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La leggenda di Sleepy Hollow | Officina Milena

La leggenda di Sleepy Hollow | Officina Milena
La leggenda di Sleepy Hollow | Officina Milena

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Ci sono delle storie che hanno il potere di catapultarci con un gruppo di amici intorno a un fuoco, mentre quello con la passione per il brivido racconta e gli altri arrostiscono qualche marshmallow, sussultando ad ogni scricchiolio sospetto.
Ci sono delle storie che hanno il profumo della nebbia densa e rievocano vecchie leggende sempreverdi.
Una di queste è “La leggenda di Sleepy Hollow”, riadattamento illustrato da Diana D. Gallese per Milena Edizioni liberamente tratto dal colosso di Washington Irving.
Il romanzo dell’800 è stato riadattato in mille forme e modi, uno dei più celebri è sicuramente firmato da Tim Burton, durante uno dei suoi lampi di genio, dove sfoggia il suo pupillo Johnny “all’epoca bellissimo” Depp in sella a un cavallo nero dove armato di tutto il suo fascino da la caccia al celebre cavaliere senza testa.

Diana invece ci regala un’interpretazione a carboncino dove l’angoscia è palpabile e le sfumature perfette a rievocare la leggenda popolare del maestro Ichabod Crane che fa solo da sfondo alla storia del famigerato cavaliere fantasma senza testa, il quale perse la testa in battaglia e si narra che da quel giorno ogni notte va alla ricerca di una testa nei pressi della Valle Addormentata.


Il tratto cupo e graffiato di Diana, affiancato dall’utilizzo di un font gotico, ci immerge nel nero più profondo che avvolge l’intera vallata di Sleepy Hollow, nella contea di Whestchester, proprio come fosse una nebbia densa.
Non siamo davanti ad una semplice e banale reinterpretazione di un grande classico, bensì un punto di vista, che diventa una vera e propria serie di visioni dell’autrice, che racchiude tutta l’inquietudine del caso.
Tenete ben salda la testa sul collo e mettetevi comodi perché avete l’occasione di leggere una storia che magari conoscete già, ma tramite occhi e chiaroscuri (bellissimi) diversi.

 

© Giulia Cristofori

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