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Due Attese | BD Edizioni

Due Attese | BD Edizioni

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D’estate ci sarebbe bisogno di un’elettrostimolazione cardiaca anche solo per tenere un libro in mano. Ma a volte è bene fare uno sforzo. Altrimenti, in aggiunta alla disidratazione, ci ritroviamo gli occhi affranti e desolati di astinenza d’immagini da mordere. E senza quell’ispirazione che ci permette di astrarci e allontanarci dalle sudate e insofferenti esistenze, come speriamo di raggiungere la luce autunnale e le promesse di un’aria più respirabile? 

Per cui mettetevi comodi e conservate le energie per questa recensione, potrebbe regalarvi uno spunto per leggere come una volta, quando non ci friggeva il cervello h24.  

"Due attese" è la prima graphic novel di Maurizio Lacavalla, edito da BD Edizioni

Lo sentite già questo senso di sospensione aleggiante? Non pesa e non costringe a tortuosi ragionamenti, è lì che aspetta, di essere letto e guardato.  

Ma non fermiamoci solo al titolo poiché "Due attese" racconta e sovrappone ben più di due attese.
Ad ogni vignetta la narrazione non sembra scorrere ma acquisire un frammento. Pagina dopo pagina, ciò che ci sembra di avere davanti è un lungo succedersi di fermo immagine. E verrebbe da dire che è una caratteristica normale, scontata del fumetto o per il disegno. Ma in realtà il fumetto propone e permette di esprimere e ricercare le più astruse inquadrature e fissare il tempo sulla carta a metà di un salto o di un grido, rendendoci più che mai chiaro e vivido che quel movimento o quel suono stanno accadendo, su un foglio di per sé ferma e muta. Invece in "Due attese" non c’è dinamismo, più che inquadrature cinematografiche a suggerirci un’azione, le vignette catturano momenti già immobili, come fossero cristallizzati nella memoria.
I disegni di "Due attese" sembrano la fotografia di un ricordo. 


E sono questi ricordi a snodarsi e svolgersi, spiegandosi un dettaglio alla volta, con ritmo lento e costante, senza incalzarci né abbandonarci all’improvviso. I nostri occhi galleggiano sulle pagine e vengono permeati e invasi da tratti spessi e neri, arginati appena da ciò che rimane del foglio bianco. Lo stile grafico è spontaneo e impulsivo, non lascia spazio a ripensamenti e progettazioni eccessive perché quei ricordi da raccontare sono già presenti nella memoria, per cui non c’è fretta o ansia di trasporli su carta. Ma non per questo il disegno è nitido o strettamente realistico anche perché non sarebbe verosimile. I ricordi lasciano impronte scure e dense ma hanno contorni incerti.

Due attese è una lettura silenziosa, pervasa da nostalgia e da una sotterranea angoscia dalla quale si cerca di difendersi, con bugie dette a fin di bene o domande che aspettano anni per ricevere risposte incomplete.

Non ci fa sobbalzare e non ci fa sudare ma ci accompagna e ci immerge in uno stato d’osservazione cauta, caratteristiche quantomai necessarie per una lettura da affrontare in questa stagione. Sentirete una indecifrabile penombra calarvi sulla mente.  

Se avete bisogno di una pausa che vi costringa a rallentare e che rinfreschi pensieri caotici farete bene ad affondarci gli occhi. 
Lascia un retrogusto amaro. Ma d’altra parte lo fa anche la birra.

Due Attese | Maurizio Lacavalla
Copertina flessibile: 120 pagine
Editore: Edizioni BD (12 giugno 2019)
Collana: J-POP
Lingua: Italiano


© Ombretta Blasucci

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