Belletti e Romeo | Paolo Scardanelli

Belletti e Romeo | Paolo Scardanelli

Dalla Sicilia dell'Etna alla Germania della RAF: un omicidio porta il commissario Belletti a confrontarsi con i residui tossici della Storia. Un noir che scava nella colpa.
Recensione di Paolo Perlini

È in un esilio autoimposto – o meglio, imposto da un eccesso di zelo nel noto "caso del Lupo" – che ritroviamo il Commissario Alvise Belletti, declassato alla Questura di Catania. La perdita della moglie e della direzione del commissariato a Milano non intaccano il suo orgoglio, anzi, sono un sigillo della sua integrità. Sebbene diffidi della vastità marina, Belletti ne apprezza l’odore, un vento salmastro che gli sussurra una granitica certezza: «la terra sopravviverà agli umani. Sempre e comunque».
L'inerzia della provincia siciliana – fatta di scaramucce locali e corse clandestine – si spezza quando il suo proverbiale fiuto viene messo alla prova in alta quota. Sull'Etna, a 1800 metri, viene ritrovato il corpo di un uomo sulla quarantina, il viso disteso in una serenità quasi mistica... se non fosse per la gola squarciata. Al fianco del cadavere, un fedele cane cirneco e un tomo insanguinato: Der Tod des Empedokles di Hölderlin. La dedica svela subito la posta in gioco, proiettando l'indagine oltre i confini dell'isola:

A Wolfgang, il primo dei tre 
Ricordando che la morte si può vincere
Con affetto,
Bruno Richter

Scardanelli dimostra una magistrale abilità nel tessere una tela che unisce la Sicilia ancestrale alle ceneri ideologiche della Germania degli anni Settanta. L'indagine sul "primo dei tre" ci catapulta in un'atmosfera plumbea: gli anni Ottanta, con le cronache ossessive del terrorismo e l'ombra della RAF (Rote Armee Fraktion).

Il trasferimento ad Amburgo introduce la collaborazione con il collega Josef Kappler. L'incontro tra i due diventa l'occasione per una riflessione cruda, ma necessaria, sul destino comune: «Strana coincidenza, pensavo, due Paesi, i nostri, che hanno avuto le peggiori dittature europee e i più cruenti movimenti terroristici del Dopoguerra».
Italia e Germania, unite dal fardello di aver proiettato la propria ricerca di identità, prima nella cultura, poi nel baratro della politica estrema.

Il romanzo affonda le mani nella psiche della guerrigliera Sabine, la cui intransigenza incarna la rottura generazionale assoluta. Per lei, la lotta armata è l'unica possibile risposta a una genitorialità colpevole, quella che ha generato il crimine inespiabile di Auschwitz. L'omicidio di Wolfgang sull'Etna si rivela, dunque, il residuo tossico di ideali e vendette che hanno macinato la Storia del Novecento.

Anche in questo romanzo, Paolo Scardanelli mostra la sua padronanza nel creare un forte legame con il personaggio. Il passaggio repentino dalla descrizione in terza persona all'io irruento della protagonista è una tecnica distintiva che sfrutta per gettarci senza filtri nella mente della protagonista.
Tra i vari personaggi che incontriamo nel romanzo (nuovi amici, colleghi e nemici di Belletti), mi piace citare il cane cirneco, Romeo, fedele come solo gli animali sanno esserlo.
E poi l’Etna, A Muntagna, il luogo perfetto per uno che si vuole nascondere, scappare da una colpa, la più grande delle colpe: il tradimento. E subire la vendetta.

Titolo: Belletti e Romeo
Autore: Paolo Scardanelli
Casa editrice: Carbonio editore
Pagine: 176
Pubblicazione: 26 settembre 2025


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