Il Libro Naturale di Gordianus Lardovellus | Angelo Calvisi

Il Libro Naturale di Gordianus Lardovellus | Angelo Calvisi

Con Il Libro Naturale di Gordianus Lardovellus, Angelo Calvisi ci ricorda quanto sia affascinante perdersi nel disordine della natura e, in fondo, anche in quello dell'essere umano.

Recensione di Paolo Perlini

Avevamo scoperto Angelo Calvisi quasi un decennio fa, agli albori di CrunchEd, recensendo il malinconico Adieu Mon Coeur. In seguito ci siamo immersi nelle atmosfere surreali e distopiche di Genesi 3.0 dove avevamo già trovato un forte interesse per il mondo naturale e per le proprietà, reali o immaginarie, di alcune piante.

Con Il Libro Naturale di Gordianus Lardovellus questa ricerca prende una nuova forma. Calvisi immagina di essere il semplice curatore di un manoscritto del 1403 scritto dal monaco renano Gordianus Lardovellus. Naturalmente quel manoscritto non è mai esistito, ma il gioco è così ben costruito che dopo poche pagine ci si dimentica quasi dell'autore e ci si lascia trasportare dalla voce di questo improbabile studioso medievale.

Definire questo libro non è semplice. Non è un romanzo nel senso classico del termine, ma nemmeno un saggio. È un po' un erbario, un po' un bestiario, un po' una raccolta di riflessioni filosofiche. Attraverso una serie di brevi capitoli, Calvisi usa il mondo naturale come punto di partenza per parlare di temi molto attuali come il corpo, il desiderio, il caso, la memoria e la morte.
La struttura segue un percorso ben preciso. Si parte dal regno minerale: «Chi crede che le pietre siano mute, sbaglia come chi crede che la luna sia cieca: entrambe, invece, hanno orecchie larghissime e parlano per risonanza».
Si passa a quello vegetale: erbe, piante, alberi, le cui “radici si intrecciano come linee della mano di un dio insonne, e la geografia autentica non è quella delle mappe politiche, ma quella segreta dei retaggi clandestini».

Poi agli animali e infine all'uomo, quasi come in un'antica enciclopedia della natura. Non aspettatevi descrizioni scientifiche. Le rocce custodiscono ricordi, le piante possono curare o ingannare, gli animali diventano metafore dell'esistenza e l'essere umano, ultimo protagonista del viaggio, è forse la creatura più fragile e contraddittoria di tutte. Ogni sezione aggiunge un tassello a un mosaico che, pagina dopo pagina, parla molto più di noi che della natura.
Verso la fine della quarta parte, il regno animale, Gordianus si congeda dicendo che il serraglio sarebbe troppo vasto e quindi non parlerà della «capra epilettica che prevede i terremoti, il maiale bilingue, il cammello triste, la lontra vendicativa, il rospo delle scadenze».

La cosa più riuscita è che tutto questo non diventa mai pesante. Anzi. Calvisi alterna idee profonde a un umorismo irresistibile, gioca con il latino maccheronico, inventa parole, immagini e false etimologie con grande naturalezza e riesce spesso a strappare un sorriso anche quando affronta argomenti tutt'altro che leggeri.
Pagina dopo pagina ci si accorge che Il Libro Naturale parla sì della natura, ma soprattutto delle nostre paure, delle nostre ossessioni e del continuo tentativo di dare un ordine a un mondo che, forse, un ordine non ce l'ha. È un libro che mette in discussione le classificazioni troppo rigide e preferisce muoversi nelle zone di confine, dove il vivente si confonde con il minerale, il sacro con il mostruoso, la cura con la violenza. È uno di quei libri che, dopo una prima e completa lettura, chiedono di essere riletti e riscoperti nel tempo.

A tutto questo si aggiunge il piacere dell'oggetto libro. L'edizione di Exòrma è elegante e molto curata, e Il Libro Naturale di Gordianus Lardovellus è uno di quei volumi che viene voglia di lasciare in bella vista. Sta bene sul tavolino del salotto accanto a un grande libro di fotografia, a un volume di architettura o a un atlante illustrato, quelli che ogni tanto si prendono in mano solo per il piacere di sfogliarli. Anche questo invita a fare la stessa cosa: aprirlo in un punto qualsiasi e lasciarsi sorprendere da un'immagine o una riflessione. Piacerà a chi ama i libri che sfuggono alle definizioni, che mescolano immaginazione, ironia e filosofia senza prendersi troppo sul serio.

«Allora pensavo che il cuore della saggezza risiedesse nel lasciar scorrere, così come si lascia scorrere una pietra liscia in tasca: senza usarla mai, ma sapendo che c’è».


Titolo: Il Libro Naturale di Gordianus Lardovellus
Autore: Angelo Calvisi
Casa editrice: Exòrma edizioni
Pagine: 152
Pubblicazione: 11 luglio 2026

Compra sul sito dell'editore  


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