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La mia adolescenza trans | Fumettibrutti

La mia adolescenza trans | Fumettibrutti

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Qualche tempo fa mi è capitato fra le mani “Romanzo esplicito”. Mi piaceva la copertina in maniera quasi ossessiva. Quel rosso invadente e quelle farfalle morte nel cesso arrivavano come una zaffata di acido, come quel retrogusto terribile dopo che hai vomitato.
Da dire così sembra una cosa brutta, in realtà è risaputo che dopo le sbronze vomitare serve a stare meglio. A volte è inevitabile. Come inevitabile è stato capitolare immediatamente sulla seconda creatura di Fumettibrutti (Josephine Yole Signorelli all’anagrafe).
Di Fumettibrutti mi piace la crudezza e la totale assenza di mezzi termini, proprio come quelle farfalle nel cesso.

Quando ho letto l’annuncio dell’uscita di “P. La mia adolescenza trans” ho capito che si sta muovendo qualcosa di davvero importante in questo mondo che ogni giorno sembra non farcela e mi fa scoppiare il cuore di gioia che ci sia una generazione giovanissima (Yole è del 1991, Zuzu è classe 1996, per fare due esempi calzanti) così piena di contenuto e così capace di metterlo sul tavolo senza paure. “P. La mia adolescenza trans” è un libro delicato e coraggioso. Arriva a colpire nel petto, ti toglie il respiro, ti fa star male, ti fa sorridere, poi ti fa piangere e alla fine quel respiro che ti ha tolto te lo regala tutto nuovo e con un sapore completamente diverso.

Lo stile del disegno di Fumettibrutti è scarno ed è anche grazie a questo che il contenuto arriva ancora più diretto in tutta la sua enormità. Yole gioca con i colori, specialmente i primari. “P. La mia adolescenza trans” stavolta è giallo (il terzo lo esigo blu!) e all’interno spiccano alcuni estratti in viola che riescono a sottolineare il dolore e la liberazione di cui parlano.
Leggere questa graphic novel, edita da Feltrinelli Comics, vi infilerà su un treno che va a tutta velocità verso un muro. Ne uscirete con le ossa rotte, il cuore spezzato e il sorriso sulla faccia. Il dolore è necessario per capire, per ascoltare questa storia in silenzio, per immaginare anche solo una parte della sofferenza che ha lastricato il cammino di P. (e di tant* altr*). Non vi nego che ho dovuto fare delle pause durante la lettura perché a volte il dolore era veramente insostenibile.

Le chiacchiere stanno a zero, per me è un libro che andrebbe fatto leggere nelle scuole perché sensibilizzare sulla scelta del genere in età adolescenziale è fondamentale. Viviamo ancora in una società dove ci sono ragazzi che si ammazzano perché essere diversi da una massa sembra una colpa, dove sentirsi sbagliati è una strada che non ha una via d’uscita e dove, in generale, è troppo difficile riuscire a confrontarsi sul sesso e tutto quello che ci gira intorno. Fumettibrutti lo fa e lo fa in modo naturale. All’inizio può sembrare volgare, ma facendo due conti si comprende quanto sia normale anziché volgare ed improvvisamente ci si sente liberi di essere quello che si è, senza etichette e senza paure.
E il sorriso che regala questa lettura è proprio questo. Si sente il sapore di una vittoria, si riesce a capire che è davvero possibile accettarsi e amarsi (o per lo meno volersi un po’ di bene). È difficile, è un percorso sempre in salita e pieno di ostacoli. Si cade, ci si rialza, ci si fa male e si guarisce.
P. è una chiave verso la scoperta e l’accettazione di noi stessi, ancor prima che degli altri o di qualsiasi cosa considerata “diversa” da uno standard.

Siamo tutti e tutte “P.”, stelle di un unico cielo che non vede differenze.

Grazie a Yole per averci raccontato la sua storia e per avercela fatta entrare nel cuore e a Feltrinelli per averla fatta entrare nelle nostre librerie.

 



Titolo: La mia adolescenza trans
Autore: Fumettibrutti
Editore: Feltrinelli
Collana: Feltrinelli Comics
Uscita: 19 settembre 2019
Pagine: 208

© Giulia Cristofori

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