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Disturbi | Racconti Indigeribili

Disturbi | Racconti Indigeribili

 

© illustrazione di Marco Cirulli | Racconto di Simone Bachechi

 

 

-“Ciao tesoro, come è andata oggi?”-

-“Bene, nessun problema…davvero”-

-“Bacio su amore tuo… i bambini dove sono?”-

-“Quali bambini?”-

-“Ohh ha sempre voglia di scherzare questa, ma vaaa. Ascolta, domani devo andare da quella rompiballe della Suderi, per la faccenda della surroga, chissà ci dovrebbe essere anche mia sorella, speriamo di risolvere una volta per tutte… come non avesse avuto già abbastanza, te che fai domani?

-“Mi  sa che me vado in uno di quei posti geograficamente instabili, sai dove ci sei quasi ma non ancora, sei quasi arrivato ma manca poco, in una terra di confine fra due orizzonti di terra o mare dove i fatui contorni ti vorrebbero far essere già di là per contrastare virilmente il dove sei stato e fartene beffe. Che ne dici ti va bene?”-

-“Mah chissà cos’hai oggi? I bambini?”-

-“Ufff che zuppa!!!”-

-“Tesoro? Cosa mangiamo stasera?”-

-“Decidi tu o magari ostriche e champagne, ce li possiamo permettere no con tutto quello che guadagni”-

-“Mi andrebbero le cotolette, ai bambini cosa andrebbe, glielo hai chiesto? dai, dimmi dove sono quei due?”-

-“Mahhh, prova a controllare nel frigo o nel forno, vedi tu…”-

-“Dai!!! sono andati in palestra? Li hai fatti prendere te da mamma?”-

-“Guarda che la birra è in congelatore, il frigo non scende sotto i 12 gradi, mi sa che è meglio  se lo fai vedere, ci sta crescendo il muschio dentro, alberi tropicali.”-

-“Ok amore, ma dimmi sei andata a ritirare le foto, e in lavanderia? Ehi fra tre giorni si parte eh...”-

-“No ho avuto tempo”-

-“In che senso?”-

-“Ma che sei tornato sciroccato o cosa? Non ho avuto tempo non ha bisogno di spiegazione nooo? tutte queste giornate piene, la casa, lavare, stirare i bambini”-

-“Ok ok, scusa, bambini venite… mamma sta preparando la cena…eh lo sai quel coglione del Fabbri cosa ha detto in ufficio?”-

-“No dimmi-“

-“Che per lui la storia del canale è una speculazione, che così lo studio mette in campo dei capitali per abbattere l’IRPEF ma che non gliene frega niente a nessuno degli azionisti, tantomeno trangugiare e sforare, addio fatturati e per loro chissenefrega, capito? …Il Fabbri!!!”-

-“E allora?-“

-“E allora è sempre il solito passivo, recitativo, accusatorio, mi chiedo perché non si trova un altro lavoro”-

-“Può darsi?”-

-“Può darsi cosa?”-

-“No niente”-

-“Sei strana oggi, dai dimmi dove hai messo i bambini”-

-“Di quali bambini stai parlando?”-

-“I nostri due bambini su, adesso comincia a stancarmi questo gioco, ok vado a fare la doccia, falli venire e basta”-

-“Ma che dici, dai che sei contento abbiamo tutta la serata per noi… non è questo quello che volevi”-

-“Questa è una cosa a parte”-

-“Come quella volta che mi hai picchiato perché non volevo scendere dal lampadario, come se non lo sapessi che sono fatta così”-

-“Mahhh. Dove li hai messi…cosa gli hai fatto?”-

-“Dai che ti fa piacere, adesso mi hai tutta per te, non è questo quello che volevi amore no? Prendo un Prosecco ok?”-

