Che sia anche la notte | Lisa Luzzi

Che sia anche la notte | Lisa Luzzi

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La lettura di questo romanzo è come uno spartito di Bach, mettiamoci anche qualche sonata del Kuhlau e senza esagerare, qualsiasi pezzo blues.
Chi si diletta a pasticciare con le dita su una tastiera, forse può capire.
Infatti, succede talvolta che durante lo studio di un pezzo, a un certo punto te ne freghi del proseguo della musica e insisti su alcune battute, perché il gioco che fanno le dita ti piace, ti trasmette benessere che poi si irradia sul braccio, al collo, nella testa. A volte finisci il ritornello e lo ripeti, due, tre, quattro volte.

Che sia anche la notte ho scoperto che si potrebbe leggere in ordine sparso, pescando un capitolo a caso. Molti di questi stanno in piedi da soli, potrebbero fare a meno della trama, ma come ogni buon libro che si rispetti, una trama c’è.

Alis, è studentessa di legge all’università di Trieste, una ragazza fragile, occhi verdi e capelli neri e lunghissimi. A Natale si regala un tatuaggio, una scritta lungo i fianchi. Ha tante amiche e per la depressione ha perso altrettanti chili: diciotto. Ha una relazione con Vì, un bel ragazzo, ricco, amante delle moto e della boxe, gli occhi piccoli e grigi, i capelli castani, le labbra piene e carnose, una cicatrice sulla fronte, "il corpo scolpito nella perfezione" ma soprattutto ha un difetto: è agli arresti domiciliari.

Per lungo tempo la loro relazione è fatta di parole, suoni, chiacchierate, assenza, perché loro non si sono mai conosciuti, è stato Vì a chiamarla al telefono, per sbaglio, o forse no. Poi si incontrano e la realtà diventa tangibile, forse deludente, come Alis temeva.

"Bisogna stare attenti a quello che si chiede. A volte veniamo esauditi, ma non sempre le cose vanno esattamente come si erano immaginate...perché è lì che si gioca la continuità della vita. In quel vaso vuoto".

È un romanzo a due voci, proprio come una sonata al pianoforte. Vì suona con la mano sinistra e non sempre è gradevole, anzi, verrebbe l’istinto di chiudere di botto il copri tastiera e tagliargli le falangi. Alis suona con la mano destra, alterna i forti ai piani, ha una propensione a suonare gli accordi piuttosto che le melodie. Infatti si trova bene con le numerose amiche, delle quali riesce sempre a coglierne la bellezza.

Quando le due mani si combinano la musica diventa silenzio.

Ci sarebbero molte frasi da riportare, sottolineare, evidenziare, perché Lisa Luzzi è anche poetessa, e come dice in una sua raccolta di poesie “Noi siamo attraverso la parola che ci esprime. Forse il compito ultimo dell’arte è ammutolire”.

Che sia anche la notte
Lisa Luzzi
Robin editore
Pagine 240

© Paolo Perlini

 

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