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Dead Blood - Noise Press

Dead Blood
Dead Blood - Noise Press

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Nella notte ci sono cose che ti tengono sveglio e turbano il tuo sonno.
Soprattutto se hai mangiato una pizza gigante ai quattro formaggi, accompagnata da un litrozzo di birra e da una fetta di torta grande quanto un ferro da stiro.

E sono proprio queste cose che, se non stai attento, ti trasformano in non-morto.
Fateci caso, i versi degli zombi sono poi quelli.
Come quando nella notte fatidica, dopo aver mangiato tutto il menù del Mc, ti svegli e cerchi da bere e la tua bocca si è cementificata. 

Eppure questi non sono gli unici casi di non-morte.
Può esserci il morso di un vampiro.
Può esserci un’infezione di qualche tipo misterioso (assistere a un comizio politico ed essere investito dagli sputazzi di quello che sta sul palco è contato come tale).
Possono esserci le maledizioni, da non confondere con quelle che dite al volante al vecchietto che sta davanti a voi ai venti. Lui è già un non-morto, sappiatelo.
Insomma, la non-morte è un universo sconfinato.
È vario.
È allegro. Oddio, proprio allegro no, ma ci prova. 

E della non-morte (quante volte ho già detto non-morte in questa recensione… alla fine le conto, giuro) si occupa la serie a fumetti DEAD BLOOD, presentata da Noise Press.
Quattro numeri che prendono il nome di “miniserie” ma che, in realtà, gettano solo le basi a una storia di più ampio respiro.
E lo fanno come se fossero numeri contenitori: all’interno di ogni volumetto spillato, infatti, si trovano serie principale e storie parallele d’integrazione al mondo narrato. Una maniera bella, semplice e d’impatto per raccontare qualcosa che è davvero ampio e sviluppato innumerevoli volte in altrettante innumerevoli salse diverse.
Nulla di nuovo sotto al sole (dicevano i vampiri), dunque?
Sì e no.
E mi riallaccio al discorso fatto un po’ di tempo addietro su un’altra recensione: sul genere horror a tema vampiri si è detto di tutto e di più.
Eppure tutte le volte c’è qualche particolare che cambia e rende la storia, se non originalissima, dotata di una particolarità unica.
Questo è il caso di "Dead Blood" e della sua linea narrativa principale che affonda le radici al tempo di Alessandro Magno, il quale affida a uno dei suoi più fidati combattenti il fardello di diventare il capostipite di una generazione non-morta giunta fino a noi, in un mondo radicalmente diverso dove l’invasione di queste forze ha cambiato drasticamente il mondo (e l’Italia, nello specifico).
Le storie che ruotano attorno a questa allargano la tavolozza dei colori, diramano la narrazione su altri luoghi e su altri personaggi chiave; ci fanno vedere cos’è cambiato nel mondo e come è successo il cambiamento. 

All’inizio ho detto che più di una miniserie fatta e finita, si possono considerare questi quattro numeri come un assaggio. La storia non ha una conclusione fatta e finita ma lascia in sospeso il viaggio di Siro (uno dei protagonisti) nell’Italia devastata dagli zombi.
Ed è un peccato, davvero.
Perché, fino alla fine, la storia è interessante, ben scritta e pure il reparto grafico ha un impatto gratificante e ben amalgamato in tutte le diverse storie.
Una bella occasione per la Noise Press che spero prosegua con un’altra miniserie a continuazione dell’opera e in risposta alle domande lasciate in sospeso.
Attendiamo.
Speriamo prima della morte… o della non-morte. 

Non morti (oh l’ho scritto nove volte, pensavo di più)…
Vampiri.
Zombi.
Creature dell’incubo.
Entità tutte accumunate da un particolare: l’alito.
Svegliarsi senza aver digerito non è poi così tanto diverso. 

Titolo: Dead Blood - Vol 1/4
Casa Editrice: Noise Press
Formato: 48 pagine, B/N, 17x26 cm.
Genere: horror

© Alen Grana

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