Un Giano bifronte in copertina, un uomo bifronte nella storia
Recensione di Paolo Perlini
Già la copertina parla. L'illustrazione di Scorza, di Daniele Dionisi edito da Perrone mostra un Giano bifronte: un uomo dalla folta capigliatura rossa diviso in due profili che si guardano da lati opposti, uniti da un collo che sfuma dal rosso al bordeaux scuro, quasi una ferita aperta tra le due facce. È lui, Fausto Scorza, e fin dalle prime pagine ne conosciamo la versione più presentabile: un uomo che ha superato la mezza età, amministratore delegato di una storica agenzia pubblicitaria milanese, un rapporto ancora solido con il figlio Alessio, e un contratto di sopravvivenza con la moglie Tania, molto più giovane di lui e cresciuta professionalmente proprio imparando il mestiere da lui.
C'è poi una terza dualità, forse la più sottile, che è anche l'origine di tutte le altre: Fausto Scorza viene dalla provincia, da Narni, e si è fatto strada nella Milano da bere. Anche in questo resta bifronte: sotto il completo e la lingua tagliente da AD milanese sopravvive una ruvidezza quasi contadina, un'origine che non si lascia del tutto addomesticare dall'eleganza borghese che ha indossato per arrivare dove è arrivato. È un uomo che ha imparato a parlare il linguaggio di un mondo che non era il suo, e forse proprio per questo, quando quel mondo comincia a respingerlo, non ha davvero un altrove a cui tornare.
Pagina dopo pagina, questo Fausto che fatica a firmare le lettere di licenziamento richieste dall'alto si trasforma, lentamente, nell'altra faccia della maschera.
Chi ha lavorato anche solo per qualche tempo in un'agenzia pubblicitaria, di comunicazione, o in una qualunque azienda grafica, in queste dinamiche ci si riconosce: le ha viste, le ha vissute. I senior che costano ma portano contatti e pazienza se l'entusiasmo non è più quello di un tempo; i giovani inesperti, economici, facili da licenziare ma rischiosi da perdere perché sono la linfa nuova. E tutto quello che ci gira intorno, i «sottoscalisti sempre pronti a lucidare le ossa delle carogne lasciate marcire dai predatori più forti», le piccole agenzie che fanno da stampella ai grandi gruppi in crisi.
«Dove vanno a morire dopo i quaranta le persone che lavorano in comunicazione?» Che ci fanno ancora lì, se ormai «anche la forma è sostanza nel nostro mondo»?
Già, dove vanno a morire? Si arriva quasi a mormorare: "Fausto, ti capisco", e proprio in quel momento Dionisi gioca il suo colpo più scomodo: il libro non ti permette di restarci comodo dentro. Perché Scorza non è (solo) un romanzo sul mondo della pubblicità, è il ritratto di un uomo che ha fondato la propria identità sul controllo del lavoro, del denaro, delle persone, del tempo e che si accorge, troppo tardi, che il controllo, quando comincia a sfuggire, non si trasforma in resa ma in ossessione. La caduta professionale e quella personale procedono di pari passo: il rapporto con Tania, da alleanza amorosa e professionale, degenera in una guerra di logoramento fatta di colpi bassi e tradimenti, perché, come dice l'autore stesso, contro l'età non si può fare molto, ma gli esseri umani hanno sempre avuto un talento speciale nel fare del male a chi amano.
A Fausto Scorza, uomo non alto ma vasto, con due spalle dritte come architravi, non resta che dissociarsi «dalla rincorsa all'ultima tendenza e dal vostro stupido culto della giovinezza, che vi porta alla costante ricerca di fresh talents, new hiring, groundbreaking ideas». Un mondo, quello della comunicazione, in cui si mente con tanta sincerità, anche al funerale di uno storico e fidato cliente.
Dionisi scrive con una lingua tagliente, capace di restituire il cinismo e i tic linguistici di un settore che si autocelebra anche mentre affonda, senza però scivolare nella facile macchietta. Fausto Scorza non è un mostro da condannare, ma qualcuno che riconosciamo, in parte, anche in noi stessi. Lo stesso Dionisi, del resto, lo sconsiglia come persona pur consigliando il libro.
Fausto Scorza, non sei una brava persona, il tuo autore sconsiglia di starti a fianco ma io non sono del tutto d’accordo con lui. Sinceramente, mi fa paura la tua ex, anzi, tutte le tue ex. Mi fiderei solo di Claudio, il tuo contabile. Sì, anche a costo di finire male, ti darei fiducia.

Titolo: Scorza
Autore: Daniele Dionisi
Casa editrice: Perrone editore
Pagine: 272
Pubblicazione: giugno 2026
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