-“Ha chiamato mia mamma?-“

-“Non l’ho sentita”-

-“Ok dai allora vado a fare una doccia, chiama i bambini”-

-“Quali bambini ti ho dettoooo?”-

-“Dai su… eh, è l’amaro destino che ci ha portato a questo punto”-

-“Cosa intendi dire?-“

-“Mi capisci”-

-“Ehi ragazza, dimmi dove sono i bambini”-

-“Quando mi chiami ragazza è perché vuoi che ti faccia qualcosa, cosa vuoi che ti faccia? che ti spogli io lentamente?, mettiti sul divano dai”-

-“Uffff, sono stanco avrei bisogno solo un po’ di rilassarmi, dopo una giornata di lavoro…”-

-“Ma guardati, ti sei tutto imbolsito, altro che birre, hai il punto vita alle ginocchia,  quanto tempo è  che non ti fai un bel bagno, guarda che ti vengono le piattole, penso che fra le cosce e il bacino ti cresca la Nuttalliella Namaqua se non fai qualcosa, presto ti studieranno”-

-“Invece di star lì a spalare merda su di me visto che sei stata tutto il giorno in casa, perché  non prepari qualcosa da mangiare, sembri un Picasso, guardati hai il naso fuori asse!!!”-

-“Ok calmiamoci”-

-“Domani devo portare la macchina dal meccanico, tagliando e cinghia mi ci vorranno 600 carte”-

-“Vengo anch’ io?”-

-“In che senso? chiama i bambini”-

-“Bambiniiiii?????”-

-“Dove sono?”-

-“Non lo so, questo non lo so…-“

-“Dai che dobbiamo giocare a Travian, mi dici dove sono? Gli ho trovato l’applicazione che possono giocare in multilivello anche a punti ovunque si trovano, mi dici dove sono?”-

-“Non lo so ok?-“

-“Certo che quando non ci sei ti cerco, se non ti ho posso fare a meno di te, fragolina mia?”-

-“Dimmi, sei bevuto, fumato o che cosa?”- 

-“Tu piuttosto. Dove sono i bambini? Dove li hai messi ti ho chiesto?”- 

-“Non so cosa gli ho fatto, questa è la verità”-

-“La verità è che non me la dici giusta, perché è aperta la porta della cantina? Non è che sono andati di sotto a giocare, lo sai che non voglio”-

-“Prova a vedere te, io sono stanca”-

-“Ma cos'è tutto quel casino… c’è del sangue sulle scale, cosa hai fattooooo???”-

-“Non ricordo!!! Come quella volta che sono andata a dormire sul tiglio, te lo ricordi? Tre notti e due giorni, un’esperienza”-

-“Oddiooo!!! ” -

-“Insomma tu cosa hai da dire? ragioni e sragioni, parli a battute, a strappi, per simbiosi, senza un filo, la verità… è  che tutti questi episodi… è che non sai tener su una storia, ecco cos’è”-

-“Ma se sono dodici  anni che mando avanti questa storia!!! ” -

-“Mandi avanti??? come se fosse tutta colpa mia, vergognati, guarda solo il terrazzo, tutto questo verde, sì di gerani, edere e rampicanti, peccato che sia tutto finto, e il tronchetto della felicità? quello sul pianerottolo? finto anche lui naturalmente”-

-“Non alzare la voce con me e dimmi dove sono i bambini visto che non so tener su una storia”-

-“Sei sempre stato molto centrato su te stesso, non so come dirtelo come quella volta che mi hai portato a vedere quel film cecoslovacco senza mai domandarti nemmeno se mi potesse piacere il cinema cecoslovacco. 

-“Non sono felice di quello che dici”-

-“Figurati io, come se fosse  possibile raccontare dello schifo interiore, gli organi fanno senso se li vedi eppure sono lì dentro il nostro corpo e non ci pensiamo, ricoperti da centimetri cubi di epidermide, pellicola stagna, non potremmo nemmeno mangiare, respirare, toccarci”-

