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J. Montgolfier, viaggiare per sognare. E viceversa.

J. Montgolfier, viaggiare per sognare. E viceversa.

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Ne ho già due ed entrambe sono femmine. Intendo dire le gatte. Non so se avrò la fortuna di ospitarne altre e i gatti maschi nella mia casa hanno sempre avuto vita breve, chissà perché. Tuttavia, se dovessi allevare un esemplare maschio di qualsiasi specie, avrei già il secondo nome per lui, un nome tondo e importante: Montgolfier. Dico che sarebbe il secondo perché il primo l’ho già scelto in passato (se siete curiosi di scoprirlo, potete trovarlo qui).
Per essere precisi, di gatti dovrei prenderne due e chiamarli con i nomi di battesimo dei due fratelli Montgolfier, gli inventori del pallone aerostatico ad aria calda. Erano dei bei soggetti, uno geniale e sognatore ma poco pragmatico, l’altro più concreto e portato per gli affari.

Ma il Montgolfier di cui voglio parlare io è un altro e sembra assomigliare di più al primo dei fratelli, quello più fantasioso: si chiama J.
In realtà il suo vero nome è Emanuele Enrico e ha creato due piccoli tesori, Il Quaderno dei Viaggi e Rêves, il quaderno dei sogni.
È difficile parlarne, si rischia di sbagliare le parole, bisognerebbe ascoltare lui di persona che ti racconta come sono nati, come li ha pensati, la cura che ci ha messo in ogni singola pagina.

Il primo è un quaderno blu (e sul colore blu e le sue cinquanta sfumature si potrebbe parlare a lungo).
È una Moleskine? No, molto di più. È  un quaderno ma anche un libro, è di carta ma possiede qualche astuzia “digitale”, frutto dell’ingegno del nostro Montgolfier, della grafica di Simona Sarotto e delle illustrazioni di Muriel Mesini.
Può essere suddiviso in tre sezioni. Quella del “viaggio” è la parte più consistente. Su queste pagine si può stilare il classico diario di bordo. Le altre due sezioni, “strumenti” e “intrattenimento” offrono consigli su ciò  che può servire durante un viaggio, tutto quello che “non si sa mai”  e che può sempre tornare utile.
Ogni volume è numerato, in calce alle pagine dell’introduzione ci sono le bandiere nautiche, c’è un ricco elenco di siti interessanti per chi ama viaggiare e altre originali idee che bisogna scoprire da soli, aprendo il quaderno. Che dire ad esempio dello spazio per apporre la propria impronta digitale? Pensateci, può essere utilissimo, vale più della carta d’identità. Oppure del distometro di carta? Lascio a voi scoprire di cosa si tratta.
La passione che l’autore ha impiegato in questo prodotto la si nota da molti dettagli che non elenco perché è bello scoprirli da soli, un po’ alla volta.
Ma ce n’è uno che balza subito agli occhi: il quaderno non viene acquistato o regalato così, nudo e crudo, impacchettato con carta da regalo o infilato in un sacchetto di plastica. Tutti i quaderni sono vestiti con un sacchetto di carta e chiusi con un sigillo di ceralacca blu.

Il secondo gioiello, Rêves, il quaderno dei sogni, è un piccolo libricino  con le pagine numerate usando la tecnica L.N.S.P (Localizzazione nascosta Su Pagine ). A cosa serve? A scriverci sopra i sogni, ovvio!
Quarantaquattro pagine sono dedicate a questo, mentre le altre sono tutte piccole magie da scoprire, posti speciali da visitare e differenti contributi, tra gli altri quello della pagina libellula che nell’ultima edizione, la 1921, è occupata dall'artista Sabrina Esquerra (Cantidipinti).
Ogni quaderno è stato esposto una notte intera alla luce delle stelle, la carta è di pura cellulosa ecologica prodotta nel rispetto dell'ambiente, mentre la rilegatura è in brossura cucita filo refe. L'edizione è dedicata ai sogni della Fondazione Uniti per Crescere Insieme Onlus.
Oltre a questo, ogni mese Emanuele Enrico invia tre quaderni dei sogni a tre indirizzi presi a caso in Italia, invitando gli sconosciuti destinatari a non smettere di sognare.

Un sognatore? Anche. Di sicuro Emanuele Enrico lo è ma di lui io ho avuto anche un’altra immagine.
Lo so, può far sorridere ma mentre alla fiera della Microeditoria di Chiari mi spiegava come aveva ideato e prodotto questi due piccoli tesori, mi sentivo come una Giovane Marmotta al cospetto del Gran Mogol e all’Infallibile Manuale.

Per scoprire dove trovare i quaderni di J. Montgolfier:
Il quaderno dei viaggi
Il quaderno dei sogni

© Paolo Perlini

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