortunatamente mi sbagliavo. Qualche anno fa mi arrivò finalmente un'idea decente sulla quale creare un libro. E dopo due anni usciva il mio "Absorption - I Colori del Sangue”... 

Nel tuo sito spieghi con cura cosa sono gli Hyperbook. Cos'è che ti ha fatto venire questa idea? Credi che i lettori non siano più abituati alla lettura di grossi romanzi? Esiste una mutazione tecnologica del lettore, dovuta ai nuovi dispositivi?
In parte ciò è dovuto al fatto che, come accennavo in precedenza, non ho abbastanza concentrazione mentale e creativa da soffermarmi per troppo tempo su una singola opera. Da piccolo ero sempre il primo a finire i temi a scuola e quando da adolescente componevo canzoni ci mettevo al massimo un giorno a completarle (includendo perfino le tracce per ogni strumento). La mia creatività è veloce e voglio che rimanga il più possibile istintiva perché una volta che mi siedo a ripensare troppo a ciò che ho fatto, quella naturalezza e spontaneità tendono a perdersi così come il mio attaccamento emozionale. Detto questo, ho compreso che esistono anche tante altre persone che come me non hanno tempo (o magari voglia) di leggersi tomi di 500 pagine. Viviamo in tempi frenetici e leggere dieci minuti la sera prima di andare a letto significa poterci gustare solo una manciata di libri all'anno. I libri ora si consumano più in fretta perché sono anche alla portata di tutti. I prezzi, grazie all'introduzione del formato digitale, si sono ridotti e ciò è un bene per diffondere il piacere della lettura. Per non parlare degli audiolibri...

Ci sono altri scrittori di hyperbook?
Probabilmente sì, ma io ho voluto codificare uno stile ben preciso e dargli un nome. Scrivo libri brevi (attorno alle 40.000 parole) dal ritmo veloce, cliffhanger a ogni capitolo, numerosi colpi di scena, eccetera. Letture veloci insomma. Ma, se possibile, profonde. Ho pensato meritassero un nome. Semplicemente. 

Quali sono i tuoi autori di riferimento? Non solo per la scrittura ma anche in tutto il campo dell'arte.
Io leggo un po' di tutto, negli ultimi anni soprattutto saggistica. Ad esempio Marco Travaglio, Yuval Harari, David Gaughran. Il mio stile è influenzato principalmente da Dan Brown, George R. R. Martin, and Lincoln Child. Nel campo della fotografia adoro Elia Locardi, il quale non a caso mi ha ispirato il personaggio di Ray Green. 

Quali sono i vantaggi e le difficoltà di essere un autore indie?
È una domanda alla quale sto cercando proprio in questi giorni di dare una risposta con un libro sul self-publishing. Spero risulterà utile a tutte quelle persone che, non potendo o volendo trovare una casa editrice tradizionale, hanno deciso di fare tutto da sole. Senza entrare qui troppo nel tecnico, posso dire di aver scelto deliberatamente di autopubblicarmi per avere più controllo sulle mie opere e royalties più alte. E’ un viaggio lungo e tortuoso, che richiede impegno costante. Ma l’idea di cedere la mia libertà sui miei scritti a terze persone, le quali possono decidere come e quando pubblicarli e perfino le copertine, non mi attrae. Detto questo, sono sicuro che l’editoria tradizionale, specialmente in Italia, possa ancora offrire qualcosa. Il punto è che i tempi stanno cambiando e l’autopubblicazione sta prendendo piede sempre di più. Parlando delle difficoltà, lo scoglio più grande è proprio il dover affrontare la parte del marketing da soli. Noi siamo scrittori, non venditori. Ma, a parte il lato tecnico e pratico, ciò che ci frena è la paura di apparire come quei fastidiosi venditori porta a porta di un tempo. Il fatto è che dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e capire che lo scopo del marketing è fare arrivare il nostro libro alle persone che lo vogliono leggere. Tutto qui. Se non sanno che esiste come potranno mai leggerlo? Anche per questo motivo sto scrivendo un libro sul book marketing. 

Quali sono le tue abitudini di scrittura? Hai dei riti, un posto preferito…
Scrivo nei 17 minuti di treno che mi separano dal posto di lavoro. Se ne ho la forza, raramente, scrivo anche la sera tardi. Al lavoro, invece, sono due anni ormai che sfrutto l’ora di pausa per occuparmi del marketing dei miei libri. 

La serie Deception si è conclusa con questo terzo episodio o prevedi una nuova avventura?
Ho inviato ai miei lettori proprio un sondaggio a tal proposito e mi hanno risposto in larga parte che vorrebbero la continuassi. Penso che in effetti, avendo a disposizione una certa varietà di personaggi, ci sia ancora qualcosa da dire riguardo alle loro singole storie. Vedremo. 

Nei tuoi romanzi il confine tra il buono e il cattivo è molto sottile: i buoni hanno un passato controverso, talvolta passano il confine e diventano i cattivi. e quest'ultimi, a volte mostrano un pizzico di umanità. Che ne pensi, è così anche nella realtà?
Assolutamente. Mi sforzo di renderli credibili, per quanto possibile, rispecchiando il mondo che ci circonda. Un mondo controverso dove il bianco e il nero sono stati aboliti. La vera natura umana non è mai netta nel suo agire, perciò è giusto tenerne conto. Nel nostro piccolo possiamo facilmente accorgercene: quanti di noi non hanno MAI detto anche solo una piccola bugia, magari anche a fin di bene? Eppure nessuno di noi si considera cattivo. Detto questo penso però che dovremmo sempre puntare a essere delle persone migliori.

Hai qualche progetto futuro?
A parte questa guida al book marketing, ho in mente un sequel per Fascination - L’insidia della Bellezza, poi uno spin-off di genere poliziesco, e infine un thriller (di cui ho già scritto una decina di capitoli) che mi riporti ai luoghi della mia infanzia… Oltre a questi ho mille altre idee, ma poco tempo per realizzarle. Mi sto preparando pian pianino al mio debutto a livello internazionale. Sia Conception che il suo spin-off Ignition sono già stati tradotti in inglese, ma voglio prendermi il mio tempo per pubblicarli al meglio. Incrociamo le dita!

Domanda irrinunciabile di CrunchEd... Il tuo rapporto con la musica.
La musica è parte integrante della mia vita, ecco perché cerco sempre di inserirne un pizzico anche nei miei romanzi. A casa ho una chitarra e una batteria elettrica, ma il tempo è quello che è, perciò ho dovuto relegarle in un angolo. Prima o poi le tirerò fuori di nuovo. Nel frattempo ho notato che invecchiando (vabbé che non ho nemmeno quarant’anni!) sto cambiando a poco a poco i miei gusti musicali. Anni fa potevo ascoltare tranquillamente progressive metal o perfino death metal melodico, ma oggi preferisco funk, jazz, bossanova e AOR. Curioso è il fatto che sia passato da sonorità pesanti e a volte cupe a un sound più positivo, ma lo stesso non si può dire dei miei romanzi… forse per coerenza dovrei buttarmi sulle commedie!

Ne approfitto per ringraziarvi di questa bella chiacchierata virtuale e ricordare, a chi non mi conosce, che può scaricare gratuitamente uno dei miei libri in formato ebook e audiolibro sul mio sito www.eugenepitch.com

 

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