-“Vabbene calmiamoci…allora lo sai che oggi…”-

-“Domandami ancora dei bambini daiii!! Perche non lo fai???”-

-“Sì, sì vabbene ma guarda che ne ho dato conto e ho dovuto far di necessità virtù, devo mettermi qui a rivangare ancora la storia della nostra vita insieme? Tu in clinica, ventun giorni di assenza, senza famiglia voglio dire, trattenuta via dal mondo solo perché non ci stavi più dentro? E poi c’erano i bambini, già… non vivevamo per noi stessi, te lo ricordi?”-

-“Ah beh certo è stato facile per te, prendi giù sti pasticconi e non rompere i coglioni per tre settimane… al resto ci penso io e che cosa solo perché… come se non lo avessi mai fatto, sì… sì vabbene mi ero messa a dormire sull’albero in giardino e alloraaaa? Non ti sei mai domandato che forse non mi andava di dormire insieme a teee?”-

-“Ma perché dici questo?”- 

-“Penso che questo sia solo il frutto della tua malattia mentale, ecco cosa penso… un matrimonio nel quale mi sono trascinata mio malgrado, una gabbia che ti stringe a poco a poco e che ti rinchiude senza che te ne accorga, quando vorresti fuggire ormai è troppo tardi, come un’aragosta nel pentolone”- 

-“E poi? C’è altro?”-

-“Hai un grande karma negativo tu.”-

-“Cosa significa sta’ faccenda del karma negativo?”-

-“Secondo me è così, lo trasponi, lo trascendi in tutto, altrimenti non ti ammaleresti così continuamente come fai. Due settimane fa la bronchite, ora ti si è gonfiata la tiroide e i dolori alle ossa? Tutte io le devo sentire, e pensi pure che sia facile e mi tratti da egoista perché non sopporto vederti star male, ma non sei te che trattandomi da egoista dimostri di esserlo? E forse pensi anche che sia facile per me, anzi non ci pensi proprio anche al fatto che non posso uscire, fuggire, niente…”-

-“Ma nooo, io il mio karma lo tengo, lo appallottolo, lo allungo, lo stiro, lo gestisco a mia immagine e somiglianza, lo ho sempre saputo gestire”-

-“la tua malattia è dovuta al karma fidati e a tutto quel negativo che ci hai addosso altrimenti non ti ammalavi nemmeno oggi”-

-“Va bene dai, avrai ragione, sarà tutta colpa del karma, eliminato il karma risolto il problema?”-

-“Non si elimina il karma, non se non fai qualcosa cara!!!”-

-“E cosa dovrei fare???”-

-“Non urlare”-

-“E te chiama i bambini, ti prego??? Cosa gli hai fatto???”-

-“Non si trovano… non si trovano”-

-“Ti prego... basta dimmi dove sono”-

-“Dove volevi che scappassi, in fondo sei sempre stato un buon e più che ottimo partito, tu e la tua famiglia naturalmente ed è per questo magari che ho sopportato, non te lo sei mai domandato?”-

-“...i bambini!!!”-_

-“Ok chiama tua mamma vai bel bambino che è meglio”-

-“Che stai dicendo?”-

-“Chiama tua mamma al telefono… ti aspetta”-

-“Ah ahhh…ok ok…mamma sì mamma, quando devo venire?”-

-“Comportati bene e fai il bravo bambino, ti ho detto che devi obbedire e mettiti in ginocchio, su… se fai il bravo ti dò la caramella, per stasera basta, dai tregua a quella donna”-

-“Va bene mamma scusa non lo faccio più”-

-“Tu non hai bambini, non puoi averne, te ne sei dimenticato? Sei pazzo ed io sono la tua mamma e tu sei il mio bambino, solo tu, sempre, non te lo dimenticare mai”-

-“Sì’…mamma… scusa arrivo subito”-

-“Muoviti ho già pronta la frusta!!!”-

……………………………………………………………………………………
……………………………………..- “ma perché poi? cosa ho dovuto fare in tutti questi anni  a seguire un bambino che giocava a fare l’uomo e io ancora quanto dovrò sopportare tutto questo e soprattutto chi me lo farà fare?”-

 


Scritto da Simone Bachechi
Illustrato da Marco Cirulli 


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