La terra tersa. Diario di un’estinzione | Ilaria Matteoni

La terra tersa. Diario di un’estinzione | Ilaria Matteoni
Ilaria Matteoni ci rende partecipi di un esperimento narrativo interessante e raffinato con il romanzo La terra tersa. Diario di un’estinzione edito effequ.
Recensione di 
Lucia Roberta Zaffora

Un romanzo che si manifesta fin dalle prime pagine come un corpo vivo, febbrile, pieno di memoria e di vertigine. È il diario di un’estinzione, come recita il sottotitolo, ma anche un tentativo disperato di costruire un linguaggio per ciò che resta quando ogni cosa si è sbriciolata. La protagonista, anziana e sola in un futuro post-collasso climatico, scrive per tenere insieme ciò che non può più essere tenuto: gli odori, le voci, le figlie perdute, gli antichi oggetti diventati reliquie. Ogni giorno del suo diario è un tentativo di salvare un frammento di mondo, di piegare il linguaggio alla resistenza. L’anonima autrice del diario si rifugia nella scrittura per poter ricordare la realtà com’era prima e soprattutto per cercare di comprendere come mai lei sia l’unica rimasta viva, se ci sia ancora speranza verso un futuro, se avrebbero potuto fermare il mutamento pria che diventasse talmente drastico da portare alla fine del mondo. 

Nel romanzo non c’è un vero intreccio, ogni data del diario è una fenditura attraverso cui passa un ricordo, un rimorso, una sopravvivenza minima. La protagonista cammina nella «radura», osserva la casa come un reliquiario, ripercorre la memoria del borgo scomparso, tenta di riorganizzare la realtà per non dissolversi anche lei. Un linguaggio visionario, quasi mitologico, come quando la narratrice immagina di dissolversi nella natura: «affonderei… nella terra spoglia, aggiungerei le braccia alle biforcazioni fluviali». Questa fusione con il paesaggio è sia desiderio di pace sia preludio alla sparizione finale: nella Terra tersa non restano quasi organismi, né stagioni, né voci, solo ciò che lei riesce a trattenere con la scrittura.

La prosa di Matteoni è radicale, densa, simbolica, non descrive, scava. La lingua è continuamente in torsione, come se cercasse un punto di contatto tra il corpo umano e la materia viva che lo circondava – o che lo circondava un tempo. La Terra stessa è tersa, ripulita non dalla grazia ma dalla devastazione. L’autrice scrive dal luogo delle crepe: nelle famiglie, nella memoria, nella pelle. Il crollo climatico non è mai solo scenario: è un’estensione naturale delle fratture intime della protagonista. L’apocalisse è domestica, quotidiana, filtrata attraverso biancheria, stoviglie, ricordi, e un dolore quasi liturgico per i rapporti mancati con madre, sorella, figlie. 

Attraverso l’espediente del diario, Ilaria Matteoni compone un’autobiografia fittizia per mettere in luce le sfide del presente. Sebbene nell’opera ci si rivolga a un futuro distopico, ciò non toglie che i temi trattati siano profondamente realistici. Cuore emotivo del romanzo è sicuramente il rapporto madre e figlia, un rapporto complesso ingombrante e contraddittorio: fatto di amore, rabbia, dipendenza e ferite antiche. Un corpo che invecchia: la protagonista osserva la propria trasformazione fisica con uno sguardo lucido e a volte impietoso, ma capace anche di una delicatezza sorprendente. La colpa della sopravvivenza: essere rimasta sola in un mondo che si è estinto la espone a un senso di colpa profondo, quasi inevitabile, che attraversa ogni pagina. Infine, la scrittura, che diventa l’unico spazio possibile di resistenza. È ciò che le permette di trattenere il passato e di non dissolversi del tutto mentre il mondo attorno scompare.

Un romanzo non facile, potente e viscerale che ricorda certe scritture femminili che trasformano l’intimità in un rapporto metafisico. Matteoni riesce a far convivere l’estinzione del mondo con l’estinzione della famiglia: due processi speculari, intrecciati, entrambi raccontati con pudore e brutalità. È un romanzo che lascia addosso un silenzio denso, un senso di perdita che non vuole consolazione.




Titolo:
La terra tersa. Diario di un’estinzione
Autore: Ilaria Matteoni
Casa editrice: effequ
Pagine: 176
Pubblicazione: 2025

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