Pulviscolo | Mattia Grigolo

Pulviscolo | Mattia Grigolo

 

Quarta prova letteraria di Mattia Grigolo
ce ne parla Simone Brizzi

C’è sempre un padre nel perimetro letterario di Mattia Grigolo. Anche in Pulviscolo, sua quarta prova letteraria per Moscabianca.
Non è mai al centro della storia, è chiuso nella stanza accanto, in un ricordo, ai bordi della narrazione, altrove. Però c’è ed è importante.
Pulviscolo parla di assenza, ma sto scrivendo a caldo. È una novella dentro la quale c’è un ragazzo che la vita ha svuotato di significato. Le relazioni attorno a lui sono una sofferenza, fino a quando incontra una persona che gli restituirà qualcosa dal mondo.
La scrittura di Grigolo è scarna, senza fronzoli. Le preferisco le storie in cui ci sono vuoti lasciati apposta. L’intreccio è spezzettato, l’asse temporale è diviso in parti successe “prima” e “dopo” che si confondono, si riflettono. Mi sento all’interno di un labirinto.  Seguendo questi frammenti risulta inevitabile sentire l’eco delle domande aperte, disperate, inconciliabili. Sono le domande che la realtà non aiuta a rispondere, anzi. 

Il testo non offre soluzioni, solo una storia. C’è un potere soprannaturale che fa esplodere la gente, un’esperienza ultraterrena che dà dipendenza. Nel testo la ritualizzazione dei gesti è forse un modo in cui Grigolo ci parla dell’umanità che vede. Significa costruire un significato sul vuoto che urla, una struttura che si regge sull’orrido. Una forma espressiva che gli uomini hanno da sempre, sebbene sia in quel vuoto che ci troviamo tutti uguali, di fronte al quale siamo tutti fratelli e sorelle, condividendo un’esperienza della coscienza che ci equalizza.
Le nostre libertà, le nostre personalità, i nostri tratti plasmati dal trauma, in fondo sono dati statistici, invece l’assenza di senso è un dato di fatto, forse l’unico. O almeno, a me questo ha trasmesso leggere
Pulviscolo. Nei personaggi, non ho trovato speranza a cui aggrapparsi. Non dal vecchio col negozio di animali, né dal carabiniere corrotto, o dal palestrato ottuso che ricorda i buttafuori delle discoteche e sicuramente non dalla madre del protagonista, un fantasma che appare e scompare. L’unico che si salva è il padre, tornando a quanto scritto all’inizio, peccato sia già morto.
Buona lettura.


Titolo: Pulviscolo
Autore: Mattia Grigolo
Illustrazioni: Marie Cécile
Pagine: 136
Casa editrice: Moscabianca edizioni
Pubblicazione: 2025

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