Per la rubrica dei Morsi Quadrati, ospitiamo e intervistiamo
Ilaria Giannarelli
Ilaria ha illustrato per noi una citazione tratta da L'anima degli affari \ Charles Dickens \ Minimum Fax
«Ora che ho la mia carta, la penna, il calamaio e i vari gingilli posso finalmente concentrarmi - ho preso ad applicarmici ogni mattina - in modo assiduo sul libro di Natale. Ho sistemato i fogli e disposto le penne alla solita maniera. Hai ben presente - non è vero?»

Ciao Ilaria e benvenuta tra i morsi quadrati !
Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Recentemente nell’esplorazione del mio lavoro ho scoperto un legame molto forte con le emozioni che scaturiscono dai momenti più semplici della vita di tutti i giorni e questa citazione mi ha subito catturata proprio per la descrizione di uno di questi momenti; per Dickens era la quotidianità mettersi alla scrivania per scrivere ed é proprio questo atto semplice della sua routine, con tutti i suoi rituali, ad avermi ispirato e che penso meriti di essere condiviso e raccontato
Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Raccontaci la tua storia d'amore per il disegno.
La mia storia d’amore per il disegno é stata difficile e frastagliata. All’inizio é stato amore a prima vista, come capita sempre con l’arte. Durante il mio percorso però, nonostante fossimo sempre rimasti connessi, ci sono stati momenti in cui ci siamo allontanati, sono stata incerta su quello che volevo e ho provato molte strade, alcune molto lontane dal mondo dell’arte. Il mio cuore però continuava a riportarmi verso questo mondo e quando finalmente ho deciso di ascoltarlo veramente ho trovato l’illustrazione e ho capito che non l’avrei più lasciata.
Da quando iniziamo a poter tenere in mano matite fino a un oscuro momento di interruzione disegniamo tutti. Hai memoria di quando hai capito che non avresti smesso? Cosa ricordi del tuo modo di disegnare da bambino? Ne conservi qualcosa ancora oggi?
Mi ricordo che fin da piccola disegnavo molto e già da quei momenti avevo capito che avrei voluto diventare un artista, anche se non sapevo ancora bene di quale tipo. Non ricordo di preciso un momento in cui io abbia capito che non avrei piú abbandonato il disegno, più che altro é stata un’evoluzione, il disegno mi ha accompagnato sempre durante la mia vita, una cosa naturale che faceva parte di me, come mangiare o dormire, sarebbe stato strano per me se non ci fosse stato.
Il cibo è il nostro carburante psicofisico prediletto e muove anche le mani di chi crea. Anche l’ispirazione ha bisogno di essere nutrita, tu come la alimenti? Che forme d’arte saziano la tua fame visiva?
Forse la mia forma d’arte preferita é la pittura, anche se adoro l’arte in tutte le sue forme perchè a prescindere dall’aspetto estetico, chi la crea con quell’opera ci sta raccontando se stesso e il suo io più vero e sta comunicando le sue emozioni più profonde e questa é una cosa che mi affascina sempre molto.
C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
In un momento particolare della mia crescita come artista due artisti mi hanno ispirato e in qualche modo influenzato e mi ispirano tutt’ora: Fito Espinosa per il suo modo di indagare le proprie emozioni e renderle opere d’arte e Sarah van Dongen per il suo modo di sperimentare continuamente tecniche nuove.
Il disegno è una pratica sconfinata nei risultati ma anche la sua attuazione varia da persona a persona. Dall’altro lato della tavola, tu come disegni? Hai dei personali riti di avvicinamento al foglio? Hai delle condizioni indispensabili da esaurire? Per esempio prediligi la mattina o la notte fonda, il silenzio della solitudine o essere accompagnato da altri esseri viventi e non?
Quando disegno sono completamente assorta da quello che sto facendo. Quando penso all’idea ho bisogno di silenzio assoluto per concentrarmi, mentre quando inizio a colorare invece mi piace avere la musica di sottofondo o dei podcast che mi tengono compagnia (anche se spesso sono talmente presa da quello che faccio che mi perdo dei pezzi, lo ammetto). Riguardo al resto preferisco lavorare durante il giorno, e spesso mi preparo un bel the che mi aiuta a scaldarmi e svegliarmi un pochino, soprattutto dopo pranzo.
Continuando a esplorare i luoghi invisibili che portano alla creazione artistica, come hai raggiunto la tua attuale espressione visiva? Hai tentato di inseguire un obiettivo stilistico prefissato o hai sperimentato a briglia sciolta?
Quando ho scoperto l’illustrazione per la prima volta si, ho tentato di inseguire un obbiettivo stilistico preciso, che era quello dell’illustrazione per l’infanzia, ma questo non mi ha portato a riuscire ad esprimermi come avrei voluto e ho dovuto fare un inversione di rotta e ricominciare a sperimentare di nuovo e questo mi ha permesso di riconoscermi di nuovo nelle mie opere. Non penso che lascerò questa strada continuerò a sperimentare e provare in ogni nuova illustrazione.
Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
La musica ha una parte importante durante il mio processo creativo, ascolto sempre qualcosa mentre disegno, e certe canzoni ispirano anche alcuni dei miei disegni.
Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: hai progetti per il futuro? E se si, ti va di darcene un'anteprima?
Uno dei progetti a cui tengo particolarmente é pubblicare un albo illustrato. Ho un libro nel cassetto, una storia che mi rappresenta e che vorrei condividere.
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