Nomi di altre vite | Francesco Maltarello

Nomi di altre vite | Francesco Maltarello

Un giallo familiare fuori dagli schemi, con un protagonista del tutto originale
Recensione di Paolo Perlini

Vittorio Ciccaroli, detto Cicca, ha cinquant'anni, vive a Roma, gira scalzo, non guida, ha lasciato il lavoro per prendersi cura della nonna centenaria. Parla citando canzoni. Il suo mondo è ridotto a cucina, spesa e un'ora d'aria al giorno. È un personaggio improbabile per un protagonista, eppure è proprio lui il cuore pulsante di Nomi di altre vite, il romanzo di Francesco Maltarello che mescola giallo, road trip e storia familiare con un tono tutt'altro che convenzionale.

Quanto alle scarpe, Cicca ha la sua spiegazione: «No, vede… è che non sopporto le scarpe, mi viene naturale, credo sia perché sono nato nello stesso momento in cui Abebe Bikila vinceva la maratona olimpica di Roma correndo a piedi nudi…» 

Una battuta che dice tutto sul personaggio: bizzarro, autoironico, capace di trovare una mitologia personale anche nei propri difetti.

Tutto si mette in moto quando nonna Armida annuncia di voler tornare in Romagna, nel paese da cui nel 1884 era partito suo padre, e dove nessuno della famiglia ha mai più rimesso piede. Cicca vorrebbe resistere, ma non riesce a dire no all'unica persona che per lui è stata madre, padre e casa insieme, da quando aveva tre anni. Si organizza un viaggio di gruppo: oltre ai due, partono Ambrogio Pesetti, detto Gino, anziano vicino di condominio che ha stretto amicizia con Armida e dà spesso il cambio a Cicca, e Marta Alberti, dottoressa, la cui presenza basta a rimettere in circolo in Cicca sentimenti che pensava ormai fuori produzione.

Da qui in poi, Maltarello imbastisce un gioco sottile. Cicca si accorge di essere l'unico a non sapere il vero motivo del viaggio: nonna Armida tace, Gino e Marta sembrano custodire qualcosa. Così inizia a spiare, a origliare, a raccogliere indizi, diventando suo malgrado investigatore di una storia che lo riguarda più di quanto immagini. La nebbia padana che li avvolge durante il tragitto è, naturalmente, anche metafora: il mistero si infittisce chilometro dopo chilometro, fino a condurre Cicca, e il lettore, verso una verità che nessuno dei due si aspettava del tutto. E alla fine, Cicca dovrà anche fare la conoscenza del maresciallo Adelmo Piazza.

Il romanzo si distingue per un doppio livello di lettura. La trama scorre con leggerezza e ironia, ma chi legge con attenzione può anche divertirsi a rintracciare le citazioni musicali e cinematografiche disseminate nei dialoghi di Cicca, la cui soluzione è rivelata nelle pagine finali. Anche i titoli dei capitoli, scanditi come chilometri di un percorso (Km. 1, Km. 2...), contribuiscono a costruire un senso di viaggio fisico e interiore che attraversa tutto il libro.

Nomi di altre vite è una lettura piacevole e originale, un giallo familiare in cui l'investigazione non riguarda un crimine esterno ma i segreti di sangue e di silenzi che ogni famiglia porta con sé. Maltarello ha il merito di costruire un protagonista sgangherato e autentico, capace di muoversi, a piedi scalzi, tra malinconia e ironia con passo sorprendentemente sicuro.


Titolo: Nomi di altre vite
Autore: Francesco Maltarello
Casa editrice: Damster edizioni
Pagine: 218
Pubblicazione: maggio 2026

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