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Andrea Abreu | Pancia d’asino

Andrea Abreu | Pancia d’asino

Essere un’isola, veder crescere il mare tra te e gli altri: forse è così che ci si sente a lasciarsi l’infanzia alle spalle e ad entrare nel mondo degli adulti. Andrea Abreu lo racconta con un linguaggio originale e un racconto senza pudori nel suo primo romanzo, Pancia d’asino. 

di Christina Bassi

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Andrea Abreu, giovane scrittrice originaria di Tenerife, ha conquistato in breve tempo gli editori di tutto il mondo con il suo primo romanzo, Pancia d’asino, in Italia pubblicato da Ponte alle Grazie e tradotto da Ilide Carmignani.

Il ruolo della traduttrice, in questo caso, fa davvero la differenza: il romanzo per come è stato originariamente concepito è, infatti, scritto nel dialetto della zona delle Canarie da cui Abreu proviene, e infarcito di terminologie giovanili e di neologismi inventati dalla protagonista adolescente e dalla sua amica. Le due si muovono come animali randagi nel barrio aggirando gli adulti, sperimentando la vita, prendendo in giro i turisti che affollano l’isola, provando tante prime volte. 

Proprio a causa dell’originalità del linguaggio entrare in Pancia d’asino è un’esperienza intensa che riporta indietro nel tempo a quella fase dell’infanzia in cui si è abbastanza grandi da comprendere le parole degli adulti, ma troppo piccoli per capire come usarle. Il risultato è un idioma tutto nuovo, sorprendentemente originale.

«Quando piangevamo ci piaceva giocare a girare in tondo fino a avere le vertigini. Ci tenevamo per le spalle e cascavamo per terra graffiandoci le mani, i gomiti, gli stinchi. Poi ci leccavamo il sangue con la lingua, come quando nonno, prima di andarsene per sempre con la tedesca e lasciare nonna con tutti i debiti, mi raccontò che sant’Antonio aveva un cane che quando era lì lì per morire gli aveva curato le ferite. Io sognavo di curare la tristezza a Isora, volevo essere il suo cane e lei la mia santa coi ginocchi feriti.»

L’estate che vive la protagonista è un rito di passaggio lungo una stagione che la traghetta dall’infanzia alla vita adulta, che arriva prematura per chi vive in povertà come lei. L’amicizia che la lega a Isora ha i tratti morbosi delle prime relazioni in adolescenza, nutrito da un interesse per il proprio corpo e quello dell’amica, già più matura, già abituata alle attenzioni degli adulti e ai loro inutili rituali di bellezza.

Nella vita delle ragazze sembrano ruotare solo figure femminili, eppure le due conservano per sé i segreti della loro crescita in un dialogo intimo fatto di carezze e sguardi, utilizzando il gioco per scappare dal giogo delle parole.

 

Autrice: Andrea Abreu
Titolo: Pancia d’asino

Traduzione di Ilide Carmignani
Editore: Ponte alle grazie
Pagine: 160
Prezzo: 15€  

Guarda sul sito dell’editore  


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