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Capitan Napoli | Speciale Capitan Venezia vs. Capitan Padova

Capitan Napoli | Speciale Capitan Venezia vs. Capitan Padova

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“Buongiorno!”
“Buongiorno, signora.”
“Senta, mi farebbe un Capitano? Che stasera c’ho ospiti.”
“Subito, signora…”
[aggiungere rumori a piacere, forza inventiva, dai]
“Signora, mi è scappata la mano… sono due Capitani, che faccio: lascio?”
“Lasci, lasci.” 

Perché di Capitani, soprattutto Italiani, se ne ha sempre bisogno.
E in nostro soccorso ecco apparire l’editore VeneziaComix che sforna due nuovi volumi freschi freschi tra supereroi vecchi e nuovi per ingrossare le file sempre più numerose dei Capitani col nome delle città italiane.
Due volumi, dicevo, che incrementano questo nuovo universo narrativo e, se da una parte ci fanno conoscere il nuovo supereroe di Napoli, dall’altra vanno a riprendere una sottotrama di Capitan Venezia con lo scontro che era nell’aria già da un po’: quello tra Capitan Venezia e Capitan Padova

Ma andiamo con ordine.

Il primo episodio di Capitan Napoli ci fa conoscere Nino, un ragazzo di Napoli con una situazione famigliare pesante ma ancora velata da qualche ombra. A lui interessa combattere e, nello specifico, farlo su un ring con indosso un paio di guantoni da boxe, che è la cosa che lo fa stare meglio. O, almeno, lo fa stare lontano dai pensieri.


Attorno a lui, Napoli vive e respira come se fosse un personaggio primario del fumetto. E, proprio a Napoli, si sfogano tutte le malefatte di Pasquale De Andrea, nuovo Presidente della Regione Campania appena eletto e vero mandante di un piano di pulizia dai rifiuti urbani che nasconde una terribile verità: l’uso di sostanze nocive derivate da questa “pulizia” per assicurarsi il predominio malavitoso della zona.

Ma si sa, dove ci sono scorie “radioattive” c’è puzza di genesi di supereroe.
Proprio Nino, infatti, venuto a contatto con queste sostanze durante una rissa con alcuni scagnozzi di De Andrea, dà vita ai suoi poteri: una forte scossa tellurica scaturita dai suoi pugni.
E non è il solo, già.
Se proprio Nino può accollarsi il titolo di nuovo Capitano, anche la cantante neomelodica Katerina sviluppa per uno scherzo del destino (decisamente alcolico) un nuovo potere.
Disobbedienza civile, risse da strada, malavita e ninja pizzaioli che vivono nel sottosuolo sono solo alcuni dei temi proposti in questo primo numero: un tornado di “cose” che già fanno comprendere quanta carne al fuoco potrebbe mettere in tavola questa serie.


La storia segue bene le origini dei nuovi supereroi, una trama lineare che si permette di fare, qua e là, balzi in avanti e indietro e mostrare tanto quello che è stato per farci conoscere meglio la storia dei ragazzi quanto quello che sarà. A inizio albo, veniamo subito lanciati in quello che sarà il combattimento finale. Ottima l’interpretazione dei vari disegnatori che si suddividono le pagine dell’albo anche se stona un po’ il fatto di vedere più mani dividersi la storia. C’è una buona continuità con la resa grafica dei vari passaggi ma si nota che, di volta in volta, c’è una “mano” diversa.

Per quanto riguarda il secondo albo presentato, invece, se con il precedente la fanno da padroni i colori e le ambientazioni solari (a parte quelle ambientate di notte, ovvio), questo speciale con “La Battaglia del Secolo” sprigiona tutta una cupezza e drammaticità che fino a questo momento non si erano mai viste in un albo dei Capitani.
Capitan Padova è un uomo tormentato che pensa solamente a una cosa: vendetta.
Capitan Venezia vorrebbe che tutto filasse dritto, senza intoppi e, magari, con meno morti e lacrime possibili.


Quando i loro percorsi andranno a scontrarsi, uno dei due dovrà piegare il capo all’altro, mettere da parte i propri intenti e trovare la “pace”. Ma è davvero così?
È davvero così sbagliata la sete di vendetta che logora Padova per la morte di sua moglie e di sua figlia? Se niente e nessuno può dargli giustizia, lui è il solo che deve trovare il colpevole e porre fine a tutto.
Per Capitan Venezia è sbagliato. Non è quella di Padova la giustizia “giusta” ma è pura violenza e sfogo.


Per la prima volta, davvero, si va a scavare nei personaggi a un livello davvero alto. C’è uno spessore che nei precedenti volumi non era stato dato. Una caratterizzazione che la fa da padrona.
Dalle prime pagine sappiamo già che la storia può andare a finire in una sola maniera ma veniamo colti dalla speranza. Speranza che i due Capitani possano trovare un comune accordo.
Succederà?

Leggetelo per saperlo.
Il lavoro di Toffano ai disegni non fa che accentuare la drammaticità degli eventi con un tratto, in alcuni casi, duro e difficile ma calzante alla storia che ci sta mostrando.

Due volumi diversissimi tra loro ma, in una certa maniera, complementari l’uno all’altro.
L’Universo dei Capitani Italiani è in continua espansione e non vediamo l’ora di sapere come proseguirà.
Un grande Uomo una volta creò i suoi eroi con superpoteri ma anche con superproblemi. Il mondo che Capigatti sta lanciando è molto simile a quello di quell’Uomo… speriamo abbia altrettanta fortuna.

Capitani Italiani
Capitan Napoli – Stag. 1 Ep. 1
Soggetto e sceneggiatura: Antonio Sepe
Illustrazioni: Pasquale Qualano – Claudio Avella – Vincenzo Carratù – Alessandro Miracolo
Colori: Adele Matera – Alessandra Baccaglini
Copertina: Vincenzo Federici
(VeneziaComix Editore)
genere: supereroistico 

Capitani Italiani
Speciale: Capitan Venezia vs. Capitan Padova
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Capigatti
Illustrazioni e colori: Federico Toffano
Copertina: Alessandro Pastrovicchio
(VeneziaComix Editore)
genere: supereroistico

© Alen Grana 

 

 

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