Capire che cosa accade ai corpi e alle vite quando il rapporto con il mondo passa sempre più attraverso forme di contenimento
Recensione di Chiara Bianchi
C’è qualcosa di contratto in Fast Forward, raccolta d’esordio di Emanuele Muscolino pubblicata da Racconti Edizioni, che non riguarda solo i personaggi ma la forma stessa dei racconti. Tutto, qui, sembra sottoposto a una forza di compressione: spazi, corpi, pensieri, perfino il passo della scrittura. È da questa compattezza che la raccolta ricava la propria forza più evidente.
Muscolino scrive dentro un presente immediatamente riconoscibile, ma senza indulgere alla tentazione più prevedibile di limitarsi a registrarne i segni esterni. Nei suoi racconti, il lavoro, la tecnica, i dispositivi e le procedure non restano sullo sfondo come semplici indicatori d’epoca; entrano piuttosto nel modo in cui i personaggi percepiscono il mondo, lo abitano e vi si difendono. Il contemporaneo, qui, non è un repertorio da nominare, ma una pressione che modella dall’interno lo sguardo e i comportamenti.
È un tratto che emerge con particolare evidenza nel racconto Fabrizio nel buco, uno dei più riusciti della raccolta. La vicenda del protagonista, che restringe progressivamente il proprio spazio fino a inseguire una forma estrema di contenimento, non vale solo come trovata narrativa o come allegoria del disagio. Funziona perché Muscolino lascia che l’ossessione si incarni nei gesti, negli adattamenti e nelle scelte minime, sempre più radicali. La scrittura non si affretta a spiegare, ma osserva da vicino e lascia che sia la logica stessa del personaggio a produrne la deriva.
In questo senso Fast Forward ha una sua coerenza. I racconti sembrano rispondere a una medesima urgenza: capire che cosa accade ai corpi e alle vite quando il rapporto con il mondo passa sempre più attraverso forme di contenimento. Anche quando cambia scenario, il nucleo resta riconoscibile. In Misha e il falco, per esempio, il contesto della guerra sposta la stessa tensione su un altro piano. Anche un soggetto viene preso dentro una macchina di percezione e decisione, fino a pensarsi quasi solo al suo interno.
Nella lettura complessiva, le storie sono pensate e spesso trovano immagini forti. Molti testi sembrano però mossi da un identico impulso compositivo e tendono a svilupparsi secondo una pressione molto simile. Alla lunga, questa costanza rischia di attenuare le differenze di ritmo e di temperatura tra un racconto e l’altro. È una riserva che nasce, paradossalmente, da un pregio. Muscolino governa il proprio materiale e quasi mai lo lascia andare. Si sente una mano vigile, che organizza, stringe, calibra. Proprio per questo, la raccolta dà a tratti l’impressione di respirare sempre allo stesso modo.
Resta, però, dentro questa sorveglianza, una qualità che rende Fast Forward un esordio notevole. Muscolino non usa il disagio contemporaneo come posa, né lo riduce a diagnosi. Prova invece a trasformarlo in forma narrativa, a dargli consistenza, a mostrarne gli effetti sui corpi, sul desiderio, sulle relazioni, sul modo stesso di abitare uno spazio. Quando controllo e visione coincidono, la raccolta trova una sua esattezza, quella di una scrittura che sa stringere la vita fino a renderne percepibili il battito, l’attrito e la fatica.
Titolo: Fast Forward
Autore: Emanuele Muscolino
Casa editrice: Racconti
Pagine: 224
Pubblicazione: 14 aprile 2026
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