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Dylan Dog – Dampyr (crossover)

Dylan Dog – Dampyr (crossover)
Dylan Dog – Dampyr (crossover)

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Come può apparire un crossover tra personaggi (e relative testate) Bonelli a un lettore di comics americani, Marvel o Dc che siano?
Può apparire molto bello, piacevole, con la giusta dose di “zavorra storica” dei personaggi ma soprattutto… fresco.

Se fossi partito dicendo che non sono un grande lettore di fumetti Bonelli, sarebbe insorto subito il coro dei “allora perché ti esprimi” o dei “parla di quello che ti compete”… invece no, proprio perché non conosco in profondità i due universi di Dylan Dog e di Dampyr, potrei riuscire a vedere tutto con un’ottica distante, più fredda forse ma meno legata al sentimento che i due personaggi generano nei loro lettori di vecchia data (e non).

Oh, detto con poche parole: a me questo crossover è proprio piaciuto.
L’ho trovato semplice ma, allo stesso tempo, completo, divertente e molto bilanciato nelle due parti che lo compongono.

Ma facciamo un po’ di ordine, tanto il mio parere ve l’ho dato, non mi resta che parlarvi un po’ dei due fumetti che ho letto e di cosa sia questo benedetto crossover.
Un crossover, per farla molto semplice è una storia che si sviluppa su testate fumettistiche (nel nostro caso) diverse.
Se dovessi spiegare un crossover a mia madre direi che i “tortellini alla carbonara” sono un crossover.
Poi verrei ripudiato come figlio ma quello sarebbe un altro discorso…
Nel campo fumettistico e in particolare nei comics americani di mamma Marvel e DC, i crossover sono all’ordine delle stagioni (dei giorni no ma quasi) e vengono addirittura creati maxi-eventi che sviluppino una storia comune per poi slegarsi su decine di testate separate e di contorno.
Un casino.
Ma non è sempre stato così.
Poi sai com’è, una cosa tira l’altra, magari quel lettore di quella testata poi va a leggere anche quell’altra e finisce che compra anche quel fumetto e così si vende di più e via così in un loop quasi infinito che trasforma gli occhi degli editori in tanti simboli dei dollari.
Tirato il fiato?
Ok, riprendo.

Ora, con questo non voglio assolutamente dire che tutti i crossover nascono per esigenze prettamente lucrative, ci mancherebbe.
Ci sono tanti casi in cui una sana scazzottata tra i “buoni” è bella, divertente e piacevole.
Questo è proprio il caso della storia apparsa su Dylan Dog n.371 dal titolo “Arriva il Dampyr” e Dampyr n.209 dal titolo “L’indagatore dell’incubo”.

Primo esperimento di crossover tra personaggi Bonelli, vede in primo luogo Harlan Draka, il Dampyr protagonista dell’omonima serie, entrare nella vita e nel mondo londinese di Dylan Dog, indagatore dell’incubo.
E lo fa portandosi dietro un gruppo di vampiri guidati dal Maestro della Notte Lodbrok, uno dei nemici giurati di Dampyr e Lagertha, bellissima vichinga portatrice dello scudo, sottoposta di Lodbrok.
Proprio quest’ultima, dopo un salvataggio dal gruppo di Harlan, assolderà l’Indagatore dell’incubo per aiutarla a non fare uccidere il suo padrone e, contemporaneamente, mettendosi contro Dampyr e il suo gruppo.
Insomma, la classica scazzottata tra “buoni” dalla quale partono tutti i crossover che si rispettino.

La storia (scritta da Recchioni e Gualtieri per l’albo di DD e Boselli per quello di Dampyr) si svolge in due luoghi differenti, a Londra per tutto l’albo di Dylan Dog e nelle remote Isole Ebridi nell’albo di Dampyr. Una divisione che ho trovato azzeccata e ben rappresentata.
Due mondi quasi opposti ma legati proprio dai personaggi che portano avanti la storia.
Da una parte la modernità, il clima di terrore delle vie londinesi tanto care a Dylan, dalle quali potrebbe sbucare un mostro da un momento all’altro, una guerriglia urbana di quartiere un po’ alla Guerrieri della Notte dall’altra una terra quasi intangibile, legata a miti e leggende, a vichinghi e a folletti, in cui si respira un alone magico e antico come alcuni cicli di Hellblazer di Ennis.
Se da un lato questa divisione sembra così forte, la trama portata avanti fa da collante e non lascia nulla al caso, rendendo omogenea la lettura.
I disegni di Bigliardo e Brindisi rispecchiano molto bene le due ambientazioni e valorizzano il contesto. Seppur diversi, conservano uno stile che non li mette a bastonate l’un l’altro, anzi.
E come si presentano questi due fumetti?
Come se fossero quattro!
Anzi no, sono proprio quattro.



Ogni albo, infatti, è uscito (o uscirà) in una doppia veste.
Due copertine ad opera di Gigi Cavenago per il numero di Dylan Dog e altrettante per Dampyr, disegnate da Enea Riboldi.
Un crossover evidenziato ancora di più da queste meraviglie che, posizionate una vicina all’altra, formano due illustrazioni distinte e raffiguranti tutti i personaggi inseriti nella storia.

Dal basso della mia conoscenza Bonelli, ho trovato “l’esperimento” pienamente riuscito e chissà… magari ripetibile in qualche altra serie.
Ho sempre amato l’incastro narrativo tra personaggi di una stessa casa editrice, anche tramite un richiamo, un accenno. Cose che non sono direttamente collegate al senso di “crossover” ma che riescono a creare e allargare un universo proprio, immaginando che tutti i personaggi condividano lo stesso mondo.

Ok, detto tutto.
Godetevi la lettura.
Io vado a fare un crossover tra una pizza e un piatto di maccheroni al ragù.

Dylan Dog n.371: "Arriva il Dampyr" (in edicola dal 28 luglio)
Dampyr n.209: "L'indagatore dell'incubo" (in edicola dal 3 agosto)
Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Recchioni, Giulio Antonio Gualtieri, Mauro Boselli
Disegni: Daniele Bigliardo, Bruno Brindisi
Copertina: Gigi Cavenago, Enea Riboldi 

www.sergiobonelli.it

Sergio Bonelli Editore
Dylan Dog Sergio Bonelli Editore
Dampyr Sergio Bonelli Editore

© Alen Grana

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