Le balene | Marco Marrucci

Le balene | Marco Marrucci

Con tono indulgente e catastrofico, un romanzo breve che parla di ciò che resta quando tutto si sfalda e il mondo perde consistenza: l’acqua e i suoi legami.
Ce ne parla Maria Teresa Renzi-Sepe

Quello di Marco Marrucci è il primo volume della collana Gregor, edita da Racconti Edizioni. Dedicata alla forma breve oltre la short story, la collana esordisce con Le balene, un romanzo breve dal sapore raccontistico che dipinge un’immagine ancora sfumata della direzione che la collana vuole prendere.

Il protagonista è Giona – un nome che rimanda in modo evidente alla tradizione biblica. Ma il Giona di Marrucci non è un profeta: è un ristoratore di provincia, immerso in un luogo mai nominato e che per questo assume i contorni di uno spazio sospeso e universale.  Nel mondo di Giona la catastrofe impregna ogni cosa, i luoghi, le strade e i rapporti umani. Qualcosa di terribile (piú di qualcosa) è accaduto. Piove senza tregua da mesi e il mondo sta per essere sommerso. Sullo sfondo, l’opprimente responsabilità del cambiamento climatico e con essa quella di tutto ciò che abbiamo scelto di ignorare.

I personaggi reagiscono come possono a questo scenario estremo: c’è chi si aggrappa agli oggetti, chi alla sopravvivenza, chi agli altri. Nulla, invece, lega Giona al presente: è un uomo già svuotato, quasi morto. La narrazione ci accompagna dentro il suo sguardo che perde progressivamente contatto con ciò che lo circonda, immerso in un mondo ovattato, dove la pioggia crea un inquietante rumore di fondo. Mentre gli amici cercano di scuoterlo o di salvarlo, sarà proprio lui a restare ostinatamente attaccato alla vita, compiendo gesti difficili da digerire seppur facili da comprendere. 

La ragione dello sciopero di Giorna da tutto ció che gira intorno agli scampoli della sua vita risiede nel trauma. Sono le sue “balene” a custodirne il segreto. 

Marrucci lavora sulla lingua: strizza l’occhio ai modelli classici della short story, gioca con il gergo marinaro, ma è anche apocalittica e visionaria. Il libro è forte proprio nella lingua, piú che nella trama, una lingua che trascina nel dolore privato e collettivo.

Ogni capitolo, scandito da giorni e date come un conto alla rovescia, è intervallato da frammenti del passato del protagonista: pagine graficamente nere che spezzano il ritmo, ma guidano nello svolgersi degli eventi. In ogni scena tutto si sfalda: gli oggetti perdono consistenza, il paesaggio si dilata fino a dissolversi, e anche le persone attorno a Giona, poco a poco, si diradano, si allontanano, spariscono. Restano prima gli estranei, poi il vuoto.

Le balene riflette, con tono indulgente e catastrofico, su ciò che resta quando tutto sparisce: non sono le cose, né il lavoro, e nemmeno la famiglia o le persone. Restano i legami che custodiamo dentro di noi, l’amore che conserviamo come provviste fino alla fine, e — se siamo abbastanza fortunati — la capacità di non dimenticarci di averne cura.

Titolo: Le balene
Autore: Marco Marrucci
Editore: Racconti edizioni
Data di pubblicazione: 2025
Lunghezza stampa: 160 pagine

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