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L’invitato | Massimiliano Alberti

L’invitato | Massimiliano Alberti

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Avete presente gli spot pubblicitari di quel famoso amaro? Ci sono sempre tre uomini che vivono avventure o ricordano episodi del passato. Sono in tre perché così si distribuiscono equamente le dinamiche, i pregi e i difetti. Di solito, fra questi c'è l’uomo brillante, ricco di suo, con la testa sul collo nonostante l'esuberanza giovanile. Poi c'è quello insoddisfatto, a suo modo attraente, uno che nasconde le proprie debolezze con l'arroganza, di cui spesso si pente. Infine c'è il terzo incomodo, quello che pare messo lì a caso, quasi sempre impacciato, buffo. Te lo immagini con i brufoli, gli occhiali spessi e genio dell'informatica.

Tommaso, Leonardo e Kevin sono i tre protagonisti de L'Invitato, tre amici di Trieste che dopo anni di lontananza si ritrovano per seguire il progetto del primo: aprire a Vienna una galleria d'arte, la Brothers Art Gallery, dedicata alla Pop Art.
I tre sono così amici che quando si ritrovano, invece di ritirarsi nelle camere che Tommaso ha riservato a loro, vanno a dormire insieme, come facevano quando erano ragazzini. Sono così amici che Tommaso, verso il quale è difficile provare una sincera simpatia, riesce a sopportare le inadeguatezze, le incapacità, gli errori degli altri due.
Parafrasando lo spot televisivo, pare che il suo compito sia proprio quello di partire con l'aereo e andare a salvare i due amici nel deserto.

Ma l'amicizia quanto dura, quanto può sopportare, quanto è resistente ai nostri cambiamenti? Mentre Tommaso e Kevin, nel corso delle pagine riescono a stabilire un equilibrio, il rapporto tra il primo e Leonardo è conflittuale ed è inevitabile che alla fine il perdente sia quello più debole.

Fin dalle prime pagine, quello che sorprende e diverte sono i dialoghi, come ormai non se ne vedono più. Un linguaggio alto, forbito e ricco di schermaglie dialettiche tra i contendenti che divertono e sorprendono. Un romanzo che per l'ambientazione spesso confinata al chiuso, già immagini rappresentato a teatro o addirittura riproposto in un film diretto da un regista francese.
Qualcuno potrebbe storcere il naso e obiettare che nessuno parla in questo modo datato, ma questa è la sfida vinta da Massimiliano Alberti: prendere il pennello, intingerlo nel classico e proporlo nel moderno. Chi ama i romanzi di Jerome K. Jerome, Oscar Wilde, Arthur Schnitzler e quell'atmosfera di confine, una Mitelleuropa che forse ormai non esiste più, ecco, saprà apprezzare questo libro.

"Io per l'arte provo amore, non passione".
"E che differenza fa?"
"Quando sei innamorato, guardi senza toccare. Ma quando provi passione, tocchi senza vedere...d'altronde non può essere diversamente, se pensi a un bacio a occhi chiusi".
"Quindi, se ho capito bene, l'artista è colui che prova passione?"
"Esattamente Leo! L'amore può limitarsi anche solo a vegliare, mentre la passione, ahimè, freme."

© Paolo Perlini


L'Invitato
| Massimiliano Alberti

Editore: Infinito Edizioni
Collana: Narrativa
Uscita: 1 gennaio 2018
Formato: Copertina Flessibile
Lunghezza: 218 pagine

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