Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser.

Approvo

Il piccolo vagabondo | Crystal Kung

Il piccolo vagabondo | Crystal Kung
Il piccolo vagabondo | Crystal Kung

+++++

Le parole, scritte o dette, sono davvero così fondamentali?
C’è chi pensa di sì e chi dimostra che no. 

Crystal Kung, giovanissima artista cinese, attraverso sei microracconti silenti riesce a comporre un “silent book” che risulta un capolavoro senza eguali.
Pubblicato da Bao Publishing, “Il piccolo vagabondo” non è una graphic novel come le altre, ma un’esplosione di emozioni e colori che raramente si riescono a trovare sugli scaffali delle nostre case.
Le storie sono sei, ambientate in diverse città dell’Oriente e a New York. Il filo conduttore è la presenza di un bambino misterioso e sempre sorridente che si presenta come “apparizione” ai vari protagonisti donando loro un’indicazione sulla strada da seguire.
Metaforico e letterale, il piccolo vagabondo è uno spirito guida che aiuta ogni personaggio a ritrovare qualcosa di perduto, che sia una strada o che sia una speranza.
Crystal Kung
non ha bisogno di parole per farlo, infatti gli unici testi che si trovano nel libro sono brevi frasi in apertura ai racconti per contestualizzare la vicenda.
I disegni parlano da soli molto più di un’enciclopedia di parole snocciolate una dietro l’altra.
L’utilizzo dei colori e delle luci è incredibile, a maggior ragione se si pensa che l’autrice ha solo ventiquattro anni.
La Kung, orientata al mondo dell’animazione, è infatti una character designer di rarissimo talento e riesce a donare così tanta espressività ai suoi personaggi che non ha alcun bisogno di scrivere nulla. Anche i pesci o i laghi che disegna riescono a parlare.

Il piccolo vagabondo” è una unione di autobiografia e animazione, sembra infatti di sfogliare dei veri e propri cortometraggi che di pagina in pagina prendono vita.
Le città sono tutte città che l’autrice ha visitato o frequentato durante i suoi numerosi spostamenti, anche se ogni storia potrebbe svolgersi in una città qualsiasi, e il bambino misterioso sorridente è la rappresentazione dell’autrice stessa.

 Sfogliare questo “silent book” è stato, per me, come la prima volta che ho visto un film orientale.
Mi ha ricordato tantissimo, ad esempio, “In the mood for love” di Wong Kar Wai, non per similitudine di storia ma per l’approccio di quei lunghi silenzi che scaldano il cuore più di quanto un dialogo parlato di tre ore riesca a fare. Me lo ha ricordato per i colori, quei rossi intensi e quei giochi di luce che trasformano ogni frame in poesia pura.

Ecco, la sensazione è questa ad ogni pagina: di sfogliare una vera e propria poesia che sprigiona emozioni dagli occhi spenti di una ritrattista di strada che ritrova la fiducia in se stessa, al viaggiatore che smarrisce la strada fra le montagne.
Quest’opera (non riesco nemmeno a definirla graphic novel o libro) va sfogliata come una favola e vissuta come una poesia.

Sono sicura che sfogliarla ad ogni momento difficile possa trasformarla da semplice libro a faro che indica la strada da prendere, proprio in quei momenti dove sembra esserci solo buio e non si sa come muoversi nella vita.


Il Piccolo Vagabondo | Crystal Kung
Copertina rigida: 171 pagine
Editore: Bao Publishing (29 marzo 2018)
Collana: Bao Publishing 

 

© Giulia Cristofori

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS