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Theo – Storia del cane che guardava le stelle

Theo – Storia del cane che guardava le stelle

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Che siano film, libri o lungometraggi d’animazione, chiunque di noi, in qualità di spettatore, è sempre stato abituato a vivere queste rappresentazioni artistiche dal punto di vista del protagonista, ma cosa succederebbe se quest’ultimo non fosse nient’altro che una comparsa nella storia della sua vita? 

È questa la storia di Theo e del libro dedicato a lui dall’autrice Debora Benincasa: Theo -  Storia di un cane che guardava le stelle, edito da SuiGeneris.

Partendo dalle strampalate lettere che Vincent scrisse al fratello Theo, la Benincasa edifica una drammaturgia incentrata sul rapporto tra i fratelli Van Gogh, della quale per una volta è Theo il punto focale.

Il volumetto, illustrato e interpretato nella sua versione di “spettacolo” da Marco Gottardello, ha una copertina bianca nera e rossa in carta ruvida che raffigura un cielo stellato e uno stile che riporta alla mente un’altra opera della Benincasa, edita sempre da SuiGeneris: l’Antigone, dando quel senso di continuità che tanto ci piace.

Lo spettacolo vede la luce per la prima volta al Torino Fringe Festival del 2019, dove debutta col botto come opera curata in ogni sua parte dalla compagnia indipendente “Anomalia Teatro”e concretizzandosi poi in un vero e proprio volume nell’ottobre del 2020.

All’interno troviamo Theo, il fratello minore, il dimenticato, colui che passerà la sua intera vita a cercare disperatamente di attirare l’attenzione di Vincent, non riuscendoci.

“La nostra memoria ha bisogno di grandi sofferenze, di coraggio innato, di genio assoluto. Ci si ricorda, in fondo, solo delle persone speciali. E tutti gli altri? ”

Già, Theo è semplicemente parte di tutti gli altri una parte della quale Vincent non si accorgerà mai, che continuerà a maltrattare, ferire, bastonare, nonostante l’amore incondizionato che Theo riversa su di lui, sempre.

Vincent è un gigante accanto al quale Theo sparisce, il gigante che nonostante ogni sforzo non raggiungerà mai, il gigante capace di guardare per ore un tronco d’albero rinsecchito e di vedere in una macchia sul muro il sangue dei re, il gigante che ti costringe a correre a perdifiato fino a spezzarti il cuore per cercare di raggiungerlo, ma come dice Theo nell’ennesima giustificazione: “Non è colpa sua, è solo che è troppo grande.

Il testo è estremamente dinamico, mai banale nonostante abbia comunque un tono colloquiale, la cosa che preferisco, e che è un po’ il tratto distintivo di tutti i testi della Benincasa, è la profonda umanità dei suoi personaggi, anche in questo cosa riesce a far trasparire attraverso le parole del protagonista stati d’animo reali ed estremamente concreti, il volume è nient’altro che il rapporto tra due fratelli, un rapporto fatto di alti e bassi e, proprio per questo, molto credibile.

Theo soffre, soffre l’abbandono da parte di Vincent, la sua incapacità di percepire chiunque che non sia se stesso, soffre di essere così profondamente normale e differente a tal punto da Vincent da non riuscire a capirlo. Tuttavia, nonostante ogni sofferenza Theo non lo abbandonerà mai, fino a che all’interno di se stesso non vi sarà spazio se non per Vincent, unico e solo protagonista di sempre, lui resterà Theo, solo theo, il cane accucciato ai suoi piedi. 

Autore: Debora Benincasa 
Illustrazioni: Marco Gottardello
Titolo: Theo – Storia del cane che guardava le stelle
Editore: SuiGeneris
Collana: Clerici e il Minotauro
Anno di pubblicazione: Ottobre 2020 
Prezzo di copertina: 10,00 €
Pagine: 104

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© Nadia Caruso

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