Volevo Fare Bene | Racconta la Musica | Mara Munerati

Volevo Fare Bene | Racconta la Musica | Mara Munerati

Vi capita mai di promettere qualcosa a qualcuno sapendo già che non riuscirete ad essere di parola? Di annuire con la testa, sorridere con gli occhi e dire “Sì, te lo prometto”, consapevole già di aver tradito, in partenza, la persona con la quale state stringendo quel patto? Di mentire a un’amica, per esempio. Di prendere quella sua esile mano così carica di aspettative e conficcare la più subdola delle menzogne nei suoi occhi pieni di speranza. Basta così poco per fare una promessa: un cenno del capo, un timido sorriso. E basta pochissimo per mandare tutto quanto a puttane. Più o meno lo stesso tempo di quel cenno del capo o di quel timido sorriso. Che di timido poi, non ha proprio niente.
Comunque, sei mesi fa, ho fatto una promessa, e oggi l’ho buttata nel cesso. Sapevo che non sarei mai stata in grado di mantenerla, eppure ho finto di poterci riuscire. Ricordo di aver pensato “che diavolo, certo che ce la faccio!”, un po’ per incoraggiarmi e un po’ perché forse ci credevo davvero in quello che stavo dicendo. Ma quest’ultima frase, non mi sento di ripeterla due volte. Magari pensavo solo di poterla fregare, la mia amica intendo. Di convincerla a stare tranquilla, che non l’avrei delusa.
Lo so che l’unica a restare veramente fregata sono io che sono una bugiarda, ma bastasse questo per convincere tutte le persone del mondo a mantenere le promesse, non saremmo qui a parlarne cercando di capire invece perché continuino a fare tutto il contrario. Perché le persone non mantengono le promesse? Perché le persone mentono? Io ho mentito perché la mia amica mi ha chiesto troppo. So che in amicizia non dovrebbe esistere il poco o il molto: che non c’è una vera misura delle cose che si chiedono alla persona con cui si condividono segreti, gioie e dolori. Esistono i compromessi, come per le relazioni amorose, ed esiste l’accettazione dell’altro. Ma l’affetto non è mai troppo, così come le attenzioni. Uno dovrebbe sentirsi importante a ricevere tante attenzioni da un’amica. Di sapere che qualcuno si preoccupa di come stai o di che cosa ti stia andando storto nella vita. Uno dovrebbe essere felice di questo. No? Anche io dovrei esserlo. Ma io non so mantenere le promesse e, forse, non so nemmeno che cosa sia la vera amicizia. Io so solo che volevo fare bene. Ma solo perché me lo aveva chiesto lei. Piangendo. Mentre all’ospedale, il medico di turno, mi faceva l’elenco di tutta la merda che mi avevano trovato nel sangue.

Volevamo tutti fare bene.
Ma il bene non è per tutti.

© Mara Munerati

Racconto 06 | Contest Racconta la Musica 012017 | Volevo Fare Bene 

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