Telluric di Matt Corby

Telluric di Matt Corby

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Non sempre i reality show a tema musicale sfornano pop star che non sono in grado di sostenere più di un singolo di breve successo.

Proprio questo è il caso di Matt Corby, australiano, classe 1990, che nel 2007 ha partecipato ad Australian Idol, classificandosi secondo e facendo innamorare schiere di ragazzine con la sua faccia d’angelo.

Quando le tue basi musicali spaziano da Jeff Buckley a Stevie Wonder, passando per Nina Simone, Nick Drake, Radiohead e Bob Dylan (per citarne alcuni), cantare delle canzoncine pop prive di significato sembra un vero e proprio schiaffo morale. Proprio per questo la parentesi “Idol” dura il tempo di un battito di ciglia: nel giro di pochi mesi Matt si chiude in casa a scrivere e suonare per lasciarsi alle spalle un mondo al quale non apparteneva e che lo stava soffocando artisticamente.

Dal 2009 al 2014 pubblica diversi EP di grande impatto, fa tour in tutto il mondo, partecipa a diversi Secret Garden Shows e preferisce esibirsi live che registrare in studio. È così che piano piano si trasforma da un ragazzotto australiano pieno di talento, in un artista che sboccia davanti agli occhi di tutti. Nel 2013 entra in classifica con il singolo “Resolution”, attirando l’attenzione di chi ha le orecchie pronte per il suo sound, e poi si chiude (finalmente) in studio a registrare: due anni dopo spunta dal nulla con la canzone “Monday”, anticipazione del suo primo album solista “Telluric”.

Prendete la musica soul, il rock psichedelico, dei bassi funky e l’immensa voce di Matt Corby che è finalmente pulita e libera, in grado di passare da note bassissime ad acuti inaspettati, prendete poi il bisogno di comunicare genuinamente di un ragazzo che ha fatto della musica la sua necessità più impellente, mischiate tutto insieme, lasciate riposare per 7 anni e avrete la ricetta perfetta per poter ascoltare un album da 11 brani che scorre via come se fosse acqua fresca, in un periodo in cui l’arsura musicale si fa sentire fin troppo.

Matt Corby riesce in pieno nel suo compito di abbracciare la raffinatezza dei suoi istinti e si sente  in maniera cristallina, fin dal primo play, che nel registrare questo album non solo si è divertito, ma ha proprio lasciato andare qualunque ristrettezza discografica e ha spaziato in tutti i suoi campi d’azione. “Telluric” è un capolavoro che nel 2016 lascia il segno, un album genuino e sincero, una sorta di dipinto musicale a più strati che si dipana pennellata dopo pennellata in ogni canzone.

Bonus:
i tre brani che sento di consigliare di sentire immediatamente e che mi hanno catturato subito per complessità di struttura e semplicità di ascolto, sono sicuramente
“Monday”,Knife Edge” e “Soothe Lady Wine”.

 ©Fiorella Vacirca

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