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Manifest Destiny - SaldaPress

Manifest Destiny - SaldaPress
Manifest Destiny - SaldaPress

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“Un tempo qui era tutta campagna.”
E devono aver pensato questo i buoni Clark e Lewis mentre s’inoltravano nel fittume americano per esplorare i territori selvaggi.
Ma se tutto quello che sappiamo a proposito della scoperta dei territori selvaggi d’America fosse sbagliato?
Se fosse tutto un complotto? (anzi no, !!11!!1!!!111!1)
Tranquilli, niente scie chimiche, non era ancora quel periodo. I segnali sono più evidenti, si possono toccare con mano e nascondono terribili segreti e problemi, tantissimi problemi.
Un po’ come quando partecipi alla gara di Orienteering ma sei ubriaco e ti ritrovi in aperta campagna, di un paese che non conosci, quando il ritrovo era al Duomo di Milano.


Di altra pasta sono, invece, Clark e Lewis. Loro sì che sono veri avventurieri. E lo documenta la storia americana, ricordandoci che la loro spedizione fu la prima a raggiungere la costa pacifica via terra.
Sul come… ecco, è proprio qui che entra in ballo Manifest Destiny, raccontandoci un’altra versione di come andarono davvero i fatti.
La scoperta di nuove specie animali e di nuove piante è solo la punta dell’iceberg scoperta dai due e dal loro gruppo d’impavidi e poco raccomandabili aiutanti.
Sul loro percorso, infatti, si stagliano di tanto in tanto degli Archi di diverso materiale e di diverse dimensioni.
Misteriosi.
Silenziosi.
Memoria di qualcosa che fu ma che continua ad alimentare un fondo di paura con la loro sola presenza.
Un po’ come quando sei sull’A1 e passi sotto il ponte di Calatrava a Reggio Emilia.

Non vi spoilero nulla, tranquilli.
Il primo Arco lo si può ammirare nelle pagine iniziali del primo volume e imparerete a capire che ogni volta sarà un terribile presagio.
Ma non è questo il solo problema a frapporsi tra i due avventurieri e la loro scoperta: il pericolo è dietro ogni cespuglio, sotto la superficie dell’acqua.
Sarà un viaggio difficile e lungo, molto lungo. Non come quando parti e tua madre ti chiama dopo poco dicendo di tornare presto perché alle 12.30 si pranza.


La caratterizzazione dei personaggi è una delle prime cose che spicca all’attenzione del lettore.
Si da subito peso al rapporto tra il gruppo, delineando bene alcune tracce di background e facendo riferimento ai ruoli.
Si costruiscono da qui una serie di sottotrame che si diramano nel sottotesto di ogni volume, portando avanti storie e sfociando, in alcuni casi, nella linea narrativa principale.

I protagonisti non sono solamente Lewis e Clark, anzi, con l’andare del tempo si tende a “perdere” di vista il loro ruolo primario per focalizzarsi su altri e nuovi personaggi.

Ogni volume presenta un arco (no, non quell’Arco di cui vi parlavo prima) narrativo diverso, presentando una sorta di nemico nuovo e risolvendo il conflitto con questo. Il mistero iniziale viene a poco a poco rivelato per svelare il quadro generale.
Al quarto volume, l’ultimo uscito che ho avuto modo di leggere, s’intravede uno scopo finale nel loro viaggio, diverso da quello inizialmente proposto e che la storia ci ha fatto conoscere.
C’è un buonissimo utilizzo dei flashback, sia riguardanti i protagonisti che altre spedizioni precedenti a quella di Clark e Lewis ma intrecciate alla loro. Non sono asfissianti anzi, godibili a piccole dosi per una lettura maggiormente consapevole di quello che sta succedendo nel piano “presente” dell’azione.

Il comparto grafico è davvero esaltante… poi sappiamo benissimo che va a gusti ma è innegabile che la pulizia del tratto e la composizione delle tavole, con tanto di splash su momenti salienti dell’azione, siano magistrali.
E non ho avvertito nemmeno nessun rallentamento di trama durante il proseguimento dei volumi, cosa da non sottovalutare, sapendo quanto sia facile “allungare il brodo” per portare avanti la storia.

Una bella scoperta, per me che ancora non conoscevo questo fumetto, sia come temi trattati che come impatto visivo!

Il tema del viaggio è caro a tutti coloro che vogliono svagarsi e allontanarsi dalla realtà, anche solo tramite la carta stampata, che sia libro o fumetto del caso.
Seguire le avventure dei due esploratori mette una gran voglia di buttarsi sulle spalle uno zaino e fiondarsi all’avventura.
Prenotare un volo verso destinazioni da scoprire.
Conoscere nuove persone.
Lasciare le scartoffie in ufficio prendendo le ferie.
… e cercare di fare tutto entro 2 o 3 ore, perché quello è il massimo che ti concede il capo.


Titolo:
Manifest Destiny
Autori: Chris Dingess, Matthew Roberts, Owen Gieni
Casa Editrice: Saldapress
Collana: Skybound
Vol. 1-4, a colori, brossurato
Genere: avventura/horror 

© Alen Grana

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